Katana Koala Kiwi, Gio Ui, Peaks!: le recensioni dei singoli italiani

Katana Koala Kiwi – Apnea
Terza uscita per la neonata Dumba Dischi, che aveva debuttato qualche giorno fa con il primo singolo di Maju e poi con la collaborazione fra tra Acqua Distillata e Ribaltavapori. La nuova canzone è Apnea dei Katana Koala Kiwi, band di Trieste che come al solito si rivela terra fecondissima di fermento artistico fuori dagli schemi. La band si è già fatta notare lo scorso anno con l’EP d’esordio Per farmi coraggio mi sono buttato dal piano terra (se ci leggete da qualche tempo ormai lo sapete quanto adoriamo i titoli lunghissimi), e Apnea sembra un ottimo mattone su cui costruire il futuro del gruppo. Il sound è di base emo, nella sua versione veloce e angsty, ma la produzione è italianissima e rende il tutto molto più pop e anche per questo capace di piacere alle orecchie più disparate. Negli ultimi quindici anni l’unica band “”emo”” italiana ad avere avuto una qualche forma di successo è La Sad, che faceva un emo decisamente poser; a maggior ragione ci auguriamo che i KKK possano far scoprire alle persone il suono di un emo più autentico.
Peaks! – Morphia
A qualche mese da Don’t Want to Be Like You, i Peaks! tornano con un singolo intitolato Morphia, che presenta un approccio un filo più leggero e tendente alla parte elettronica del loro modo di fare rock, ma assolutamente non privo di energia: il ritornello è bello tirato, soprattutto per i vocals appassionati, e le sonorità avvicinano Morphia a un brano in stile Linkin Park.
Preferisco Ignazio + Lysine – Rovi
Un lungo giro di basso introduce Rovi, il nuovo singolo in combinazione dei Preferisco Ignazio e dei Lysine. Le due band hanno collaborato per uno split EP di cinque pezzi che uscirà prossimamente, e che conterrà anche questa traccia che più che un featuring è stata proprio scritta a quattro mani. Rovi, che dà anche il nome all’EP, è un pezzo alternative rock dalle atmosfere un po’ tristine, diremmo quasi emo, ma che non è assolutamente molle, semmai riesce a incanalare un’energia che conferisce al pezzo molta vitalità fino alla climax finale. Bello il violino che fa capolino nell’arrangiamento.
Sanlevigo – Piccoli cannibali
Una corsa senza fiato attraverso le macerie della società contemporanea: Piccoli Cannibali, il nuovo singolo dei Sanlevigo, è un grido che affonda le radici nella new wave e nel post-punk per dipingere un mondo che ha perso l’empatia. Prodotto insieme a Jesse Germanò, il brano è una riflessione tagliente sul distacco crescente tra le persone, sul fallimento umano di fronte alla crisi. Il testo racconta la disillusione degli ultimi anni e il vuoto lasciato dalla mancanza di connessione, descrivendo una società in cui sopraffare l’altro è diventata una regola. È un’immagine spietata, quella tratteggiata dai Sanlevigo: uomini che si divorano a vicenda, diventando Piccoli Cannibali in un mondo sempre più alienante. L’atmosfera sonora riflette perfettamente questo scenario distopico: il basso pulsante e i synth sequencer scandiscono un ritmo incalzante, mentre le chitarre tagliano l’aria con distorsioni gelide. La batteria serrata guida un crescendo emotivo che sfocia in un ritornello teso e claustrofobico, capace di evocare il senso di smarrimento di una generazione intrappolata in una routine senza fine. Piccoli Cannibali non è solo una denuncia, ma anche un esorcismo: un modo per dare voce alla confusione e alla rabbia nate in anni di isolamento. Con questo brano, i Sanlevigo aprono un nuovo capitolo del loro percorso artistico, anticipando un album che promette di scavare a fondo nelle contraddizioni della nostra epoca.
Sedici – Eco // Non esiste solo l’ansia
L’eco di Sedici tra i grovigli della mente e il desiderio di serenità nel suo nuovo brano, eco // non esiste solo l’ansia, in uscita il 28 marzo per Honiro Label e Luppolo Dischi. Con il corpo puoi trovarti ovunque, ma spesso ciò che suggeriscono i nostri pensieri ricorrenti è disconnesso: le paure, le angosce, gli ostacoli che impediscono una visuale più vicina alla realtà. E qui si cela la profondità di un semplice messaggio: vivere le cose per quello che sono, per quello che ci trasmettono a livello emotivo e a livello esperienziale. L’ansia è uno schermo dentro cui vediamo forse fin troppi nostri frammenti. A volte, bisogna prendersi il momento per spegnere il suo loop e guardarci con altri occhi, quelli dello stupore.
Aimless – In Waves
Li avevamo conosciuti lo scorso mese con il singolo Weirdo, e ora gli Aimless ci propongono un nuovo brano intitolato In Waves, che prosegue sulla scia del rock alternativo decisamente energico e ad alta intensità che il precedente pezzo ci aveva fatto ascoltare. Spicca sicuramente il ritornello, caratterizzato da distorsioni estreme ma che è contraddistinto anche da linee vocali molto accattivanti, che aiutano a far restare impressa la canzone. Singolo dal potenziale anche radiofonico.
Arianna Pasini – Lontano
Con Lontano, Arianna Pasini trasforma il mare d’inverno in una metafora intima e avvolgente, un luogo di rifugio e contemplazione. A un anno dal suo album d’esordio, la cantautrice torna con un brano che si muove con eleganza tra alt-folk e alt-rock, evocando un paesaggio di pensieri e silenzi. Lontano è il racconto di un legame viscerale con l’acqua, di quella malinconia che il mare custodisce nei mesi più bui. La produzione, registrata da Francesco Giampaoli in presa diretta, restituisce un suono vissuto grazie all’uso di strumenti vintage anni ’60: ogni elemento contribuisce a un’atmosfera sospesa e senza tempo. Il finale si apre con un’orchestrazione sognante suggellando il carattere cinematografico del brano. A supportare l’uscita, un video girato in super 16mm da Paolo Angelini e Léo Malek: un piano sequenza sul Lido San Giuliano di Rimini che esalta la bellezza malinconica del Mar Adriatico. Con la sua scrittura essenziale e un sound avvolgente, Lontano è un invito a perdersi tra le onde, abbandonandosi al ritmo naturale di qualcosa di più grande.
Briga – Never Again, il decennale
In occasione del decennale di Never Again, il 2 aprile uscirà la ripubblicazione in formato vinile dell’intramontabile disco di Briga reperibile nello store di Honiro Label e nei negozi di dischi. Un evergreen che ha segnato la carriera dell’artista e ha ridefinito non solo il suo percorso artistico, ma anche una generazione di artisti e di ascoltatori. Tra grandi classici come 6 di mattina (disco di platino) e L’amore è qua (disco d’oro), l’album rimane un manifesto rivoluzionario del genere e, soprattutto, nel panorama del mercato discografico, un vero e proprio spartiacque tra il periodo d’oro della vendita del fisico (il disco ha registrato più di 100.000 copie vendute) e l’avvento del digitale. Un’opera tutta da ricordare, che è riuscita ad entrare nella casa degli italiani e che ha scritto una pagina di storia del pop nostrano degli ultimi anni. Link: https://www.honirostore.com/p/briga-never-again-vinile/
Chicoria – Due lettere dopo
Il racconto della rinascita interiore in un mondo che cade a pezzi nel nuovo disco di Chicoria, Due Lettere Dopo, in uscita il 28 marzo per Honiro Label. Come un vero e proprio sequel di Lettere, tra sonorità rap cupe e classiche, l’artista ritorna con la sua penna distintiva e poetica a narrare un sistema controverso, malato, corrotto, senza una via d’uscita e in una vorticosa e quotidiana discesa, ma da cui, in qualche modo, si può uscire migliori. Forse non possiamo vincerlo definitivamente, ma possiamo affrontarlo e mettere alla prova noi stessi. Dunque, il mondo non cambia, ma noi possiamo ancora cambiare la rotta e provare a direzionarlo differentemente.
Enni Zincone – AI – Intelligenza Artificiale
Si chiama AI – Intelligenza Artificiale, un po’ come il film di Steven Spielberg del 2001, il nuovo brano di Enni Zincone. Un pezzo che, forse poco sorprendentemente, riflette sull’intelligenza artificiale di ultima generazione e sul ruolo sempre più preponderante che si prepara ad avere nelle nostre vite, con più di qualche rischio. Il brano è comunque un pezzo pop upbeat e divertente, perché anche argomenti potenzialmente scottanti si possono affrontare in maniera accattivante.
