THERA: “Voglio che ogni persona possa trovare la propria storia nelle mie canzoni”

 

Dopo un debutto costruito attorno a una scrittura profondamente personale, THERA sta entrando in una fase diversa del proprio percorso. A soli 19 anni, la cantautrice ceca ha già accumulato milioni di streaming, ha calcato grandi palchi al fianco di artisti come Jason Derulo e Loreen e, con Heartless Romance, ha inaugurato il percorso verso il suo secondo album. Il nuovo singolo sposta il baricentro verso un pop più scuro, sensuale e orientato alla dancefloor, senza però rinunciare alla vulnerabilità che rimane uno degli elementi centrali della sua scrittura.

È proprio il rapporto tra parole, identità e sperimentazione a emergere in questa intervista. THERA racconta come sia cambiato il suo modo di scrivere crescendo, quanto sia importante lasciare agli ascoltatori la possibilità di appropriarsi delle sue canzoni e come il lavoro con Jakke Erixson e Tor Eimon abbia contribuito a definire il nuovo sound. Ma parla anche di un’altra componente che sta diventando sempre più importante nel suo progetto: la danza, che con il videoclip di Heartless Romance entra direttamente nella costruzione visiva di questa nuova era.

 

  1. Nel tuo progetto sembra esserci un equilibrio tra una dimensione molto personale e una ricerca sonora che non vuole essere facilmente incasellata. Quando scrivi, nasce prima ciò che vuoi raccontare o il modo in cui vuoi farlo suonare?

Penso che dipenda davvero dal brano. Nella maggior parte dei casi so, almeno a grandi linee, di cosa voglio parlare e poi lavoro sul testo oppure sull’atmosfera della canzone, per entrare nell’emozione che voglio comunicare. Sono però una songwriter che parte sempre dalle parole, quindi la storia è praticamente già definita fin dall’inizio, anche quando magari non me ne rendo conto.

  1. Quanto è cambiato il tuo modo di scrivere da quando hai iniziato a pubblicare musica a oggi? C’è qualcosa che un tempo facevi spontaneamente e che oggi senti di voler mettere in discussione?

Non direi. Una cosa che è sicuramente cambiata è la mia capacità di descrivere meglio situazioni e sentimenti, anche perché non ho più 12 o 13 anni. Ma nei miei testi sono sempre stata molto vulnerabile e sincera, e questo non è cambiato con questa nuova fase. Dal momento che la maggior parte dei miei fan ha più o meno la mia età, penso che sia proprio questa vulnerabilità a farli riconoscere nelle mie canzoni e a renderle così vicine a loro.

  1. Nelle tue canzoni quanto spazio lasci all’ambiguità? Ti interessa che chi ascolta possa attribuire alle tue parole un significato diverso da quello da cui sei partito tu?

Sì, e a dire il vero è una delle cose che amo di più della musica in generale. Trovo bellissimo poter scrivere una canzone che per me ha un significato preciso, ma che per qualcun altro può significare qualcosa di completamente diverso. Penso sia importante che i fan possano trovare la propria storia e il proprio legame con una canzone, ed è anche per questo che continuano ad ascoltarla.

  1. C’è un elemento (sonoro, visivo o narrativo) che senti particolarmente rappresentativo di THERA e che magari non avevi previsto quando hai iniziato questo progetto?

Oh, adoro questa domanda! Penso che, con il prossimo album, una cosa che sento particolarmente mia sia il modo in cui sovrappongo molte armonie e parti vocali per quelle che mi piace chiamare le sezioni “eteree”. Sono, in pratica, parti delle canzoni in cui mi diverto a sperimentare con la voce e con diverse tecniche vocali, invece di limitarmi a cantare una strofa o un ritornello nel modo più tradizionale. Però mi piacerebbe tornare su questa domanda una volta che l’album sarà finito, per vedere quale sarà la risposta allora!

  1. Quanto conta per te il contesto in cui nasce una canzone? Ti è mai capitato che un luogo, una persona o un momento molto preciso determinasse non solo ciò che volevi raccontare, ma anche il modo in cui volevi farlo suonare?

Il mio team in generale è molto importante per me quando si tratta di lavorare a un progetto così grande. Sono stata fortunata a poter lavorare a questo nuovo album con Jakke Erixson e Tor Eimon, che sono entrambi incredibili in quello che fanno. Lavorare con loro non solo mi ha aiutata a trovare il mio sound e a capire come voglio presentare questa nuova fase, ma mi ha anche spinta a crescere come artista, sia vocalmente che nella scrittura. Senza di loro, questa nuova fase sarebbe molto diversa. Quindi direi che il tempo e il luogo, così come le persone che ti circondano, sono molto importanti.

  1. Guardando ai prossimi mesi, c’è qualcosa che senti di voler esplorare artisticamente e che finora non hai ancora avuto occasione di mettere davvero dentro la tua musica?

Una cosa che ho sempre voluto fare è unire la mia musica alla danza. Ero sempre stata molto nervosa e avevo paura di uscire davvero dalla mia comfort zone e fare quel passo, ma di recente l’abbiamo fatto con il mio nuovo singolo “Heartless Romance”. Il 2 ottobre uscirà il videoclip, che sarà un vero e proprio video di danza. Mi piacerebbe sicuramente continuare a integrare la danza in modo creativo nei visual di tutta questa nuova fase. Spero quindi che piaccia anche ai fan!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *