Galea, Neverbh, Supertele… le recensioni dei singoli italiani

Galea Ragazzo fuori moda
Galea – Ragazzo fuori moda

Il fulgido talento di Galea non è ancora apparso nei radar del grande pubblico nazionale, ma se l’andazzo è quello dei singoli recenti possiamo dire con (quasi) ogni certezza che è solo questione di tempo. Ragazzo fuori moda, la nuova canzone di Claudia Guaglione per l’etichetta Sugar, è un brano degno della più grande tradizione pop italiana, ma con un approccio fresco e giovane che viene dai poco più di vent’anni d’età dell’artista. Si parla di maglioni “del nonno”, del non sapersi vestire, di CD (probabilmente fuori moda rispetto a un più al passo coi tempi Spotify? Ahinoi, la vecchiaia), ma in realtà Ragazzo fuori moda è la storia di una dichiarazione d’amore, di quelli semplici ma belli che ti fanno smarrire dentro un weekend in cui il tempo vola e ti ritrovi che è lunedì senza nemmeno sapere come. Pregevoli le melodie tanto del ritornello quanto (e non è scontato) delle strofe.

Ben Cavendish – Asfalto

Asfalto è il nuovo singolo del cantautore romano Ben Cavendish, un brano che affronta il tema della voglia di partire e desiderio di cambiare. Essere giovani porta con sé tante consapevolezze, in continuo cambiamento ed evoluzione, e ognuna di esse è arricchita dalle nostre esperienze, dalle persone che incontriamo lungo la strada. Ben Cavendish è la risposta tutta italiana al mondo pop-folk cantautorale britannico.

Edodacapo – In città

Dopo i suoi primi due singoli Tutti i musei che non abbiamo visto e Mille cose, il cantautore tarantino Edodacapo completa il suo personale terzetto con il nuovo brano intitolato In città, una “dolce ninna nanna di rinascita urbana”. In effetti il brano si muove per circa tre minuti su un sound delicato, quasi in punta di piedi, poggiato sul giro di una chitarra, qualche synth malinconico e un beat rilassato, mentre Edo ci racconta come dopo una rottura, la città ti aiuta a perderti, a restare in anonimato. Ti concede quel momento di solitudine e di riflessione che servono per razionalizzare gli eventi e le situazioni.” Una canzone perfetta per quando sei in macchina da solo a tarda notte che torni a casa, facendo attenzione a non addormentarti al voltante.

Il Grigio – La primavera in una camera

Primo singolo del 2021 per Il Grigio, nome d’arte di Dario Pellegrini, artista bergamasco trapiantato a Trento. La primavera in una camera è un brano che parte da un beat vicino all’hip hop, con un’intro parlata che racconta la famosa storiella dell’uomo che cade da un palazzo di cinquanta piani, ma a metà canzone il sound fiorisce (come la primavera in una camera?) con l’intervento prepotente di una batteria che segna la vera svolta del brano. Il cantato di Dario denota influenze tanto urban quanto indie/pop, con un ritornello che è indubitabilmente catchy, per quanto le note finali di ogni verso tendano a strascinarsi un filo troppo in una sorta di cantilena. In ogni caso, unire il mondo dell’hip hop a quello dell’indie sembra essere la strada maestra nella musica italiana degli ultimi mesi, e Il Grigio la percorre con una certa sicurezza che lascia sperare un viaggio rilassante e pieno di scorci panoramici.

Lorenzo Sbarbati feat. Andi Pomato – Paris, Marseille, Anvers

Il cantautore e busker marchigiano Lorenzo Sbarbati ci presenta una versione acustica del suo brano Paris, Marseille, Anvers, stavolta con la partecipazione dell’argentino Andi Pomato, che Lorenzo aveva conosciuto durante un concerto in busking in Piazza Maggiore a Bologna. Il brano che nasce è quindi cantato tanto in italiano quanto in spagnolo, e se non possiede la ricca strumentazione e produzione della traccia originale “full band”, acquisisce al contrario un’aura quasi magica (del resto da quelle parti pure il realismo ha elementi di magia), come se i due artisti ci stessero raccontando una mitologica storia di pescatori. Potete trovare Lorenzo attualmente in giro per le strade e le piazze del Sud Italia (Puglia, Calabria e poi chissà) in uno street tour il cui itinerario viene aggiornato di giorno in giorno in base alle possibilità offerte dalle circostanze.

