GROOVE ON: Blake Morgan, Peter Lake, Nxbdy & more

Blake Morgan
Blake Morgan – Baby I Would Want You

Già noto come produttore e anche come collaboratore di artisti di calibro mondiale come Lenny Kravitz, Blake Morgan anticipa il suo prossimo album Violent Delights (previsto per il 20 maggio su ECR Music Group, etichetta fondata da lui stesso) con questo nuovo singolo intitolato Baby I Would Want You. Il brano è descritto come una “canzone d’amore apocalittica“, in cui l’artista dichiara alla propria persona speciale che se tutto dovesse finire in questo momento, è con lei che vorrebbe trovarsi. Musicalmente è un pezzo alternative rock con un giro di chitarra molto ben riuscito che non viaggia peraltro troppo lontano dai suoni proposti proprio da Kravitz.


Television Supervision – One More Sunset

One More Sunset è una canzone che nasce dalla più classica delle situazioni che originano i brani: una delusione amorosa. In questo caso però la storia è più intricata, perché la fine della relazione è stata causata da una lontananza forzata, dato che la ragazza in questione è israeliana e vive nel proprio Paese d’origine. I Television Supervision prendono spunto da quest’esperienza per scrivere un brano molto nostalgico sia nelle atmosfere, sia nel sound di riferimento, che infatti mescola influenze alternative ed emo con elementi di EDM e della musica pop anni ’80; la combinazione non è poi così strana come si penserebbe, e anzi suona molto bene.


Chat Perché – Mia

Chat Perché è lo pseudonimo di Martin Fayt, poliedrico artista francese che mescola i suoni della musica elettronica (con tocchi ’80s) a elementi presi da generi come lo shoegaze e la musica neo-psichedelica. Lo dimostra appieno questo nuovo singolo Mia, tratto dall’album KMGT appena uscito; un disco che Chat Perché intende come “ritratto di una gioventù che cerca il proprio posto in un sistema i cui ingranaggi sono già stabiliti”. Il cantato è in francese, e anche se magari non tutti capiranno le parole, è una lingua che aggiunge dolcezza e una sorta di disperazione nostalgica ai suoni freddi e allucinogeni della musica.


Peter Lake – Stay Baby Stay (Like a Lullaby)

Attivissimo e prolifico, sempre molto colorato e imprevedibile. Abbiamo conosciuto Peter Lake lo scorso anno con la sua trilogia di EP Yellow, Red e Blue; lo ritroviamo questa volta con un singolo a sé stante, in cui l’artista si butta a capofitto nel tentativo di creare una hit pop, dance e ballabile. Stay Baby Stay (Like a Lullaby) è costruita su un beat che richiama molto la musica dance di moda nel primo decennio del XXI secolo, con vocals a metà fra le canzoni di Gunther e quelle dell’Italodance. Peter presenta il brano dicendo che “potrebbe far schifo”; in realtà è una canzone molto coinvolgente, e se magari non ha il sound che richiederebbe una hit del momento, è un altro passo bizzarro e inaspettato della sua fin qui originalissima discografia.


Nxbdy – Black Dress

Il successo di Machine Gun Kelly con le sue recenti avventure nel pop punk (qui la nostra recensione del nuovo album Mainstream Sellout) ha non solo riportato il genere nel mainstream, ma anche creato uno stuolo di nuovi artisti vogliosi di emulare le sonorità del rapper americano. Tra questi si pone evidentemente Nxbdy, che con il suo ultimo singolo Black Dress ripercorre in toto i passi che Colson Baker ha compiuto sugli ultimi due dischi. Il sound è vicino al pop punk ma con i beat tipici della trap, per un brano che parla di una persona che perde la speranza nei confronti dell’amore, ma che alla fine trova qualcuno che gli insegna ad amare di nuovo.


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