Cólgate, Halflives, Aso: le recensioni dei singoli italiani

Cólgate – Asteria
Già comparsi nelle locandine di un po’ di concerti della scena underground negli ultimi anni, i Cólgate (con accento grafico perché la parola è spagnola, ma forse anche per distinguersi da un marchio di oggetti rossi, azzurri e bianchi) si presentano solo ora con il proprio ufficiale singolo d’esordio, questa Asteria che anticipa un disco in arrivo a marzo. L’album uscirà per La Tempesta Dischi, un’etichetta che non si muove certo per caso, e infatti la qualità qui è già altissima: quello che il gruppo veneto ci presenta è un rock alternativo con larghe influenze emo e shoegaze, anni ’90 che incontrano l’underground italiano, cantato in italiano, un testo che rievoca una sorta di iniziazione adolescenziale alla vita dei grandi della cantante/chitarrista Marta Granzotto. Le chitarre scorrono sinuose nelle orecchie e accompagnano un cantato perfetto, pacato ma sicuro di sé, con una malinconia trattenuta che accentua la componente emo di un pezzo che su un’ideale linea di “prosecuzione della specie” mette i Cólgate appena a destra dei Cosmetic, a dar loro il cambio come potenziali figure di riferimento dell’emo-gaze alternative italiano (posto che auguriamo lunghissima vita alla band romagnola, peraltro ancora in gran forma). I Cólgate sono ancora molto giovani, e questo si sente nel loro modo di scrivere e nei testi, ma è proprio questo che rende Asteria così vera e la fa arrivare molto più di brani scritti da gente con dieci anni in più di esperienza sul groppone.
The Shalalalas – It’s Time
Dopo il brano quasi self-titled del 2024, i The Shalalalas tornano con un nuovo inedito intitolato It’s Time, una bella semi-ballad dai tratti folkeggianti. La voce di Sara si sposa alla perfezione con la delicatezza del sound di questa canzone, che sembra quasi uscita da un altro tempo, meno frenetico, meno dettato dalla soglia dell’attenzione nanoscopica e forse anche leggermente più semplice… diciamo pure che rimanda un po’ alla nostra adolescenza ormai lontana.
The Skillgates – So Close to Mars
A quasi tre anni dal loro primo singolo Punkdemic Rock, i The Skillgates tornano con un nuovo brano che celebra un po’ anche la rinascita della band romana, formata da membri degli E.D.O. (Electric Digital Orchestra). So Close to Mars è un brano indie rock di stampo un po’ britannico e volendo anche un po’ retro, con un sound che rimanda agli anni d’oro dei primi 2000. L’accento inglese è, per una volta, molto buono, al punto che il brano potrebbe funzionare anche fuori dai nostri confini (o forse, specialmente al di fuori dei nostri confini), l’arrangiamento non strafà e lascia che le chitarre conducano un bel pezzo accattivante e immediato senza essere scontato.
Lo Slè – God Blessing
Tra senso di confusione e una preghiera a barre arriva la benedizione de Lo Slè, God blessing, in uscita il 31 gennaio per Honiro Label. Ritorna la nota distintiva di un artista poliedrico che riesce ad esercitare le sue capacità tecniche e metriche e, allo stesso tempo, esprimere in maniera cerebrale quanto creativa il suo messaggio e il suo punto di vista. Il mondo potrà essere contorto, l’industria fallata, il capitalismo il grande danno dell’umanità, ma, alla fine, ciò che conta è rimanere ‘’fedeli alla linea’’, a se stessi, con qualcosa da dare al mondo che potrebbe rivoluzionare i propri principi e, chissà, anche quelli degli altri.
Alessandro – Ego
Le molteplici voci della nostra personalità nel nuovo brano di Alessandro, Ego, in uscita il 31 gennaio per Honiro Label. Come recita un brano dei De La Soul, un vero e proprio dialogo tra ‘’Me, Myself and I’’ attraversato da sonorità pop e la delicatezza che contraddistingue la ricerca interiore e personale di Alessandro, che mette alla prova se stesso e gli estremi del proprio carattere. Infatti, il percorso verso la scoperta dei vari aspetti del proprio sé è tortuoso, a volte complesso, ma ci riporta sempre ad una dimensione grazie a cui non ne usciamo necessariamente migliorati, ma diversi, che è già una conquista.
