Hån, Gomma, Followtheriver: le recensioni dei singoli italiani

Han 2021
Foto di Laura Allard Fleischl

Hån – Bicycle

Hån è uno dei prodotti più fulgidi del pop alternativo italiano, anche se l’Italia deve ancora in buona parte accorgersene. Di recente firma con Sony Music, l’artista bresciana ci aveva regalato alcuni mesi fa il singolo Sonic96 che aveva sonorità vicine al bedroom pop, mentre ora si ripresenta con questo Bicycle che, pur senza allontanarsi drasticamente dal sound del brano precedente, esplora però anche territori affini all’R’n’B, e contiene quello che a memoria è il primo featuring su una canzone di Hån, con l’inglese Killowen (in passato era uscita quella bombetta di CTR, ma si trattava di una canzone collaborativa con Giungla e non di un singolo “Hån only”, per così dire). L’inserimento della voce di Killowen è delicato e ben amalgamato nel brano, quindi aggiunge varietà al pezzo senza prendersi la scena o farlo sembrare forzato. In generale la canzone è meno catchy della precedente Sonic96 ma esprime meglio un mood, e si fa apprezzare anche l’uso della voce da parte di Hån, che su questo brano sperimenta con i vocals come non aveva mai fatto in precedenza.

Gomma – Mamma Roma / Louis Armstrong

I Gomma quest’anno vanno di doppi singoli. Dopo un intero anno di sostanziale silenzio stampa interrotto dall’uscita di Guancia a guancia + Iena a maggio, la band casertana torna con i due brani Mamma Roma e Louis Armstrong. La rabbia che si percepiva nelle due canzoni precedenti è ancora lì, ma stavolta è leggermente più latente, quantomeno nel sound. Ilaria si lascia comunque andare a un’interpretazione fremente e a tratti irritata, con i suoi “trademark vocals” ma anche dei lontani echi di Eva Poles in certi passaggi. Louis Armstrong è senz’altro la canzone più peculiare delle due, con le trombe ad accompagnare la voce che canta l’hook “what a wonderful world” mentre sotto si scatena il rock. Sembra che i Gomma abbiano sia voglia di sperimentare, anche in modo un po’ pazzo, sia di prendere il meglio di quanto fatto sui precedenti dischi Toska e Sacrosanto. Noi ci godiamo quello che ci aspetta.

Followtheriver – Melbourne

A qualche mese di distanza dal singolo Suitcases, Followtheriver, nome d’arte del genovese Filippo Ghiglione, torna con il suo nuovo brano Melbourne, che già a partire dal nome conferisce l’idea del tema trattato, ovvero quello del viaggio. Il viaggio di cui parla l’artista è un viaggio potenziale: ci parla di “una situazione di disagio che può derivare da un’aspettativa tale da spingerci al non compiere determinate scelte e avere paura di non essere in grado di poterle realizzare. Di conseguenza, invece di partire verso la nostra meta, affrontiamo il viaggio solo nella nostra testa e nei nostri sogni”. La canzone si sviluppa su binari folk-pop, con un finale che va in crescendo e accumula una grande quantità di energia, anche se poi non avviene l’esplosione e la stessa energia rimane solo potenziale, perché la canzone termina in maniera quasi brusca su un ultimo “Melbourne”. Un brano da playlist di qualche appassionato di musica nordeuropeo più che italiano, e non sarà di certo un caso se Followtheriver canta in inglese.

Alis Vibe – Shake This World

È italiana ma non si direbbe, né per il tipo di musica che propone, né per la pronuncia con cui canta in inglese -un aspetto quest’ultimo che rappresenta uno scoglio quasi insormontabile per buona parte dei progetti italiani che si cimentano con la lingua d’Oltremanica. Ascoltando Shake This World resto quasi ammaliato dalla pronuncia sostanzialmente perfetta (quantomeno per le mie orecchie non native) di Alis Vibe, ma in realtà al rapimento contribuisce in larga parte la performance vocale dell’artista, che non ha nulla da invidiare a chi canta il soul nelle lande anglosassoni. Lei dice di aspirare artisticamente a Freddie Mercury e Lady Gaga, anche se probabilmente la sua Shake This World si inserisce più nel solco di un’Amy Winehouse. Genere difficile da proporre in Italia, anche se non impossibile, ma perseverando Alis può senza dubbio farcela: la voce e la scrittura ci sono, e come base direi che non c’è niente male.

Antonio McFly Morelli – Updown

Una piccola rivoluzione della propria musica quella che mette in atto Antonio McFly Morelli sul nuovo brano Updown. O forse parlare di “rivoluzione” è un po’ esagerato, ma in ogni caso si tratta del primissimo singolo in cui l’artista livornese canta, seppur per poche battute, dopo che fin qui il suo progetto era stato essenzialmente strumentale. L’ossatura del progetto rimane ovviamente invariata, con i suoni funky ed elettronici a farla da padroni, facendo prendere al brano una piega danzereccia o da serata un po’ alla moda in un cocktail bar, ma l’introduzione dei vocals rappresenta senza dubbio un’interessante aggiunta al progetto. Questa canzone dovrebbe servire in effetti da ponte tra quanto fatto da Antonio finora e la direzione che prenderà nei prossimi mesi l’artista, quindi ci aspettiamo tanta musica ma anche un po’ di voce!

Cold Shots – Miriam

Parmigiani, i Cold Shots nascono nel 2014 e prendono il proprio nome dall’omonima hit di Steve Ray Vaughan. Non si tratta di un omaggio casuale naturalmente, infatti il sound della band ricorda certi tratti del bluesman texano, come dimostra l’album/EP d’esordio Buffet, sette brani per quasi mezz’ora di musica, da cui è tratta anche la bella Miriam. Cantata in inglese -of course- la canzone è di tipico stampo blues, con un pregevole lavoro di chitarre e una voce armonica che ricorda più lo stile d’Oltreoceano che quello nostrano.

Daniele Piovani – Piume

Daniele Piovani viene da Cernusco sul Naviglio, un posto che se dici che sei un cantautore e vieni da lì sembra quasi un turnoff già in partenza, ma lui non si fa alcun problema a dichiararlo. Già autore per Area Sanremo e per il Premio Lunezia, Daniele si è cimentato negli anni anche con una carriera solista, che vede ora l’uscita del nuovo singolo Piume dopo una pausa discografica che durava dal 2018. Piume è un brano di stampo pop-cantautoriale come nella più classica tradizione italiana -diciamo “da Sanremo” prima della rivoluzione indie delle ultime edizioni. Una canzone forse poco al passo coi tempi, ma se hai nostalgia dei tempi in cui sul palco dell’Ariston vincevano Cocciante e Vecchioni potrebbe fare al caso tuo.

Darte – Belli come prima

Esce per Aurora Dischi il nuovo singolo del cantautore calabrese -milanese d’adozione- Darte, già visto all’opera a inizio anno con il brano Calzini. Belli come prima è stata scritta insieme a Mameli (quello indie, eh, per intenderci), conosciuto nel capoluogo lombardo, e si presenta con un tipico sound indie pop sul triste andante, anche perché del resto “parla di un amore e di un’estate che fa un po’ da terzo incomodo tra due che si ritroveranno a settembre con nuove consapevolezze”. Naturale quindi che il brano, così come il testo, venga un po’ dominato dai colori attenuati, dal sound di un synth che non vuole farci ballare ma riflettere (o forse ruminare); sicuramente una canzone adatta per i periodi di transizione e di incognita dove ci assalgono i dubbi e le incertezze.

Djibson & Petra – The Dark Side

Secondo singolo del 2021, dopo The Code uscito a giugno, per Djibson, che dal Senegal si è trasferito a Pisa dove ha dato il la alla propria carriera musicale. Lo stile di rap che propone Djibson è particolare, con un flow piuttosto fitto e prolungato e un “cantato” in francese che alle nostre orecchie abituate a sentir rappare solo americani e italiani suona curioso. Il beat sul quale poggia la canzone ha meno a che vedere con le moderne evoluzioni del rap e della trap, e resta più atmosferico e meditativo, tanto da suonare quasi “old school” nell’accezione positiva del termine. Pregevole l’aggiunta dei vocals di Petra nel ritornello, la cui voce calda si sposa benissimo con quella di Djibson, anche se forse ci sarebbe piaciuta una lavorazione più levigata sui suoi melodici vocals.