Maky Ferrari – Disco Jeans

Finita, almeno in buona parte, l’era dell’idolatria verso tutto ciò che era ’80s, il nuovo decennio più cool del momento sono gli anni Novanta (anche se qualcuno è già proiettato sul revival del decennio successivo). Da adolescenti abbiamo fatto finta che i Nineties fossero un’epoca che stava bene nel passato senza bisogno di doverla rivangare fuori, ma ora ci siamo accorti che in realtà era piena di cose super fighe che adesso mancano, o quantomeno non sono proprio come allora (su tutte, la musica dance fatta come Dio comanda, o anche più macroeconomicamente l’assenza di crisi economico-sanitarie permanenti e quindi il relativo senso di benessere e ottimismo per il futuro). E allora ecco artisti come Maky Ferrari, che dei Novanta è effettivamente figlia (classe ’88, quindi la sua intera infanzia è trascorsa con un 199- a fine data), che ci fanno rituffare nei sound e nelle atmosfere di quell’epoca magica. La sua Disco Jeans è un brano prettamente dance che avrebbe fatto la sua bella figura su qualche Hit Mania insieme ai The Soundlovers, e descrive “il desiderio di una ragazza di lasciarsi alle spalle i momenti bui e di buttarsi in pista a divertirsi e flirtare col ragazzo che le piace”. Immaginate The Music I Like di Alexia ma trasportata al 2021.

Miriam Ricordi – Siamo Sordi davvero

Quante famose canzoncine e motivetti italiani nascondono messaggi velatamente (e a volte nemmeno tanto velatamente) sessisti, razzisti o misogini? Da bambini magari non ce ne rendiamo conto, poi cresciamo e ci accorgiamo che quando Sordi in Polvere di stelle cantava “ma ‘ndo vai se la banana non ce l’hai?”, ecco, forse sotto sotto un po’ di influssi del patriarcato dominante nella nostra società c’erano anche in quel brano. Miriam Ricordi è partita proprio da questo spunto per scrivere la sua Siamo Sordi davvero (seconda S maiuscola non a caso), una canzone che cerca di combattere e demolire stereotipi e pregiudizi del patriarcato usando un sound rock, allegro e contagioso. Un ascolto, e la frase della banana diventa subito molto più catchy che nella canzoncina di Sordi -poi se avete poca memoria per le parole l’artista vi viene in soccorso e piazza un bel “na na na” che quello lo riuscite a canticchiare per forza. Interpretazione italiana del rock che ci piace.

Neverbh – Graffi

Un paio di mesi dopo l’uscita del suo albm Zero miracoli, il cantautore veronese Neverbh ci dà un follow-up con il singolo Graffi, sempre per l’etichetta UMA Records. È un brano estremamente lo fi e delicato, sostanzialmente voce e chitarra e feels tristi, in cui Stefano racchiude “le vibes estive, l’incertezza dell’amore e la continua ricerca di un’anima gemella”. Un singolo estivo al contrario, per i momenti in cui il reggaeton non può funzionare (cioè sempre, ma questo è parere personale che esula dallo scopo di quest’articolo).

Santimone – Mano/Fronte

A qualche mese dal suo primo EP Introduzione di un’isola, la comasca Santimone torna con un singolo intitolato Mano/Fronte. Il dualismo del titolo è in sostanza il ritornello, che ripete il refrain “tu mi tieni la mano / io ti tengo la fronte” per quattro volte, in modo che difficilmente ce lo possiamo scordare. Forse il ritornello in sé avrebbe beneficiato di una varietà semantica leggermente maggiore, perché la costruzione del brano dalla strofa al pre-chorus è impeccabile e mette a frutto la voce dolce e fresca dell’artista, mentre la ripetizione delle stesse due frasi nel punto cruciale della canzone toglie un po’ d’imprevedibilità.

Supertele feat. Otto x Otto – Costole

A neanche un mese dal suo secondo singolo MDMAI, Supertele ha già un nuovo brano da farci ascoltare, intitolato Costole e con la partecipazione straordinaria degli Otto x Otto. Costole è un inno da discoteca alternativo; è un brano che va ballato ma non in un locale di massa col cocktail nel bicchiere di plasticona in mano, semmai in un club di nicchia con potenti luci al neon. Francesco Perrone (questo il vero nome di Supertele) con questo brano ha voluto “celebrare l’amore carnale, quello che spesso arriva prima del sentimento più puro, ma che sa lasciare segni indelebili nell’animo”, ed è infatti una canzone che tramite l’immagine ripetuta delle costole invita a “ballare tutta la notte sul corpo di un’altra persona, fino allo sfinimento.”

Virginia Mai – Limiti

Limiti è il nuovo singolo della cantautrice milanese Virginia Mai. Un singolo estivo di una pop star dell’underground della scena musicale che scava nell’anima facendo ballare. Una malinconia trascinante in un mondo di colori pastello: un nuovo capitolo che ci fa addentrare sempre di più in un mondo nuovo, tra sfumature R’n’B, influenze nu soul e movenze pop. Un atipico e andante singolo estivo che descrive una storia, un incontro dove ci si studia, chiedendosi se ci si può fidare anche se ormai forse è troppo tardi.


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