La nuova canzone di Greta Grida, “Arrivo”, e le novità dall’Italia

Greta Grida

 

Greta Grida – Arrivo

Dopo Peggio di me uscita appena prima dell’estate, Greta Grida torna con un nuovo singolo high energy che si chiama Arrivo ed esce per Nigiri Records, presentato dal vivo pochi giorni fa all’Arci Bellezza quando l’artista milanese ha aperto il concerto dei Lowertown. Il brano si piazza su sonorità pop punk veloci e divertenti, con un ritornello che emana le migliori vibe alla Avril Lavigne anni 2000. Il testo è una frecciatina (frecciatona) a una relazione passata e finita, un tema che alla fine è decisamente caro al pop punk di ogni latitudine ed epoca.

 

Casx – Elephant Room / Gate22

Dopo Stockholm Syndrome, che ne aveva segnato l’esordio in lingua inglese dopo i primi lavori pubblicati in italiano, Casx torna con un doppio singolo intitolato Elephant Room / Gate22. Due brani che proseguono idealmente quanto sentito sul precedente, verso una direzione più intima e riflessiva influenzata dall’emo, dal rock alternativo e dall’elettronica sperimentale (Brand New, Ethel Cain, Bon Iver sono fra i nomi citati come riferimento); suoni sicuramente poco esplorati finora in Italia, ma che a maggior ragione ci fanno apprezzare questa nuova fase del progetto. Alla produzione e al mix un’ottimo lavoro di Benedetta Raina aka Santissima Benedetta, anche al timone dei Nepobaby -altro gruppo dalle sonorità internazionali.

 

Flashbangerz – Intercity

Dopo aver debuttato con il singolo Easier, i Flashbangerz tornano con un nuovo brano intitolato Intercity. La band lombarda propone un pezzo che si muove fra alternative rock, punk, emo e vibe un po’ mid-’00s, con belle chitarre che mettono in mostra ottimi riff, a indicare che la band ha qualcosa da dire anche a livello strumentale e non cerca solo il ritornello orecchiabile o la melodia istantaneamente catchy. Si può ancora lavorare sulla pronuncia dell’inglese.

 

Ellecielles – Buio presto

Ellecielles viene da Thiene, provincia di Vicenza, terra fecondissima per le sonorità underground e alternative. Presto pubblicherà un nuovo EP intitolato Quattordici Mixtape, e la parola “mixtape” ci sembra molto azzeccata considerando il singolo di lancio Buio presto, un pezzo iperdistorto e sperimentale che unisce heavy shoegaze con guizzi elettronici e un cantato che sembra avvicinarsi più all’emo rap e alla trap, anche se -da buon pezzo shoegaze- le voci sono la cosa più bassa nel mix e vengono bene o male sovrastate dall’aspirapolvere dal fuzz.

 

Arianna Chiara – Parole vuote

Già vista in onda su RAI 2 alla finale del FattiSentire Festival, Arianna Chiara torna con un nuovo singolo intitolato Parole vuote, che suona un po’ come un brano di addio all’estate (non solo per il riferimento nel testo). Su sonorità che ballano tra pop e R&B, l’artista milanese fornisce un’interpretazione elegante e al tempo stesso orecchiabile, dando origine a una canzone che avrebbe tutte le potenzialità anche per passare in radio o nelle playlist più gettonate. La scintilla che ha dato il la al testo è “la fine di una storia che, anche se breve, ha lasciato qualcosa di impresso, a fine estate”.

 

John Peaterson – La notte

Con La Notte, John Peaterson prende uno dei brani più riconoscibili di Arisa e lo porta lontano dall’originale, dentro un’atmosfera più scura e inquieta. Elettronica, chitarre e una componente alternative rock trasformano la malinconia del brano in qualcosa di più ruvido, quasi fisico. La cosa interessante è che Peaterson non prova a imitare Arisa né a conservare intatta la delicatezza della versione originale: la usa come punto di partenza per trovare una propria voce. Una scelta che si inserisce naturalmente nel suo percorso e che rende questa cover qualcosa di più di un semplice omaggio.

 

Angelo Domenico Alfieri – Piove

Con Piove, Angelo Domenico Alfieri inaugura il suo nuovo percorso con un brano che mette subito al centro la scrittura e il dialogo tra gli strumenti. Il jazz rimane il punto di partenza, ma la composizione si apre a una dimensione più ampia, dove fiati, ritmica e archi contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa e cinematografica. Più che cercare l’effetto immediato, Alfieri costruisce un brano che cresce attraverso i suoi dettagli e lascia spazio all’interplay tra i musicisti. Piove è un primo assaggio efficace di Ad Astra: non racconta ancora tutto il progetto, ma chiarisce fin da subito che la direzione sarà quella di una musica jazz capace di muoversi liberamente anche fuori dai suoi confini più tradizionali.

 

Suez – Furnace Creek

Con Furnace Creek i Suez tornano a raccontare una storia fatta di distanza, separazioni e rapporti che cambiano, ma lo fanno senza appoggiarsi al sentimentalismo. Il brano costruisce la propria intensità attraverso immagini semplici e concrete, lasciando emergere gradualmente il punto di vista di un bambino che osserva il mondo degli adulti senza riuscire, e forse senza avere bisogno, di comprenderne tutte le contraddizioni. È una canzone malinconica ma mai pesante, in cui il passato non viene idealizzato e il tempo non diventa un pretesto per guardarsi indietro con nostalgia. Furnace Creek parla soprattutto di quello che rimane quando le cose cambiano: una memoria fatta di immagini, persone e momenti che continuano a esistere anche quando non siamo più gli stessi.

 


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