Cheriach Re, Plz, M Experience: le recensioni dei singoli italiani

Cheriach Re
Foto di Diego Rossi
Cheriach Re – La Rochelle

L’inconfondibile timbro di Cheriach Re si abbatte su un moti emozionali che gonfiano e sgonfiano l’animo tra slanci positivi e momenti di sconforto. In mezzo al pendolo della vita si posiziona La Rochelle, come chi siede sugli scogli al tramonto dopo una giornata di mare per familiarizzare con le sfumature di un cuore. Cheriach Re canta di un mondo che troppo spesso ci mette in competizione con noi stessi, annullando il tempo e privandoci dell’empatia necessaria sia con gli altri che con noi stessi. Catturati nel groviglio di cose da fare (e cose da fare più degli altri) ci si dimentica di essere umani in balia della natura. Non è normale, né tanto meno salutare, continuare a correre anche a gara finita, ed è qui che interviene la cantante comasca, forte nella sua delicatezza. La fuga a La Rochelle non è un rifiuto, più un promemoria che ci ricorda di rallentare, che non è necessario concedersi sempre agli altri, quanto più a noi stessi, per apprezzare le fragilità come parte di noi. Se vivete la stessa sensazione, ora sapete dove trovare rifugio.

Scaleno – Crescere

Nonostante Scaleno sia attivo già da tempo nella scena indipendente e in diverse formazioni, solo questa settimana ha pubblicato il suo primo singolo dal titolo Crescere. Un primo capitolo che ci anticipa un nuovo disco, con le chitarre di chi è cresciuto a pane e indie rock newyorkese, una voce bassa che ci accompagna nei meandri del post-punk, e le parole di chi affonda nelle radici del cantautorato italiano. Lontano dalle sonorità di Scuola Indie e dai ritmi ossessivi di algoritmi e numeri, Stefano si mette qui a nudo, forse per la prima volta in una autobiografia musicale che vi farà innamorare.

Sümelga – Come un’ombra

Non danno tregua i Sümelga, che ormai buttano fuori una canzone tutti i mesi, e a volte anche più spesso. Dopo Canzone di lunedì uscita quattro settimane fa, ecco che arriva Come un’ombra, brano scritto dal bassista Leo Rizz (e già per questo è un brano speciale, visto che di solito i bassisti sono categoricamente esclusi dalla fase di scrittura). Il testo descrive una “sensazione di claustrofobia, che si prova quando ci si trova imprigionati e non si ha la forza, o il coraggio, di scappare. La porta rimane spalancata e vi troviamo un senso di arresa, ma forse anche di speranza”. È un brano rock tranquillo, che vede anche un pianoforte nelle strofe; potremmo definirla una classica ballata rock con vaghi echi alla Vasco Rossi e un ritornello piuttosto melodico, quasi da stadio.

Tacoma – La regina dei rimpianti

A un mese dal suo ultimo singolo Momento perfetto, torna già Tacoma con il suo nuovo brano La regina dei rimpianti, un pezzo che “parla di occasioni perse, del tempo passato che non torna più”, ed è “un invito a goderci il presente e gli sporadici momenti di vero e profondo appagamento, seppur intangibile”. Tacoma scrive un pezzo che si potrebbe avvicinare al rock alternativo e all’indie, con una chitarra a fare da muro sonoro su cui si innestano gli arrangiamenti elettronici e un cantato vagamente malinconico ma arioso. Per noi un singolo molto orecchiabile che ha anche del potenziale radiofonico.

Tuasorellaminore – Croce

Aveva appena pubblicato la canzone Aruspice a fine gennaio, e adesso Tuasorellaminore pubblica già un altro brano, dal titolo Croce. A noi gli artisti che buttano fuori una canzone dietro l’altra mettono ansia più che voglia di ascoltarli, ma tant’è. Croce è un pezzo piuttosto tamarro sia per il beat un po’ tunz, sia per il cantato sopra le righe. “Non sempre l’amore è una benedizione, a volte è una croce che dobbiamo portarci addosso. Prima di riuscire a trovare la mia benedizione sono passata attraverso molte croci”, dice l’artista in merito.

Alis Vibe – Wanna Lose You

Fresca di uscita del suo EP d’esordio Reborn lo scorso settembre, Alis Vibe torna con un nuovo singolo intitolato Wanna Lose You. Si tratta di un bel pezzo synthpop ritmato ma che sa essere molto delicato sia per l’arrangiamento raffinato sia per la voce argentina e chiara dell’artista. Le sonorità sono affini al pop internazionale più che a quello italiano, così come era avvenuto all’interno del primo EP; il ritornello funziona ed è piuttosto catchy. “Anche nei momenti più no dobbiamo ricordarci del nostro valore e del nostro potenziale infinito e dare amore prima di tutto a noi stessi”, il messaggio del brano.

Andvari – 8:31

Andvari si presenta con questo brano intitolato 8:31 e un nome d’arte preso da una canzone dei Sigur Rós. L’artista dice che le proprie influenze vengono da gruppi del panorama metal come Evanescence, Kamelot, Soen e Anatema; in realtà questo è un pezzo molto tranquillo e rilassato, sostanzialmente una ballata al pianoforte, con una chitarra elettrica che interviene solo da metà pezzo in poi ma rimanendo comunque ampiamente sullo sfondo. Più intenso e pieno di pathos il finale dove intervengono anche degli archi, mentre il cantato è ricco di emozioni e piuttosto struggente fin dall’inizio.

