Hån, Brugnano, Graey… le recensioni dei singoli italiani

Han 2021
Foto di Laura Allard Fleischl
Hån – Sonic96

Dopo quattro anni passati con l’etichetta boutique (nonché piena di grande talento, a partire da Giungla) Factory Flaws, Hån ha annunciato un importante scalino nella sua carriera con il passaggio a una major come Sony. Indubbiamente un giusto riconoscimento al talento dell’artista bresciana, che negli ultimi anni ci ha regalato due EP come The Children e Gradients, pieni di bellissimi pezzi alt-pop ma che nel nostro Paese non hanno trovato il successo di pubblico che meritavano, complice forse anche un sound un pochino lontano da quello che funziona in Italia. Non è un caso che Hån abbia da sempre puntato a un pubblico internazionale, e in effetti i suoi pezzi su Spotify hanno raccolto numeri importanti anche grazie a una buona attenzione da parte dei curatori delle playlist editoriali internazionali della piattaforma. Insomma, con i nuovi brani si spera che scatti quel passaggio in più che all’artista manca per portarsi all’attenzione del grande pubblico, e l’ultimo singolo Sonic96 avrebbe le carte in regola per farlo, con il suo sound un pochino più spostato sul “bedroom pop” che tanti artisti ha portato alla ribalta negli ultimi tempi. Noi ci crediamo.

Anna Luppi & Nacho Toso – Justo a tiempo

Anna Luppi è artista apprezzata non soltanto nella sua terra d’origine, ma anche in Spagna dove ha già preso parte a tournée e collaborato con artisti del posto come Carmen París. Per il suo nuovo singolo l’artista mantovana si esibisce sia in spagnolo che in italiano, sfruttando la collaborazione con il cantautore uruguagio Nacho Toso, che ha originariamente scritto lo scheletro della canzone. Justo a tiempo è un brano che si muove su binari folk pop, con una netta predominanza dell’elemento fresco e ascoltabile anche nelle melodie. Sembra un po’ una di quelle canzoni pop che andavano di moda nei primi anni 2000 cantate in duetto da star della musica italiana e della musica internazionale, e ci ricorda che la musica è anche un veicolo di scambio culturale.

Brugnano – Draghi

I Brugnano sono un duo napoletano formato dai fratelli (you guessed it) Brugnano, recentemente onorati dal prestigioso riconoscimento della selezione fra gli otto finalisti di Musicultura con il brano Canzoni da mangiare insieme. Il loro nuovo singolo si chiama Draghi, ma non è un commento sulla situazione politica italiana del 2021; semmai si tratta di un pezzo essenzialmente funk con tracce di indie pop nel cantato (anche vagamente di urban), che riflette “sulla notte e sulla capacità di resistere a questa pazza vita come gli eroi contro i draghi”. È un brano upbeat ma tutto sommato rilassante, da ascoltare in momenti di detox e di distacco dalle ansie quotidiane.

Carola & Klavier – Prendere o lasciare

L’artista pugliese Carola e il suo produttore Klavier collaborano per un singolo ballabile e synthpop che concettualmente ricorda la struttura di qualche antica hit di Alexia. Prendere o lasciare “parla di un sentimento ormai agli sgoccioli, messo alle strette” dall’arrivo dell’estate con la voglia di lasciarsi tutto alle spalle. “Ne deriva un aut aut che non accetta compromessi”, da cui appunto il titolo del brano. Sicuramente azzeccato è il periodo di uscita per il singolo, che ha tutte le atmosfere giuste che servono quando si vuole ascoltare musica da ballare in qualche discoteca all’aperto o anche in una festa serale in giardino.

Curcuma – 2 agosto

Ricevi un due di picche e ci scrivi sopra una canzone. È forse la più classica delle storie che portano alla genesi di un brano, ma è anche vero che continuiamo a essere attratti dai pezzi che parlano di queste situazioni, forse perché sono parecchio comuni e ci rispecchiamo dentro. I Curcuma, duo composto dai fratelli Spezie (serio, eh), dopo il due di picche hanno scritto una canzone che si chiama 2 agosto, fuori ora per Maionese Project di Matilde Dischi. È una ballad sostanzialmente acustica, pop ma gradevolmente lontana dai recenti sound indieggianti, che sembra anzi quasi uscita da qualche stazione radio di alcuni anni fa. Le melodie sono fresche e retro allo stesso tempo, anche se si drizza qualche pelo sul braccio sentendo “la notte prima della matura che rima con “paura”. Ma dei Curcuma apprezziamo la loro voglia di proporre un sound un po’ diverso da quello che ci ha anestetizzato negli ultimi anni.