Aso – Navi cargo
Gli Aso bazzicano la scena emo/alternative/chiamalacomevuoi italiana da qualche tempo, e possono già contare su un nutrito bagaglio di esperienze dal vivo nei locali del Nord Italia, ma fino a ora non ci avevano fatto ascoltare nulla dallo studio se non in veste live o demo. Navi cargo è infatti il loro primissimo singolo ufficiale, e anticipa un disco d’esordio che uscirà nel corso dell’anno. Come biglietto da visita non c’è affatto male: si tratta di base di un sound emo underground con influenze derivate dallo shoegaze, dal post-hardcore, forse anche dal sottobosco rock anni ’90/’00. Un brano oscuro dalla produzione secca ed essenziale (ma studiatamente accurata) che lascia spazio al semplice “rumore” degli strumenti, che arrivano diretti e impetuosi. In attesa di ascoltare tutto il disco, possiamo dire che abbiamo l’ennesima conferma di come questo genere in Italia sia sempre in grande salute, con o senza il pubblico.
Beca – Cosa sono ora
Avevamo conosciuto Beca nel 2023 con il suo album d’esordio Conchiglie, e lo ritroviamo ora un po’ trasformato con questo singolo intitolato Cosa sono ora. Il brano presenta infatti sonorità essenzialmente elettroniche, seppur mantenendo una certa minimalità presente anche nel disco. Le atmosfere di riferimento dichiarate sono quelle degli anni ’80; il brano ha ritmo ed è pure ballabile in un certo senso. La canzone è piuttosto lunga con i suoi quasi cinque minuti ma non stanca, anche perché pian piano si trasforma acquisendo corposità e un beat più accentuato. Il testo è “la storia di un ragazzo che, dopo aver vissuto un legame segreto, si ritrova abbandonato e confuso, completamente privo di certezze, in balia delle scelte di una ragazza che ormai non lo desidera più”.
Filippo Arpaia, Marco Fasano, Antonio De Carmine Principe – Niente è per sempre
Tripla collaborazione quella che vede riuniti Filippo Arpaia, Marco Fasano e Antonio De Carmine Principe sul singolo comune Niente è per sempre. Il sound di questo brano ci sembra particolarmente interessante perché presenta sonorità rock cantautorali che negli ultimi anni non siamo forse più stati abituati a sentire, almeno qui in Italia. È quel rock leggero che lascia che ci si concentri sulle parole cantate dagli artisti, ma con quel piglio energico che le chitarre elettriche sanno dare; il tutto impreziosito da una bella armonica un po’ country che rende anche internazionale il sound del brano.
Grill Boys – Riconoscimi
Un brano carico di emozioni scritto in un momento di smarrimento, quando la perdita di certezze diventa totalizzante: il nuovo singolo dei Grill Boys è una toccante richiesta di aiuto rivolta a Dio, senza preoccuparsi della sua esistenza, ma anche alla persona amata, senza sapere se il sentimento sarà corrisposto. Un viaggio musicale che esprime il bisogno profondo di ritrovare punti fermi, proprio quando tutto sembra sfuggire.
Halflives – Immortals
Altro singolo per il progetto Halflives, a un paio di mesi dall’uscita del precedente Perfectly Broken. Immortals è un brano rock elettronico che punta tutto sulla componente elettronica lasciando questa volta la parte rock sullo sfondo. Il ritornello è piuttosto memorabile e le atmosfere decisamente epicheggianti, cosa che rende Immortals un brano che sarebbe perfetto come colonna sonora di un grande evento di qualche popolare videogioco online.
Manifesto – La tua bolla
L’antidoto per uscire da La tua bolla, il nuovo brano firmato Manifesto in uscita il 31 gennaio per Honiro Label. Suoni leggeri che accompagnano un brano teatrale, come una sorta di ballo, che racconta il desiderio di liberarsi da quei grovigli emotivi che portiamo dentro e che spesso fatichiamo a dipanare. E, sempre tornando all’antidoto, esiste solo un modo per poter andare oltre le proprie paure, le proprie incertezze, ciò che più ostacola la nostra espressione e il nostro modo di essere: cominciare a vivere, accettare che non tutto è calcolabile e che l’imprevisto può diventare anche una grande fortuna inaspettata.
Nivra – Condor
Nuovo singolo per Nivra, rapper romano che ha esordito lo scorso anno pubblicando i propri primi singoli. Condor è un pezzo rappato che poggia su una base molto chill, quasi R&B, con un bel pianoforte e un incedere groovy. Non c’è un vero e proprio ritornello melodico, il che rende probabilmente questo brano anche un po’ lontano dal mainstream, ma si tratta forse di un’ulteriore ragione per apprezzare la canzone.
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