Il nuovo singolo di Greta Grida “Peggio di me”, e le novità dall’Italia

Greta Grida presenta Peggio di me
Prosegue a spron battuto l’anno di Greta Grida che presenta un nuovo singolo dopo Stronza e Non ti lamentare uscite negli ultimi mesi. L’artista ex Moise butta fuori tutta la propria rabbia in un pezzo alternative rock sù di giri, con un sottotono elettronico che pompa la produzione pur mantenendo le radici ben piantate nel rock suonato e casinista. La canzone, dice Greta, è dedicata “a tutte le persone che non sono in grado di gestire le proprie emozioni. Io sono una di quelle: evito il conflitto perché quando mi arrabbio smetto di ragionare, la mente mi si annebbia, tremo e non mi rendo conto di quello che dico”.
Giuseppe Miccoli presenta il suo nuovo singolo Plastica
Singolo iper-moderno, almeno nell’ispirazione lirica, quello di Giuseppe Miccoli che ci propone il suo nuovo brano intitolato Plastica. Attraverso le quattro parti in cui è diviso il brano, l’artista prende spunto da questo materiale così comodo e distruttivo per raccontarne la “presenza costante che attraversa le periferie del mondo, il mare e le fragilità umane”. Nella prima parte adotta il punto di vista di un raccoglitore di rifiuti di Istanbul (“la plastica è ciò che gli resta, ciò che gli permette di sopravvivere, ma anche ciò che gli nega dignità”), nella seconda racconta la storia di un bambino delle favelas brasiliane che impara a leggere attraverso confezioni e flaconi pubblicitari abbandonati invece che sui libri di testo di una scuola inesistente, nella terza parte la canzone parla di un delfino che schiva bicchieri, etichette e rifiuti nel mare, per concludere con “un uomo comune che ha perso gli affetti, il senso delle cose e sé stesso. Non distingue più una lattina da una donna di plastica: la plastica diventa solitudine, alienazione, autodistruzione”. Un brano il cui testo fa inevitabilmente riflettere sulla nostra esistenza e sul rapporto che abbiamo con il mondo che ci circonda e i gli altri esseri viventi che lo popolano.
I Greatwaterpressure pubblicano il nuovo singolo Paralia
Dopo le sfumature urbane di il killer brillerà, i greatwaterpressure cambiano prospettiva e si lasciano attraversare da un immaginario luminoso e sospeso, che profuma di estate mediterranea. Il nuovo singolo “paralia” si muove tra disco e funk con naturalezza, costruendo un inno trasognante: le percussioni guidano il passo con un groove ipnotico, mentre chitarre lead sospese e sintetizzatori analogici dal gusto 80’s disegnano un paesaggio sonoro caldo e avvolgente.
Libeccio presenta Una canzone dei Verdena
Un brano che si muove tra leggerezza e disillusione, catturando un frammento preciso della vita dell’artista: l’incontro con una ragazza che diventa subito qualcosa di più. Ambientato in una notte che sfuma nell’alba, “Una Canzone Dei Verdena” racconta con immediatezza il passaggio sottile tra l’idealizzazione e la realtà. Quella che sembrava poter essere una storia perfetta si rivela invece per ciò che è: un momento intenso ma fragile, destinato a restare sospeso, quasi irreale. Tra immagini quotidiane e dettagli intimi, Libeccio costruisce una narrazione diretta, fatta di contrasti emotivi – attrazione e distanza, ironia e malinconia – in cui il ricordo si condensa in sensazioni precise, come un odore, una canzone, una notte.
Vago presenta il brano Non mi dire
In attesa del video ufficiale, in arrivo il 29 maggio, Vago (nome d’arte di Marco Fontana, già protagonista con i Quebegue) ci fa ascoltare il suo nuovo singolo Non mi dire. Il pezzo è di stampo in primis cantautorale, con una delicata chitarra ad accompagnare la voce, e l’arrangiamento arricchito da alcuni strumenti come il pianoforte e il violoncello, ma il finale si agita improvvisamente quando irrompe una batteria energica e tutto lo strumentale sale di giri. Vago racconta di aver scritto la canzone in “un momento di insicurezza in cui avevo bisogno di una chiave per trovare la forza di reagire”. L’EP Balordi mari, da cui è tratto il singolo, uscirà il 19 giugno.
E quindi è bello crescere, dice il nuovo singolo di Vienna
Cosa vuol dire diventare grandi? È da questo interrogativo che prende forma “E quindi è bello crescere”, il nuovo singolo di Vienna che si muove in uno spazio intimo, dove fermarsi a osservare il proprio bagaglio emotivo diventa necessario. Crescere è una “boccata d’aria fresca”, anche se il vento scuote e scompiglia. Non coincide con l’assenza di dolore, ma con la capacità di attraversarlo: guardare la paura fino a renderla parte del proprio percorso.
Alessio Longoni pubblica il singolo Un motivo non c’è
Con “Un motivo non c’è”, Alessio Longoni prova a raccontare tutto ciò che nei rapporti sfugge alla logica. Il titolo diventa subito una dichiarazione precisa: non sempre esiste una spiegazione razionale per ciò che si prova, soprattutto quando certi legami continuano a tornare anche dopo la fine. Il brano si muove in una dimensione pop moderna ma molto controllata, senza cercare continuamente l’effetto immediato. Longoni punta invece su un’atmosfera malinconica e sospesa, costruita attraverso una scrittura semplice ma emotivamente credibile. La produzione accompagna con delicatezza, lasciando spazio alla voce e al peso delle parole, senza sovraccaricare il pezzo. La parte più interessante del singolo è proprio questa capacità di lavorare per sottrazione. “Un motivo non c’è” non esaspera il dolore e non cerca frasi ad effetto: preferisce raccontare quella sensazione confusa che resta quando un sentimento continua a esistere anche senza una vera ragione. Più che un brano pensato per colpire subito, è una canzone che cresce lentamente, grazie a un equilibrio riuscito tra intimità, malinconia e sincerità. Una scelta meno rumorosa rispetto a molto pop contemporaneo, ma proprio per questo più personale e autentica.
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