Die Ansiah – Già lo so

You’ve heard of Die Antwoord, now get ready for… Die Ansiah (un nome più consono al 2021, direi). L’artista di Gotham Dischi ci propone un pezzo vicino alle nuove sonorità pop punk, quindi pop punk con pesanti influenze urban. Tanto a livello musicale che a livello di voce (e questo è notevole) sembra un pezzo uscito da Tickets to My Downfall, l’ultimo album pop punk di Machine Gun Kelly. Già lo so è un brano che vede l’artista uscire da “un periodo buio fatto di depressione, farmaci e abusi, trova[ndo] nella musica il modo di riscattarsi”, e anche questo mette il pezzo in rapporto al disco di MGK. L’ondata neo-pop punk che ha già investito l’America insomma sta arrivando anche in Italia, e artisti come Die Ansiah potrebbero godere di un “vantaggio competitivo” essendosi mossi in anticipo su questo trend.

DJ Aladyn feat. Raphael – Summer Night

DJ Aladyn segna definitivamente l’inizio dell’estate con la sua Summer Night. Un brano che ci porta sulle spiagge, all’alba, alla fine di bellissime feste in cui si rispettano le distanze di sicurezza e si stacca la testa. Questa volta DJ Aladyn si avvale della collaborazione del cantante italo-nigeriano Raphael. Il brano segue la pubblicazione di Paradise Lost (dove il testo era ispirato a John Milton e Dante Alighieri) e ci porta all’interno di una festa estiva, metafora di un’oasi felice in contrasto con una vita di routine e di conti da pagare.

Elena Sanchi – Lontano da quì

Si chiama Lontano da quì (il titolo ufficiale è con l’accento sulla “i” in base alle informazioni su Spotify) il nuovo singolo di Elena Sanchi, cantautrice riminese con due album già all’attivo in discografia. Il suo terzo disco arriverà in autunno, e per il momento è anticipato da questo brano che parte con un giro di chitarra a tinte quasi emo (forse emo rap, visti i tempi che corrono), che però lascia spazio a un brano più pop da tradizione italica. È una canzone che sottolinea “la fisicità del corpo, la sua sensualità intesa come presenza e consapevolezza di sé espressa attraverso la forza e l’energia della danza e la crescita” per invitarci a riprendere contatto con il nostro corpo e con il mondo intero dopo l’allontanamento sociale dovuto al lockdown.

Emanuele Presta – Aznalubma

Emanuele Presta ci fa sentire un singolo che ha un titolo molto bizzarro: Aznalubma sembra un qualche toponimo o il nome di qualche personaggio strano delle fiabe brutte che a volte leggevi verso il fondo delle riviste coi fumetti da bambino disegnate male. In realtà è soltanto “ambulanza” letto al contrario -o letto nel verso giusto, a seconda di dove siamo posizionati rispetto al veicolo ospedaliero. Lessico a parte, Aznalubma è un inno alla libertà, che secondo Emanuele viene racchiuso perfettamente nello spirito dall’assolo di sax sul finale, suonato da Sergio Pomante (già al lavoro con Steve Albini). “Aznalubma è nata dopo un mio periodo di smarrimento: troppi traslochi e troppi viaggi mi hanno portato a non capire più quale fosse il concetto di “casa”.

Graey – Lungometraggio

Di Graey, dall’allegra Carpi, avevamo già parlato in occasione dell’uscita del suo precedente singolo News di stasera. Il suo nuovo brano Lungometraggio ha la durata di un corto (poco più di tre minuti) e prosegue l’esplorazione del sound chill pop malinconico già intrapresa nel singolo di cui sopra. E chill è del resto anche il mood in cui è nata la canzone, perché Graey racconta che era in un momento in cui aveva “bisogno di tranquillità, così iniziai a suonare accordi rilassanti alla chitarra.” Sound da lounge bar dove si gusta un cocktail fra chiacchiere tranquille con gli amici in orario aperitivo.

Saera & Puertonico – Corpo estraneo

Torna la cantautrice romana con un nuovo singolo dal titolo Corpo estraneo. Il sound del brano vive tra la black music e la nuova scena R&B; una scrittura matura e una voce ammaliante ci trascinano dentro un brano chill e avvolgente. Il feat di Puertonico, reduce dalla recente collaborazione con Gabriele Troisi, ci porta un mood alternative pop che si sintetizza in un tormentone ossimorico, estivo e malinconico. Un brano per chi non si trova nel proprio corpo, per chi vuole tornare a ballare, nonostante tutto.


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