The Ghibertins, Solisumarte, Posh: le recensioni dei singoli italiani

The Ghibertins In Your Arms
The Ghibertins – In Your Arms

I milanesi The Ghibertins continuano ad anticipare il loro prossimo concept album (previsto per l’inizio del 2022), pubblicando il nuovo singolo In Your Arms dopo 20149 – Milano. In Your Arms è una canzone fondamentalmente indie folk, che fan di band quali Mumford and Sons, Of Monsters & Men o Mighty Oaks potranno senz’altro apprezzare; si sviluppa su atmosfere piuttosto malinconiche corredate di archi, ma sul finale il sound si riempie fino ad assumere un’aura da festival all’aperto o comunque da clima di relativa festicciola rustica. Il brano vede il protagonista del disco raggiungere i sessant’anni e arrivare alla serenità di sentirsi amato e realizzato a prescindere dagli sbagli commessi nel passato.

God in a Black Suit – You Don’t Have Time

Nuova proposta dalla città di Matera, dove i God in a Black Suit hanno appena pubblicato il loro singolo d’esordio, You Don’t Have Time, prima anticipazione dall’EP di debutto Nails, previsto per settembre. Si tratta di un brano urgente, di stampo post-punk ma con influenze più indie/alternative che addolciscono in parte le asprezze “post”; in ogni caso dall’evidente influsso del mondo rock britannico. Migliorabile la pronuncia inglese (intendiamoci, la pronuncia è okay, ma si capisce subito che il cantante non è originario di Manchester o di qualche città di quelle zone :D), ma come primo assaggio è molto convincente: You Don’t Have Time ci lascia con la sensazione che la band abbia qualcosa di interessante da farci ascoltare sull’EP che verrà fra un mesetto.

Magenta #9 – La doccia

Direttamente dalla Bolognina, i Magenta #9, già vincitori dell’ultima edizione della rassegna Sanremo Rock, ci fanno ascoltare il loro ultimo singolo La doccia, follow up di Non si può uscito nel 2020. Quello dei Magenta #9 è un pop rock orecchiabile e piuttosto radiofonico, senza troppe pretese se non quella di divertirsi e divertire chi lo ascolta. Il testo stesso vagamente scanzonato e allusivo contribuisce a questo immaginario tra il serio e l’ironico, e alla fine il brano risulta piacevole, per quanto non necessariamente profondo o d’impatto nel tempo.

Posh – Mr. Anyone

Dopo un silenzio di quasi un decennio, i Posh, italiani ma di base in Germania a Düsseldorf, sono recentemente tornati e hanno un nuovo singolo da farci sentire. Mr. Anyone è un brano indie rock piuttosto tirato, con una marcata influenza dei Placebo tanto a livello di suoni quanto a livello di vocals. In meno di tre minuti Salvo, Federico e Alberto ci catapultano in una dimensione spiccatamente internazionale, da band che starebbe sul palco di qualche festival anglosassone o mitteleuropeo. Come ritorno non c’è davvero male; attendiamo novità sul disco in arrivo, che dovrebbe intitolarsi Port Out Starboard Home e vedere la luce a dicembre!

Rockardìa – Butta giù quel rum

I Rockardìa si ripresentano dopo alcuni anni di pausa discografica con il loro singolo Butta giù quel rum. Il brano coniuga un approccio vocale alla Punkreas con suoni tra post-hardcore melodico (band come Silverstein, Funeral for a Friend, per intenderci) e punk, più un assolo in stile Avenged Sevenfold per gradire. Come potete intuire dal titolo, si tratta di un pezzo che invita a bere e scassarsi di alcol senza fermarsi a “due birrette”: “racconta la voglia di festa, di amici… di normalità”, dicono i Rockardìa stessi. La catchiness è discreta, i testi che invitano a bere sono sempre molto orecchiabili, e allora la canzone avrebbe il potenziale per diventare una “drinking song” apprezzata durante i live della band.

Solisumarte – Era scritto

Dopo Luci viola ed È colpa mia, prosegue un 2021 piuttosto intenso a livello di uscite per il duo bresciano Solisumarte. Era scritto è un singolo indie pop basato su un beat arricchito con effetti al synth nel ritornello, con un complessivo effetto un po’ urban e sicuramente orecchiabile. Continuerò a ripetermi, ma questi ragazzi suonano un po’ come gli eredi che gli Zero Assoluto hanno finalmente trovato, una quindicina di anni dopo i propri fasti, e con qualche necessario adattamento sonoro per non essere fuori dal tempo.


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