Gate 66 – Eva
Ancora un nuovo brano per i Gate 66, che pubblicano un pezzo intitolato Eva, raffigurazione di “una donna, la terra, la vita. Sfuggente, scomoda, scorretta e sensuale. Eva è quella parte di noi che rifuggiamo da cui, alla fine, non possiamo che tornare. Eva è il lato nascosto della verità, quello inconfessabile”. Si tratta di una canzone pop dai tratti prettamente elettronici ma dal mood piuttosto chill, non super catchy ma dalle atmosfere ammalianti.
Giama – Ora ci sei tu
Nuova canzone per Gianni Marallo, in arte Giama, che con la sua Ora ci sei tu propone un brano che balla agilmente fra pop e rock: una chitarra elettrica che spinge e che fa contenta la maglia dei Nirvana che l’artista sfoggia sulla copertina, ma anche un ritornello molto catchy e un arrangiamento che rende le sonorità più spensierate. Sul finale spazio anche per una strofa semi-rappata, che rende omaggio alle origini musicali di Giama.
Gio Ui – Ceiling
Se buona parte dell’industria musicale nostrana spinge per far cantare gli artisti in italiano sull’onda di un’autarchia imperante, qualche sparuto (e forse incosciente) artista decide di fare il percorso inverso. È il caso di Gio Ui, che con Ceiling presenta il proprio primo brano in inglese. Gio Ui è un’artista che abbiamo conosciuto sul palco in apertura ai Vintage Violence, e abbiamo avuto modo di apprezzarne la gran voce ma anche la capacità di tenere il palco con una presenza scenica accattivante nella sua tranquillità. Il suo brano nuovo è un pezzo rock che sa un po’ di alternative anni ’90, con un ritornello arioso alla Alanis Morissette (aiutato anche forse proprio dalla lingua inglese) in cui l’artista milanese dimostra tutta l’espressività che lo strumento vocale può avere applicato a un brano con le chitarre. Se arrivassero altre canzoni su questa scia, noi non potremmo che esserne molto contenti.
Kokoonn – You Know Me
You Know Me è il singolo con cui facciamo la conoscenza di Giulia Tedesco, in arte Kokoonn, fresca di firma con Factory Flaws con cui pubblicherà un EP nei prossimi mesi. La musica che Kokoonn ci propone su questo brano è delicata e mattutina, quasi una ballad per cullare il dormiveglia di una domenica quando non bisogna alzarsi per andare al lavoro. Soffice e positiva, la voce di Kokoonn infonde tranquillità, e con il suo testo in inglese conferisce un sapore un po’ indie all’americana.
Merli Armisa – Capelli argento
A quattro anni dall’album Lleb, e a tre dal singolo Alme, Michele Boscacci in arte Merli Armisa torna con un nuovo brano intitolato Capelli argento, fuori per Dischi Sotterranei. Sonorità vagamente orientali ci introducono al brano, che poi sviluppa un sound maggiormente indie rock sporcato da inserti elettronici, fino ad arrivare a un finale climatico e vagamente cacofonico (una versione light del noise? Fate vobis) ma che non rende affatto ostico l’ascolto del brano. Intrigante biglietto da visita per un disco che ci dicono essere di prossima uscita.
Muriel – Ronroneos
Quello di Muriel è un progetto che forse non ci meritiamo, di quelli che potremmo tranquillamente ritrovare sui palchi minori del Primavera Sound, tra i nomi chiacchierati e sconosciuti di una scena che sembra senza fondo. Lei, con reminiscenze che vanno da Rosalia ai Die Antwoord, ha pubblicato un nuovo singolo dal titolo “Ronroneos”, il suo primissimo singolo in spagnolo, Muriel si impone timidamente nel mercato internazionale (è madrelingua, quindi non suona cringe come proteste pensare), in attesa di un suo primo disco che, ne siamo sicuri, ci inquieterà abbastanza (e non vediamo ovviamente l’ora!). Da ragazza acqua e sapone con un mood da influencer basic, Muriel si è sporcata per diventare una piccola stella della scena indipendente, con ritmi tribali e disturbanti, come fossimo in un club ai confini del mondo, per la migliore delle estati. E in questo ossimorico mondo sotto-sopra, non possiamo che consigliarvi di iniziare la giornata con la sua “Ronroneos”, un disturbante tunnel sonoro oscuro e perverso che, se siete disposti, potrà darvi brividi di piacere ad essere tra i primi a conoscerla.
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