Dear Orca: il nuovo progetto di Vin Accardi dei Brand New

Dear Orca

 

 

La tanto attesa reunion dei Brand New non ha solamente riportato fra noi la band verosimilmente più influente degli anni 2000 nell’ambito emo. Oltre al tour americano e a quello nel Regno Unito, è da qualche settimana uscito anche Please Tell Me Who You Are, un EP di tre canzoni del progetto Dear Orca, ovvero il progetto parallelo del chitarrista Vincent Accardi.

Due cose sono subito saltate all’occhio di tutti prima ancora di ascoltare le canzoni.

La prima è che l’EP esce sotto Procrastinate! Music Traitorsl’etichetta fondata dai Brand New stessi e che dopo l’improvviso scioglimento del 2017 aveva similmente cessato le attività (anche se occasionalmente il codice HTML del suo sito ufficiale subiva qualche aggiornamento, scatenando forti moti complottisti all’interno dell’attivissimo subreddit dedicato alla band).

La seconda è che l’EP è stato prodotto da Mike Sapone, fido compagno in studio dei Brand New lungo tutta la loro carriera, tanto che alcuni lo definiscono il quinto membro della band.

 

Che Vincent Accardi pubblichi della musica “personale” sotto un proprio nome non deve probabilmente sorprendere. Insieme a Jesse Lacey, è stato per tutta la carriera dei Brand New uno dei principali compositori delle canzoni (e probabilmente anche di una parte dei testi, anche se la band non ha mai fornito alcuna indicazione ufficiale in merito).

Sembra insomma naturale che l’artista sia andato avanti a scrivere musica anche nel periodo di pausa del gruppo -posto che, per quanto ne sappiamo, i Brand New stessi potrebbero avere della musica nuova già scritta o già pronta: anche l’ultimo album era arrivato a sorpresa, senza particolari annunci.

Non sorprende nemmeno che le canzoni del progetto Dear Orca vedano delle forti connessioni con il songwriting dei Brand New. A livello di sound la differenza c’è: Dear Orca è più cantautorale, più “alternativo”, non ha chitarre potenti e tormentate come molti dei migliori pezzi dei Brand New, non c’è ovviamente il cantato riconoscibile, spesso urlato, di Lacey; ma le atmosfere cupe, vagamente sperimentali, ricordano parecchio da vicino quelle di Science Fiction e in parte anche quelle di Daisy, gli ultimi due dischi del gruppo.

 

Su Reddit (che è ormai l’unico social che merita di essere frequentato nel 2025, almeno finché i proprietari non lo distruggeranno) qualcuno parla di “vibes da cantautore malinconico, dall’anima americana, desertica, quasi folk” -Vincent del resto vive ormai da parecchi anni in zona Joshua Tree- una descrizione brillante come solo un frequentatore accanito di r/brandnew poteva scrivere. I nomi che vengono accostati a questi tre brani sono quelli di Modest Mouse (forse il paragone più frequente), Neil YoungTom WaitsNick CaveNine Inch Nails e Ugly Casanova (che poi era il side project del cantante dei Modest Mouse).

Lo stesso Vin non fa nulla per nascondere la vicinanza ideale dei progetti: in Under the Rose cita esplicitamente Daisy (“You’re no daisy / More like a rose”); in Asleep in Paradise il testo (“Eventually you was just a little string / Nothing suitable to stitch up a rip”) richiama quello di Out of Range (“Am I your torn up, tattered, worn out piece of fabric / Not suitable to stitch up a rip?”).

Qualcuno fa anche notare che Orca era il nome della barca nel film Lo squalo (in inglese Jaws), e i Brand New hanno notoriamente una canzone che si chiama Jaws Theme Swimming (cioè “La musica de Lo squalo mentre nuoti”, pressappoco), ma qui entriamo nelle ipotesi del complotto. Vale comunque ricordare che Vin aveva aperto un concerto di Kevin Devine nel 2012 presentandosi come “Orca”.

 

Dear Orca comunque non è facilmente paragonabile ai Brand New, al di là delle differenze e delle similitudini tra sound e testi, anche solo per la connessione affettiva ed emotiva che la maggior parte dei fan della band hanno. La delicatezza, la malinconia, la produzione curata e l’onestà artistica rendono però Please Tell Me Who You Are un’opera decisamente valida, che merita di essere ascoltata e vissuta, sia dai fan dei Brand New che da chi non bazzica troppo la band.


Quest’articolo è inizialmente stato inviato come parte di Sick Transit, la newsletter di Booklet Magazine dedicata al mondo dell’emo/pop punk. Ricevila gratuitamente cliccando a questo link!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *