Fontaines D.C., Beabadoobee, Motion City Soundtrack: i singoli internazionali del 9 agosto 2024

Fontaines DC – Here’s the Thing [XL Recordings; alternative rock]. C’è un motivo se i Fontaines DC sono diventati così famosi e importanti negli ultimi anni, e per capirlo basta ascoltare il nuovo singolo Here’s the Thing. È rock mainstream? Indubbiamente, però ha quel tiro e quelle vibe da canzone alternativa che rendono automaticamente cool la band e di riflesso i suoi ascoltatori. Lavoro bellissimo sulle chitarre e interpretazione vocale magistrale. È la canzone che gli Weezer vorrebbero scrivere da almeno dieci anni a questa parte. [8]
I Fontaines D.C. saranno in Italia il 4 novembre all’Alcatraz di Milano, ma se stavi pensando di andarci dobbiamo purtroppo dirti che la data è già sold out da un bel pezzo.
Beabadoobee – Beaches [Dirty Hit Recordings; indie rock, bedroom rock]. Ultimo singolo prima dell’uscita del nuovo album (già fuori da questo venerdì), Beaches è una bella semi-ballad che unisce il meglio del bedroom pop -di cui Bea è stata fra le prime interpreti di spicco- all’energia dell’indie rock. La canzone ha tutto: è catchy, è delicata per tutte le orecchie e ha le chitarre. Che bello sentire Beabadoobee tornare a fare del buon sano, vecchio rock. [8,5]
Motion City Soundtrack – Stop Talking [Boombox Generation; pop punk, alternative rock]. Non esce un disco dei Motion City Soundtrack dal 2015: chissà che questo singolo non preannunci qualcosa di gustoso. Stop Talking è un brano che sa molto di Motion City Soundtrack classici, con anche il bel synth in primo piano come ai tempi di I Am the Movie. Non è necessariamente una canzone indimenticabile, ma nel 2024 forse non ce n’è nemmeno davvero bisogno. [6]
Half Waif – Figurine [Anti-; indie, pop]. Figurine (non quelle Panini) è il singolo di lancio di See You at the Maypole, il nuovo album di Half Waif (4 ottobre). Il progetto di Nandi Rose mette ancora una volta in mostra tutta la propria delicatezza, con sonorità minimali e rarefatte che lasciano spazio alla voce raffinata dell’artista. [7,5]
Real Friends – Our Love Was Like a Sad Song [emo, pop punk]. I Real Friends sono totalmente indipendenti per la prima volta da una decina di anni, e come tali pubblicheranno il loro prossimo album Blue Hour (11 ottobre), il primo full length con Cody Muraro alla voce. Il singolo che lancia il disco è un pezzo emo/pop punk che non si discosta troppo dallo stile seguito dal gruppo nelle ultime uscite: ritornello super-melodico, chitarre aggressive e ritmi veloci. [7]
Have Mercy – Dead Letter [Rude Records; emo]. Il 6 settembre uscirà la versione deluxe di Numb, l’ultimo album degli Have Mercy, per l’occasione ribattezzato Still Numb. Ad anticiparlo c’è questo singolo che suona assolutamente come ti aspetteresti che suonasse una canzone degli Have Mercy, il che è sia una cosa bellissima se sei fan della band sia un potenziale limite. Per noi è però decisamente un pregio. [7]
Bearings – Make Your Way Back to Me [Pure Noise Records; pop, ballad]. È una ballad quella che i Bearings utilizzano per annunciare l’uscita dell’edizione deluxe del loro album The Best Part About Being Human (20 settembre). La descrizione “ballad” non deve comunque trarre in inganno: Make Your Way Back to Me non è un pezzo intimo e strappalacrime, ma una canzone upbeat e ritmata con un ritornello davvero tanto accattivante. [8]
Delta Sleep – Figure in the Dark [Sofa Boy/Wax Bodega; indie rock, emo]. Una delle migliori band sul pianeta a combinare math rock, indie pop ed emo, i Delta Sleep presentano ancora una volta un pezzo orecchiabile e allo stesso tempo underground, con chitarre emo e sensibilità pop. La durata sfiora i cinque minuti, ma è un tempo che vola con una canzone come questa. [7] Ricordiamo che i Delta Sleep suoneranno in provincia di Bari il 24 agosto per un festival incredibilmente figo insieme a Quercia, Cabrera, Stegosauro e Alemoa.
Bodega – Adaptation of the Truth About Marie [Chrysalis Records; indie rock]. Anche i Bodega pubblicheranno una versione deluxe del loro ultimo album, Our Brand Could Be Yr Life. Il singolo di lancio ha un nome improbabile e artisticheggiante, un po’ come suona la musica della band di Brooklyn. Il genere è un indie rock accessibile e orecchiabile con chitarre che fanno vagamente Velvet Underground. [6,5]
Thank – Writing Out a List of All the Names of God [Big Scary Monsters; noise punk, post-hardcore]. I Thank sono la new entry fiammante in casa Big Scary Monsters, e anzi più che di “fiammante” dovremmo proprio parlare di un intero incendio se il singolo di presentazione ci dice qualcosa. Le chitarre sono cattive e distorte, il cantato aggressivo ma senza rinunciare a saper accattivare l’ascoltatore, il ritmo francamente irresistibile. [7,5]
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