Six Impossible Things, Sunset Radio, Cemetery Drive: le recensioni dei singoli italiani

Six Impossible Things

 

Six Impossible Things – Eight and a Half

È sempre una settimana bellissima quella in cui esce nuova musica dei Six Impossible Things. Il duo dream pop/shoegaze di Codogno (diventato a tutti gli effetti una full band a partire dall’ultimo EP The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living del 2023) sta lavorando a un disco, ma per non farci rimanere troppo tempo a bocca asciutta ha pensato di regalarci un doppio singolo, composto da Eight and a Half in uscita adesso e Nevermore in uscita a settembre. Eight and a Half si chiama come il capolavoro di Fellini, e per sonorità sembra quasi richiamarne l’atmosfera un po’ onirica. È un brano riconoscibilmente Six Impossible Things, nel loro aspetto cosy, intimo e con le armonie di Lorenzo e Nicky, ma è anche un pezzo “sperimentale” per il gruppo: non ha un vero ritornello, la struttura è progressiva (con una bella sorpresa nel finale che però non vi spoileriamo per vedere se vi arriva come è arrivata a noi) e ha un sound leggermente più intenso e heavy della media dei SIT. Per noi un passo molto importante nell’evoluzione della band, che dimostra di avere il coraggio di rischiare una progressione ma anche di sapere come gestirla.

 

Sunset Radio – Bronson

Il nuovo singolo dei Sunset Radio si chiama Bronson, come lo storico locale di Ravenna -città d’origine della band- citato nel testo. La canzone si discosta dal solito stile pop punk tipico del gruppo, preferendo un pop rock molto radiofonico. La produzione è come sempre molto pulita e impeccabile, ottima la performance vocale anche nell’uso del falsetto; forse nel complesso il brano è solo un filo troppo leggerino.

 

Trilussa – Non lo capiresti mai

Non bisogna evitare la solitudine, ma semplicemente saperla cullare: questo è il mantra di Non lo capiresti mai, il nuovo brano di Trilussa in uscita il 23 maggio per Honiro Label. In un mondo che sa logorare lentamente il nostro equilibrio, è facile isolare i propri pensieri che, a loro volta, ci isolano e ci ingabbiano in una realtà sempre più personale e funzionale alla nostra emotività. Rabbia, gioia, dolore: il tutt’uno stravolgente della vita di tutti i giorni prende forme spesso difficili da capire agli occhi degli altri. Tuttavia, la costante rimane il modo in cui vediamo noi stessi e in cui riusciamo, in qualche modo, a capirci.

 

Yasmina – Digitare

“Digitare” è il nuovo singolo di Yasmina prodotto da Mark Ceiling, un brano che riflette sulle routine contemporanee e su quel sottile cortocircuito tra identità personale e produttività quotidiana, una riflessione sonora sul lavoro che appassiona, ma che non spegne il desiderio di evasione. Un brano in cui la musica diventa spazio di domande, più che di risposte. Ispirata dai temi della serie Severance, Yasmina si interroga su quale suono possa accompagnare la vita di chi trascorre le giornate davanti a uno schermo per lavorare, per vivere, ma anche per cercare di non perdersi.

Zipper Blues – AOC

Nuovo singolo per gli Zipper Blues che ci presentano la loro AOC, sigla che non sta per Alexandria Ocasio-Cortez ma per “Appellation d’Origine Contrôlée”, l’equivalente della sigla DOC in francese (quella dei vini, insomma). L’idea è che sostanzialmente serva una denominazione di origine controllata non solo per i cibi, ma anche per la musica, per districarsi nel mondo delle contraffazioni, delle imitazioni e della musica fatta dalle intelligenze artificiali. AOC è un brano rock energico, che sembra portare influenze dall’hard rock specialmente nel cantato e dal grunge e dal rock alternativo anni ’90 nelle chitarre e nell’attitudine. Brano che spinge e non poco!

 

Bucossi – Perdenti

Nuovo singolo per Bucossi, che avevamo visto su queste pagine l’ultima volta lo scorso anno con il singolo Guardare il mostro. Il nuovo brano si chiama Perdenti, riferimento ai cuori e agli occhi dell’artista e di chi come lui è considerato un “perdente” della vita, a differenza dei vincenti che però forse sotto sotto non sono così differenti. Il brano si muove su sonorità pop rock accattivanti e piuttosto upbeat a dispetto delle amare riflessioni del testo, con un cantato che risente della lezione indie degli anni 2010.

 

Cemetery Drive – 7 Years

Nuovo brano per i Cemetery Drive, che rispolverano il vecchio tema della crisi del settimo anno nella loro 7 Years. La band altoatesina presenta un brano 100% pop punk che sembra una perfetta sintesi fra le sonorità classiche anni 2000 di questo genere (focus sulla melodia, ritornellone molto catchy) e quelle della scena 2010 (chitarre più aggressive e vocals ai limiti della sgolata), limitando le tendenze più easycore del gruppo, di cui resta una traccia negli scream dopo il secondo ritornello. Pezzo decisamente accattivante e dal sapore internazionale.

 

Greatwaterpressure – Alibi

Con una narrazione intensa, emotiva e visivamente cinematografica, “alibi” racconta di una notte estiva fuori controllo, tra euforia e perdizione: tra linee di basso campionato, intrecci di wurlitzer ed un groove funky, il nuovo singolo dei greatwaterpressure gioca sul contrasto tra ciò che brucia dentro e il desiderio di pace, tra la voglia di perdersi e quella di ritrovarsi. Un viaggio emotivo fatto di strade da percorrere, cuori che si scontrano, e momenti che sembrano destinati a bruciare in fretta ma restano impressi.

 

Laplastique – Giù (Il valzer dei tormenti)

Puntuale, arriva il singolo annuale di Laplastique (A proprio tempo era uscito a gennaio 2024, anche se poi gli aveva fatto seguito un EP ad aprile; in precedenza l’artista aveva pubblicato esattamente un singolo ogni anno). Il brano del 2025 si chiama Giù (Il valzer dei tormenti), ed è un pezzo pop guidato dal synth, dove a farla da padrona sono i vocals squillanti e argentini di Laura. Una voce che potrebbe non piacere a tutti ma che aiuta molto a caratterizzare i brani di Laplastique differenziandoli già in partenza dalla massa informe delle uscite.

 

Millennial Daze – Tempesta

Anche i Millennial Daze cedono alla tentazione di mettersi a fare musica rock in italiano, e presentano così il singolo Tempesta, che non snatura il sound del gruppo novarese ma lo presenta in una lingua fin qui inedita (anche se purtroppo pronunciata senza gli accenti corretti). Tempesta è un brano che balla fra alternative rock e pop punk, con un ritornello accattivante e orecchiabile che ha tutto il potenziale per fare bene anche dal vivo, complice l’alta energia che la canzone conserva dall’inizio alla fine. Il cantato può ricordare quello di Enzo degli WEL -sarà anche lo switch all’italiano fatto da entrambi i gruppi- ma con meno esplosività immediata e più pathos che peraltro ben si adatta allo spirito del brano.

 

Moondome – Bittersweet

Bittersweet è il singolo tratto da The Boarding, il nuovo album dei Moondome uscito il 16 maggio. Il brano ha sonorità influenzate dall’hard rock, dal rock alternativo anni ’90 e pure dal metal (echi di System of a Down nell’arrangiamento e nel modo di cantare), con una struttura un po’ sperimentale che vede a un certo punto un synth fare un’apparizione improptue e improvvisi sbalzi di tensione. Da migliorare forse la pronuncia dell’inglese, soprattutto se la band punta a raggiungere anche un pubblico europeo come le sonorità di questa canzone meriterebbero.

 

Retrophil – Gentlemanager

Dopo Felini e contenti di qualche settimana fa, Retrophil torna con i suoi giochi di parole nei titoli dei brani, presentando in questo caso il Gentlemanager, ovvero la figura -descritta nel testo- di un manager che promette il mondo a un giovane artista con il solo intento di spillargli soldi. Il brano ha un sound funky pop un po’ come il precedente singolo, con un cantato che risente vagamente dell’urban e che punta tutto sull’ironia del testo.

 


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