Filippo D’Erasmo – Quel CD dei The National

Torna il cantautore di Acqui Terme con un nuovo brano che lo conferma tra i più interessanti del cantautorato indie, in bilico tra le influenze della grande scuola di cantautori italiani e vibe itpop. Quel CD dei The National è un brano dolce-amaro per chi sta attraversando un tunnel emotivo, e non sempre riesce a vederne la fine: mood à la Baustelle, una misteriosa figura femminile, l’invito a resistere. Nomi come come quello di Filippo D’Erasmo ci fanno rendere conto come sia sempre più urgente creare uno spazio su Spotify dedicato ai cantautori, lontano dai martellamenti di synth e autotune di Scuola Indie, uno spazio più intimo di parole e delicatezza.

Lorenzo Sbarbati – Che ci trovavo in te

Dopo la bella e delicata versione a due voci e due idiomi di Paris, Marseille, Anvers, il cantautore e busker marchigiano Lorenzo Sbarbati ci regala ora Che ci trovavo in te, il singolo con cui svela l’uscita prossima ventura di un concept album sul tema del dubbio, patrocinato da Bologna Città della Musica Unesco. Il nuovo brano è a metà fra la canzone, la recitazione monologica e una seduta psicoterapeutica. Lorenzo è uscito da una relazione amorosa che decisamente non funzionava, per colpa della sua (ex) dolce metà che dava un po’ i numeri; ora lui è felicemente libero, e lei si è trovata un nuovo ragazzo da far impazzire. Certo, ora bisognerebbe ascoltare anche l’altro della campana (un po’ come era successo nel lontano del 2004 con la megahit di Eamon a cui aveva risposto la sua presunta ex con un’altra megahit a sua volta; i meno giovani come me ricorderanno).

Lostinwhite – Unstable

Unstable è il nuovo brano dei Lostinwhite, e parla in modalità super energetica dello stato d’animo altalenante tra il senso di liberazione e la malinconia dopo la rottura di una storia d’amore. Lo fa con una sonorità jazz-funk a BPM elevati e con un ritornello che allenta la tensione quando la/il protagonista percepisce la libertà e il futuro. Il bridge con venature disco-funk incalza invece i dubbi e la paura del nuovo. Un progetto per chi ha voglia di evadere, per chi è stufo di cantautori fatti con lo stampino e per chi non si sa destreggiare tra le nuove uscite di Spotify. Un mondo nuovo tinto di bianco nel quale affondare e appassionarsi.

Mattia Fortebuono – Roma Milano

Dopo Resta uscita a febbraio, il cantautore reggino Mattia Fortebuono pubblica il suo secondo singolo Roma Milano, titolo che rimanda al tema del brano che prende ispirazione dalla storia di un amore nato, scoppiato, evoluto e poi sgretolatosi sulla linea di treni che collega le due città più popolose d’Italia. Mattia sembra avere forti radici nel cantautorato e nella canzone pop italiana (quella sanremese di qualche anno fa, per intenderci), appena appena smorzate da un vestito indie pop cucito addosso al brano con qualche sintetizzatore che rende a un primo sguardo più moderne le sonorità.

Mivà – Illusionisti

Terzo singolo del 2021 per Mivà, artista targato Matilde Dischi che fa seguire i precedenti Hit Parade e Nulla a questa tormentata Illusionisti. La canzone è “il riassunto di una storia che non avrebbe mai potuto avere un lieto fine” e prende il titolo dalla situazione in cui ci si illudeva di star bene insieme, quando invece non era così. Il brano è di base una canzone pop rock che però non teme di sconfinare in generi adiacenti ma comunque diversi, con un riff di chitarra post-chorus molto indie rock ma anche un beat che regge l’ossatura del brano più da musica da ballo. Il ritornello, ma in realtà anche il sound in generale della traccia, fanno un po’ hit minore dei tempi di Top of the Pops.

Sesto – Galleggianti

Tra cantautorato e psych rock à la Tame Impala, Galleggianti parla dei migranti, senza parlare di politica, del limbo in cui si trovano quando sono in mezzo al mare, in balia delle onde, del freddo, della calca. C’è chi attraversa il mare per fuggire a una realtà ostile e strettamente -e incredibilmente- legata alla burocrazia. Galleggianti ricorda all’ascoltatore che su quella barca potrebbe esserci chiunque. Te compreso. Quello di Sesto è un pop psichedelico che è politico senza voler essere politico, che conquista con poco e resta con noi per tutta la giornata. Un’ottima scoperta.


Per leggere le precedenti recensioni dei singoli italiani clicca qui.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.