Witch Fever, La Dispute, Twenty One Pilots: i singoli internazionali del 13 giugno 2025

Witch Fever
Foto di Diana Dumi

 

Witch Fever – The Garden [Music for Nations; alternative rock, doom rock]. Il fatto che quest’anno Halloween cada di venerdì è un’occasione troppo ghiotta perché una serie di band se la lasci sfuggire, soprattutto quelle dalle atmosfere un po’ gotico-spettrali. E così dopo i Creeper (per i quali la data non è ancora confermata ma che possiamo sospettare sia molto probabile), ecco anche gli Witch Fever che annunciano che il loro secondo album, Fever Eaten, uscirà proprio il 31 ottobre. Già anticipato dal singolo Dead to Me, il disco viene lanciato da questa The Garden, un pezzo un po’ più leggero di quelli presenti sul primo disco Congregation ma che non rinuncia affatto alle atmosfere dall’incedere maestoso e dalle vibe esoteriche che caratterizzano il gruppo. [7]

 

La Dispute – Environmental Catastrophe Film [Epitaph Records; post-hardcore, rock sperimentale]. Il mese scorso dicevamo che il nuovo album dei La Dispute (No One Was Driving the Car, fuori il 5 settembre) è diviso in 14 brani raggruppati di tre in tre, e che la band li pubblicherà man mano a gruppi in ordine di tracklist. Sembra invece che le informazioni preliminari fossero errate: il gruppo del Michigan infatti ha pubblicato la seconda parte delle anticipazioni del disco… e si tratta di una sola canzone, lunga 8 minuti e 41 secondi: il titolo è Environmental Catastrophe Film, ma sulle piattaforme la troverete anche con il titolo di II (seconda parte dell’album, appunto). Il riferimento di base -nel titolo, così come punto di partenza delle riflessioni nella canzone- è l’inquinamento dei fiumi nella regione di Grand Rapids, città d’origine della band. Il sound conferma che le sonorità di questo nuovo disco sembrano molto in sintonia con quelle di Rooms of the House, per noi il capolavoro della band, ma gli urli di Jordan ci fanno addirittura pensare al primordiale Vancouver, EP ormai di culto pubblicato dalla band nel 2006.

 

Twenty One Pilots – The Contract [Fueled by Ramen; pop elettronico]. Non abbiamo ancora una data esatta per l’uscita di Breach, il nuovo album dei Twenty One Pilots, ma sappiamo che uscirà a settembre. Intanto però possiamo ascoltarci il primo singolo tratto dal disco, che si chiama The Contract e chiaramente si inserisce nella saga che il duo sta narrando da ormai un decennio (su questo però vi rimandiamo a fonti esterne che trattano più ampiamente tutti i dettagli della lore). Le sonorità si possono ricondurre a un pop elettronico ma non upbeat e dalle atmosfere introverse. Non è sicuramente uno dei migliori brani dei Twenty One Pilots, anzi è probabilmente abbastanza in basso in una classifica delle loro canzoni, ma non è nemmeno così brutta come dice quest’articolo di Consequence of Sound: è un pezzo pop non troppo originale o ispirato, ma assolutamente non “atroce” e nemmeno brutto. Solo una scelta musicalmente un po’ strana per lanciare un disco. [5,5]

 

All Time Low – Suckerpunch [Basement Noise/Photo Finish Records; pop rock]. Per una band che negli ultimi anni ha provato a seguire in ogni modo il formulario dei consigli per il marketing musicale per mantenere il proprio status di band popolare presso generazioni via via sempre più giovani dei membri del gruppo, mancava giusto fare una canzone che si chiamasse Suckerpunch come fanno tutti (manca giusto Kintsugi e le abbiamo davvero fatte tutte). Il brano è una classica canzone pop rock radiofonica e abbastanza scialba, con una prima strofa molto dad rock in stile Bon Jovi iperprodotti, per poi lasciare spazio a un ritornello che dimenticheremo molto presto. [4,5]

 

The Dirty Nil – Rock N’ Roll Band [Dine Alone Records; punk rock]. In attesa dell’album The Lash, fuori il 25 luglio, i The Dirty Nil ci offrono un altro pezzo, che si chiama Rock N’ Roll Band proprio perché descrive, tra ironia e amara realtà, la vita di chi passa in tour con la band dieci mesi all’anno per portare a casa due spicci (perché “Someone else is getting rich / Not you”). Brano molto punk per il testo e lo spirito, ma dal sound accattivante e che potrebbe benissimo piacere anche ai fan di Pup e Spanish Love Songs; per noi comunque fa molto Frank Turner. [8]

 

Dream Nails – This Is Water [Marshall Records; indie rock, punk]. Dopo l’uscita dal gruppo di Ishmael Kirby nel 2024, le Dream Nails hanno deciso di continuare come trio, con la bassista Mimi Jasson alla voce. This Is Water è il primo prodotto di questa nuova lineup, un brano dichiaratamente influenzato dai Pixies che gioca con indie rock, punk rock e post-punk in un andirivieni fra anni ’90 e contemporaneità. Il ritornello è piuttosto ripetitivo ma viene salvato dal cantato via via più graffiante di Jasson. [6,5]

 

Gracie and Rachel – WTF [Righteous Babe Records; indie rock, indie pop]. Questa sera e domani Gracie and Rachel saranno rispettivamente a Roma e a Ferrara per aprire i concerti di Ani DiFranco, e intanto pubblicano il loro nuovo singolo che si chiama WTF (what the fuck, come dice il ritornello del brano) e che a dispetto del titolo è un pezzo estremamente delicato ed elegante, una sorta di indie ballad con più ritmo, non dissimile per atmosfere da certi brani di artisti come Lucy Dacus e Julien Baker che il duo ha già supportato in concerto in passato. [7,5]

 

Cardinals – Big Empty Heart [So Young Records; alternative rock, post-punk]. A luglio apriranno il grande concerto dei Fontaines D.C. a Finsbury Park, e ne hanno ben donde: i Cardinals oltre a condividere la cittadinanza con la rock band più famosa del momento sembrano anche avere un sound che ricorda in parte quello del gruppo dublinese, in primis per il cantato, con un rock alternativo appena appena influenzato dal post-punk, e un’inaspettata fisarmonica che diventa la co-protagonista del brano, trasformandolo in un valzer rock parecchio evocativo. [7,5]

 

Iona Zajac – Bang [indie rock]. Iona Zajac è stata una dei cantanti che si sono avvicendati dal vivo durante l’ultimo tour dei The Pogues, e la cosa si ripeterà prossimamente negli Stati Uniti e in Canada. Nel frattempo l’artista scozzese porta anche avanti la propria carriera solista, con questo singolo intitolato Bang che non è però inteso nel senso del suono fatto da un’esplosione, ma del suo significato secondario di portarsi a letto qualcuno: il brano è infatti una celebrazione del sesso ben fatto su sonorità da ballata indie rock. [7]

 


Puoi leggere tutte le nostre pagelle ai singoli internazionali a questo link.

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