Hån, In June, Milanosport: le recensioni dei singoli italiani

Han 2021
Foto di Laura Allard Fleischl
Hån – Danni

Alla fine anche Hån ha ceduto e si è messa a cantare in italiano. Seppur con una lacrimuccia perché abbiamo adorato (e tuttora adoriamo) le sue canzoni in inglese, siamo comunque sempre contenti di ascoltare qualcosa di nuovo dall’artista bresciana, che a nostro personale modo di vedere è uno dei talenti migliori in ambito alternativo che abbiamo nel nostro Paese. Danni è il titolo del suo nuovo singolo, e se la lingua è cambiata, possiamo dire che non sono eccessivamente cambiate le sonorità rispetto all’ultimo lavoro Projections on a Human Screen. Siamo in presenza di un pop alternativo e suonato, con una bella e delicata chitarra che si appaia perfettamente al cantato introverso e leggero di Hån; il pezzo è abbastanza orecchiabile ma non troppo, un po’ come tutti i brani dell’artista, e alla fine ci piace molto lo stesso.

Camilla Vu – Dritta da te

Primo singolo del 2024, e terzo singolo in generale, per Camilla Vu, con questa Dritta da te per l’etichetta Musicantiere. L’artista presenta un brano pop dalle influenze funky con una batteria che pesta insospettabilmente duro e dà un deciso ritmo allegro e sostenuto al pezzo. L’interpretazione di Camilla è argentina e vivace, con un cantato che ricorda parecchio lo stile di Giorgia. Il ritornello è orecchiabile e accattivante, e i cori danno anche un tocco di gospel per arricchire ulteriormente un pezzo decisamente riuscito.

Carla Diletta – Scatola vuota

Primo brano del 2024 per Carla Diletta, che con questa Scatola vuota racconta una relazione finita con il messaggio che “la propria vita non può ruotare attorno a un’altra persona: bisogna dar valore a noi stessi e alle nostre esperienze, conoscendosi man mano sempre più nel profondo”. Il brano è una tranquilla e dolce canzone acustica, retta principalmente dalla chitarra e dalla voce dell’artista. Le melodie sono orecchiabili e pop, e fanno sì che il brano scorra piacevolmente anche senza essere nulla di particolarmente innovativo.

Colonne – Difficile

Colonne inaugura il 2024 con il singolo Difficile, che lo è nel titolo ma certo non nelle sonorità: il brano prosegue sulla scia di quella commistione fra indie italiano ed emo/pop punk americano che già avevamo visto sui precedenti brani. Qui troviamo anche un bel synth che fa un po’ fine anni 2000, e una piacevole alternanza fra chitarra acustica e chitarre elettriche distorte, per un pezzo nel complesso abbastanza pop e orecchiabile. Si tratta del brano con cui Colonne annuncia l’uscita del suo EP d’esordio, Tutto a posto, in arrivo il 29 febbraio, giorno che decreta l’anno bisestile.

Draxe – Paracodina

Draxe aveva presentato Paracodina come uno dei due brani punk rock del suo nuovo album X, uscito a metà gennaio. Ascoltandola però facciamo davvero fatica a percepire quale sia l’aspetto punk del brano, che è un pezzo rappato (e in parte urlato da Broken Vicious, frontman dei Megan Is Missing) su una base solo superficialmente vicina al grunge e in generale al rock. In sé il brano non è nemmeno male, sopratutto nella parte urlata che spinge maggiormente; ci lascia solo un po’ spiazzati alla luce della presentazione.

Feelbacks – Prova ancora

Anche i Feelbacks hannoo ceduto all’apparentemente irresistibile tentazione di cominciare a fare pop punk in italiano. La band romana presenta Prova ancora, la sua prima canzone nella nostra lingua. Il singolo ha bene o male tutte le caratteristiche che fanno un buon brano pop punk, come le chitarre e la batteria energiche e trascinanti, un ritornello melodico e orecchiabile e un testo che cerca di essere uplifting e d’ispirazione: il pezzo “normalizza il fallimento e la perdizione come momenti volti non a fermarci, ma ad andare avanti con determinazione e a cambiare strategia per dare luce ai sogni che nascondiamo nel buio”. In realtà non possiamo che ammettere che la canzone funziona, compreso il testo in italiano (cosa non sempre scontata quando si prova a fare in questa lingua un genere come il pop punk che non è nato per essere cantato in lingue diverse dall’inglese). Ci piacerebbe però che si tornasse a pensare che le canzoni possono essere scritte anche in inglese senza che questo comporti un’automatica diminuzione di pubblico potenziale, come invece a quanto pare accade ora.

Goodbye Neverland! – Cuori in affitto

Ritroviamo i Goodbye Neverland!, che l’ultima volta avevamo visto con il singolo Rune. La band ci presenta il suo ultimo brano intitolato Cuori in affitto, un veloce e divertente brano pop punk in italiano che vede qualche occasionale inserito easycore, specialmente nel breakdown del bridge e nella seconda strofa più heavy. Il ritornello è particolarmente melodico e orecchiabile, ci sono i gang vocals che mettono una gran energia e qualche richiamo a band connazionali “del settore” come i WEL pre-switch all’italiano. Un brano che secondo noi funziona molto bene.