Dead Rituals – Waste My Time

Con un nome come Dead Rituals, questo poteva solo essere o un progetto metal cattivissimo o un gruppo new wave con influenze indie e post-punk. Si tratta del secondo caso: Waste My Time ci presenta un sound inglesissimo, con una pronuncia inglese niente male per un cantante italiano. Il ritornello è vagamente accattivante, cosa niente affatto scontata per questo genere, e spunta pure un totalmente inaspettato synth nel bridge/outro a dare un po’ di varietà all’arrangiamento. Queste sono sonorità che in casa nostra sono vengono perseguite davvero da pochi artisti, per cui siamo sempre contenti di scoprire nuovi progetti che si situano su questi binari.

Desert Kosmo – Sono solo polvere

A un paio d’anni dal loro disco LXVIII, i Desert Kosmo tornano con un nuovo singolo intitolato Sono solo polvere, preludio a una prossima uscita più corposa. Il brano è guidato da chitarre emo/alternative rock che sembrano uscite direttamente dalla seconda metà degli anni 2000, anche se il cantato italiano e le melodie trasportano il brano maggiormente nel presente, rendendolo affine o quantomeno assimilabile a tutta quella scena che si muove proprio fra emo, alternative rock e post-hardcore nel nostro Paese.

Francis Jupiter – Butterflies

“Si vive solo una volta e si vive nel presente; tutto il resto svanisce come il battito di ali di una farfalla”. Questa la massima che ha ispirato Francis Jupiter per la scrittura del suo nuovo singolo Butterflies, un pezzo indie pop che si rifà a band come The 1975 e Coldplay, e se questi nomi possono suonare un po’ mainstream è perché la canzone lo è effettivamente, ma non in senso eccessivamente commerciale o banale: si tratta infatti di un pezzo upbeat e molto orecchiabile, ma con una dignità artistica innegabile; un pop fatto bene e che non ambisce solo a smuovere qualche numero sulle piattaforme di streaming o nelle classifiche.

Giuseppe D’Alonzo – Mattinieri del tempo

A un paio di mesi da Canzoni per chi…, Giuseppe D’Alonzo torna con un nuovo brano intitolato Mattinieri del tempo, un brano upbeat tra pop e rock anni ’80, interpretato in maniera tenue e delicata, al contrario di quanto fanno gli scatenati strumenti. Non un pezzo particolarmente catchy, quantomeno in termini di melodie, ma sicuramente capace di far muovere l’ascoltatore. Il testo è un avvertimento: “arrampicatori sociali, lecchini, chiamateli come volete, ma nei tempi di “magra” sono più attivi che mai. Fate attenzione quindi , sappiateli riconoscere e trattare nel modo opportuno perché li troverete sempre nei corridoi della vita pronti a saltare la fila”.

M Experience – Usa e getta

Gli M Experience escono di domenica -da veri alternativi- con il loro singolo Usa e getta. Si tratta di un brano dalle sonorità pop punk tendenti al rock alternativo, con strofe energiche e un ritornello arioso e melodico. Convincono le melodie e le atmosfere della canzone, mentre crediamo si dovrebbe fare un salto di qualità nella produzione, con chitarre che non suonano potenti e distorte come meriterebbero per dare la spinta in più al brano.

Matteo Carmignani – Come plastica in mare

Matteo Carmignani anticipa il suo prossimo album La certezza e l’illusione con questo singolo intitolato Come plastica in mare. Si tratta di una cullante ballata acustica, con un leggero strato al sintetizzatore per riempire le sonorità e una batteria delicata a tenere il tempo. Non un brano particolarmente catchy, ma molto rilassante per chi ama le chitarre acustiche. La canzone racconta “gli ultimi istanti di un dialogo commosso con la vita e con chi si ama, in uno scambio struggente di sguardi tra paura e rassicurazioni, tra il trattenersi e il lasciarsi andare”.

Numb – Fatti d’aria

Il nuovo singolo di Numb si chiama Fatti d’aria ed è un pezzo che viaggia su due binari paralleli: quello dell’hip hop al quale appartengono tipicamente i vocals rappati, anche al netto del ritornello più melodico e cantato; e quello del beat e dell’arrangiamento orchestrale e chill che appartengono maggiormente al canone del pop o dell’R&B. La canzone racconta “una storia sospesa nella tenerezza, narrando cosa si prova a stare in balia di un rapporto che rimane attaccato ai ricordi del passato, ancorato alla difficoltà dell’abitudine”.

Plz – Cose belle

Un gradito ritorno quello dei PLZ che, progetto completamente fuori dal mondo, ci raccontano solo cose belle. Un brano che è una danza ossessiva, su parole che ci riportano a quei periodi lontani dove ascoltavamo i Cani, e ci piacevano le serate in discoteca, anche se non potevamo che criticare la musica, l’alcol e le persone. I PLZ hanno la capacità incredibile di parlare di passato, di riportarci a quando la musica aveva per noi un significato vero, senza risultare stantia. Cose belle è un nuovo capitolo che presenta un’anima pulsante techno pop, una creatura luminosa dalle venature cantautorali che, come uno spettro, vedevamo aggirarsi per la scena musicale già dal 2021, quando uscì l’album di debutto M E G A, e che ora (finalmente) è di ritorno. Non vediamo l’ora.

Revel – Kasino

Si ispira ai Blink-182 fin dalla copertina del suo nuovo singolo Revel, che piazza un pezzo classicamente pop punk con chitarre distorte e trascinanti, un ritornello aperto e orecchiabili, un paio di synth catchy e un testo decisamente poco impegnato che potrebbe essere la traduzione di un pezzaccio ironico di Tom, Mark e Travis. Brano immediato ma che forse risente di un po’ di confusione/iperattività: un maggior focus e meno distrazioni avrebbero probabilmente aiutato.


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