In June – Work in Progress

Abbiamo di recente parlato di Daniela Mariti e del suo bel progetto solista Danxgerous; la ritroviamo ora al timone della sua storica band, gli In June, con questo singolo intitolato Work in Progress che anticipa l’EP Collapse di prossima uscita. I delicati vocals di Daniela conducono l’ascoltatore in un viaggio fantastico fra atmosfere indie rock e vagamente emo, un po’ come nei migliori pezzi di Julien Baker, che qui sembra ampiamente omaggiata.

Milanosport – Genau

Quando abbiamo letto che il nuovo brano dei Milanosport si chiamava Genau abbiamo pensato che fosse un omaggio, magari anche un po’ ironico, alla famosa espressione tedesca. Non pensavamo però che l’intero brano fosse in tedesco. E invece eccoci qui a commentare un brano in tedesco di una band italiana… un po’ come gli Ada Oda ma al contrario. Genau è un brano decisamente più tranquillo e meno movimentato rispetto alla media dei Milanosport, un po’ nella tradizione del pop germanico. Come esperimento secondo noi ci sta: ci piace quando le band escono dalla propria comfort zone e dal sentiero tracciato. Certo, magari un intero disco così faremmo un po’ fatica a digerirlo.

Monolite – Pezzo pop

I Monolite vengono da Roma e quest’anno pubblicheranno un EP che promette di essere scoppiettante, se questo primo assaggio intitolato Pezzo pop è un’indicazione affidabile. La band propone un rock alternativo con qualche influenza indie ma anche più heavy, ma la cosa che veramente prende di questo singolo è il suo ritornello letalmente orecchiabile: maneggiatelo con cautela se non volete ritrovarvi a canticchiarlo all’infinito nei momenti più inopportuni. Un po’ naif il testo, ma è un aspetto che possiamo perdonare ai Monolite.

Rebecca – Eco di noi

Chissà se Rebecca ha pensato che scegliendosi questo nome d’arte avrebbero reso sostanzialmente impossibile trovarla sui social o distinguerla da una qualsiasi delle Rebecche che esistono al mondo. Scelta infelice del nome a parte, ci troviamo a parlare di Eco di noi, il suo singolo d’esordio, che è un pezzo pop con qualche leggera influenza urban sia nel cantato che nello strumentale. Non ci convince appieno il cantato, che suona un po’ troppo effettato, mentre le melodie avrebbero un certo potenziale perché sono piuttosto orecchiabili e accattivanti.

Rogue Charlie – Cambierà

Freschi di pubblicazione del loro ultimo EP Se tutto finisse qui, i Rogue Charlie ci presentano uno dei singoli dal disco, questa Cambierà che è un bel brano alternative rock con influenze emo. Come per il precedente brano che avevamo ascoltato, La tempesta, il cantato è molto più vicino alla tradizione pop anni 2000 italiana (si era detto Sugarfree e Le Vibrazioni, e l’impressione è assolutamente confermata da questo brano). E questo crea una sorta di dicotomia che correrebbe il rischio sulla carta di essere un punto debole ma che invece produce un effetto molto curioso e unico. Per noi i Rogue Charlie sono approvati.

Rookie – Resolve

Ampie distorsioni e ritornelli da singalong: è lo shoegaze/emo dei Rookie, che in Resolve ricordano molto i Free Throw e in generale quell’ondata di emo (anche) revival che ha preso d’assalto la scena nella prima metà degli anni 2010. Sonorità decisamente americane accompagnate da un buon accento inglese che maschera le origini italiche della band. Piacciono tanto i vocals quanto il lavoro strumentale, in particolar modo sulle chitarre: una bella scoperta.

Shonan – Play Me Something

Nuova avventura per gli Shonan, a quasi tre anni dall’uscita del loro ultimo album Kriminals! (punto esclamativo compreso). Play Me Something è il primo singolo che la band di Parma ci propone dal suo nuovo materiale, ed è un pezzo pop punk con qualche piccola influenza post-hardcore un po’ come si usava a Long Island nei primi ‘00s. Un brano che per cantato e sound ci ricorda un pochino lo stile dei Koyo, che proprio negli ultimi mesi stanno tentando di riportare in auge le sonorità di una ventina di anni fa. Piacciono chitarre e melodie e in generale il piglio del brano; forse rivedibile il bridge con quella conta ripetuta all’infinito “1 2 3 4 5 6 7”.

Sümelga – Canzone di lunedì

Ennesima canzone per i prolificissimi Sümelga, che tornano a distanza di poche settimane dal singolo Tonight con questo brano intitolato Canzone di lunedì. Un pezzo piuttosto breve dal sapore pop rock ma anche dal piglio cantautorale nelle melodie e nel modo di cantare. Bella la chitarra acustica che regge il brano, forse il nostro preferito tra quelli che abbiamo sentito fin qui da parte della band.


Segui la nostra playlist Italian Selection su Spotify, con la nostra selezione delle canzoni più interessanti uscite in Italia negli ultimi mesi!

Per leggere le precedenti recensioni dei singoli italiani clicca qui.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *