Angie, Joy Giver, Sutura: le recensioni dei singoli italiani

Angie – Ada
Ada segna l’esordio di ANGIE, una nuova voce che arriva in punta di piedi ma con una forza emotiva sorprendente. Il brano è una ballata sospesa, che mescola malinconia e dolcezza con una scrittura viscerale e sincera, capace di evocare mondi interiori con poche, centrate immagini. Al centro c’è la voce di ANGIE: fragile, diretta, mai sopra le righe, che sembra uscire da uno spazio intimo per arrivare dritta a chi ascolta. La produzione firmata da Hesanobody accompagna con garbo e profondità, intrecciando elettronica leggera e atmosfere ovattate che amplificano la dimensione introspettiva del pezzo senza ingabbiarla. È un lavoro di cesello, fatto di piccoli dettagli sonori che rendono “ada” coerente e credibile dall’inizio alla fine. ANGIE si presenta così come una piccola gemma rara della scena milanese: autentica, essenziale, fuori dalle logiche del clamore. Un debutto che lascia il segno e fa venir voglia di ascoltare cosa verrà dopo.
Joy Giver – Mess You Made
Dopo l’EP d’esordio dello scorso anno e il singolo acustico Blame, i Joy Giver pubblicano un nuovo brano intitolato Mess You Made, che farà parte del primo album full length in arrivo a settembre. La canzone è un pezzo prettamente pop punk “come si faceva nei 2010s”, un tipo di sonorità che evidentemente non accenna minimamente a passare di moda all’interno della scena, come dimostrano anche le recentissime uscite degli Arm’s Length e degli Stateside. Sonorità fresche e accattivanti, brano perfetto per l’estate -e, aggiungeremmo, che bello sentire una band italiana che canta in inglese in questo clima di autarchia dilagante.
Lehavre – Laura Palmer
I Lehavre omaggiano il recentemente scomparso David Lynch con questo brano intitolato Laura Palmer, un chiaro riferimento a Twin Peaks. La band sforna una prestazione parecchio energica che fonde post-punk e rock alternativo, un po’ una via di mezzo fra i The Black Keys e gli Idles, anche se il cantato è in italiano. Pulita e aggressiva la produzione, come vogliono i tempi che corrono, per un brano indubbiamente riuscito che avrebbe anche del potenziale radiofonico (se uscisse su una grossa etichetta, beninteso).
Mica – Universale
Terzo singolo in assoluto per Mica, nome d’arte di Camilla Guarrera, che con il suo Universale presenta un brano che mescola fluidamente sonorità R&B e urban, con strofe che abbordano il rap ma che sfociano poi in un ritornello che svela un’ottima vocalità, e un arrangiamento mediterraneo da città costiera assolata. “La mente è un’arma potentissima. Troppo spesso però la usiamo contro noi stessi, bloccando la nostra evoluzione. Eppure quella stessa forza, se impariamo a indirizzarla con consapevolezza, può diventare uno strumento di liberazione e rompere i limiti imposti da noi stessi e da una realtà dura e deludente”, spiega Mica a proposito del brano.
NoDrip – Quelli che malpensano
Dopo aver esordito con l’EP Bonus Tracks di recente uscita, i NoDrip si ripropongono già con un nuovo singolo chiamato Quelli che malpensano, non tanto un riferimento all’aeroporto ora intitolato al defunto Cavaliere quanto più un ideale continuazione della saga cominciata da Frankie Hi-Nrg nel 1997 (Quelli che benpensano) e proseguita poi da Marracash nel 2019 (Quelli che non pensano), come spiegato peraltro didascalicamente dalla band in apertura di brano. Prendendo un pochino anche dai due predecessori, i NoDrip sfornano un pezzo che ha da un lato un atteggiamento punk con l’uso delle chitarre, i ritmi e la critica alla società, e dall’altro una chiara matrice urban/hip hop nel cantato, secondo una dicotomia già udita sull’EP.
Paolo Aureli – Clues
Gli artisti italiani che decidono di cantare in inglese ormai rappresentano una componente sempre più minoritaria del panorama musicale, ma ogni tanto riusciamo ancora a imbatterci in uno di loro. Come nel caso di Paolo Aureli, che esordisce con questo singolo intitolato Clues. Un pezzo corredato da una lunga intro e che si muove su sonorità prettamente acustiche, da chitarra e voce come i cantautori classici, anche se la canzone è arricchita da un effetto d’archi nell’arrangiamento. Il testo parla “di un uomo che sta aspettando la sua anima gemella e che, nella solitudine, è sicuro che riuscirà a trovarla un giorno, e per questo motivo saprà aspettarla”. Brano che suona quasi d’altri tempi senza per questo risultare datato.
RaestaVinve – Mi vuoi bene o no
Non una recensione -anche perché il brano non si può ascoltare- ma un’iniziativa che ci piace e che riportiamo volentieri quella dei RaestaVinve. Dopo due anni di silenzio discografico, i RaestaVinve rompono gli schemi con il loro nuovo singolo, Mi vuoi bene o no. Il brano verrà presentato in anteprima assoluta il 10 luglio al Porto Rubino di Peschici, all’interno del celebre festival itinerante ideato da Renzo Rubino. I ReastaVinve saliranno sul palco accompagnati da Antonio Cupaiolo (chitarre) e Francesco Pece (batteria e percussioni). Non ci sarà alcun rilascio sulle piattaforme digitali fino al termine dell’estate, lasciando spazio a una diffusione dal basso. La strategia punta sul coinvolgimento di fan, spettatori, influencer e, forse, di una grande voce del panorama musicale italiano (che rimane top secret). L’elemento centrale di questa campagna sarà il ritornello tormentone: “Hai trovato la felicità, non dirlo forte, dannata pubblicità”. Un messaggio che parla al cuore della società contemporanea, tra introspezione e ironia.
Seltsam – Vent’anni
E se per un attimo tutto si fermasse e tornassimo a quando avevamo Vent’anni?, questa è la domanda, ma anche il bisogno, che si pone Seltsam con il suo nuovo brano, in uscita il 27 giugno per Honiro Label. Tra sonorità pop e ritmiche che aprono all’estate, mentre tutti vivono le proprie routine lavorative e sociali e il caldo comincia a farsi sentire, c’è sempre un momento in cui si entra in quella ‘’voragine’’ di pensieri dove poter crescere: cosa ne sarà adesso dei sogni, di quei progetti assemblati da ragazzi su cui abbiamo riversato speranze e motivazione? E se ‘’la vita dei grandi’’ cambiasse il nostro spirito e non potessimo più tornare indietro? Da qui la necessità di ritrovare i ferma immagini del passato, di quando l’energia che pervadeva la giovinezza ancora non si scontrava con il duro realismo della società di oggi.
Sutura – Sottopelle
Nuovo singolo per le Sutura, trio romano che presto pubblicherà il proprio album d’esordio Se un taglio unisce ricucire aliena. Il nuovo singolo, Sottopelle, è un pezzo dal sapore indie rock underground italiano con contaminazioni post-punk, ma non è detto che questo sia il sound dell’intero album perché ad esempio il precedente brano Blister aveva un piglio parecchio punk. Quel che è certo è che la produzione sporca e grattata aggiunge quel piglio di energia grezza che contraddistingue tutti i buoni progetti dell’underground per l’underground, e restituisce anche un’immagine probabilmente fedele di come le Sutura suonano dal vivo.
Thief – Come sempre
Mentre dentro bruciamo, attorno a noi tutto scorre Come sempre, il nuovo brano di Thief in uscita il 4 luglio per Honiro Label. Fare il punto con ciò che abbiamo tracciato fino ad oggi non è sempre immediato o facile, soprattutto se abbiamo solcato momenti delicati nel tragitto. Mettiamo da parte il dolore con la speranza di non rivederlo più, ma, ad un certo punto, ciclicamente i pensieri bussano alla nostra porta. Non è tanto questione di non aprirla, quanto di capire se quei ricordi ci hanno reso migliori e diversi dal passato. Dunque, se ‘’come sempre’’ viviamo nella solita contorta routine, rimane da comprendere se rimaniamo uguali o cambiamo di volta in volta.
Acqua Distillata – Diamine
Acqua Distillata esula per un momento dal fecondo progetto “Acqua Distillata Canta Ribaltavapori” e pubblica un singolo da solista, intitolato Diamine, fuori per Dumba Dischi. A dispetto dell’esclamazione contenuta nel titolo, il brano non è arrabbiato o sù di giri: è anzi un pezzo (indie) pop dolce e primaverile (o da primissima mattina estiva, quando ancora non fanno 29 gradi alle 8 del mattino). L’artista veneta ha una bellissima voce melliflua che sa mettere perfettamente a frutto per cantare questi versi leggiadri che sanno di vita lenta e vissuta a piccoli passi, e un arrangiamento sapiente -che vede pure uno xilofono che si intrufola- la mette in risalto esattamente come si dovrebbe.
Bohris – Una scusa
Continua la saga che esplora il rapporto tormentato fra Bohris e la notte: dopo la precedente canzone intitolata Panico, dove la notte diventava il simbolo delle inquietudini e del panico che limitano la nostra capacità di agire, l’artista viterbese raddoppia il carico con la nuova Una scusa, in cui racconta di come “cerco sempre una scusa per evitare la notte”, momento della giornata con cui evidentemente non è ancora riuscito a fare i conti. La notte di Bohris è in effetti “fatta di bottiglie vuote, sigarette dimenticate e paranoie”, col risultato che l’artista vuole solo “scappare dai pensieri, dalle paure e dal buio”. Tutto questo comunque non si traduce in un pezzo inquieto, tetro o tormentato: Una scusa è semmai un brano pop ballabile e ritmato, appena stemperato dal retrogusto di malinconia che si percepisce nel cantato.
Coladigirienzo – Nel frigo con te
Non è la prima volta che ci imbattiamo nel nome di Coladigirienzo (anche perché un nome così, che gioca sull’affinità tra il reale nome dell’artista e quello del personaggio storico romano, difficilmente passa inosservato), ma è la prima volta che ascoltiamo effettivamente un suo brano: Nel frigo con te, traccia che darà anche il titolo all’EP d’esordio dell’artista in uscita a settembre per Manipolo Dischi, è un pezzo synth pop dal carattere un po’ retro anni ’80 ma anche perfettamente radiofonico in un senso non necessariamente mainstream.
Elia Turra – In levare
Appena abbiamo letto il titolo del nuovo brano di Elia Turra abbiamo cominciato a tremare, e ne avevamo ben donde: In levare è proprio una canzone che è come minaccia di essere, cioè un brano ska. Brivido! Terrore!! Raccapriccio!!! Per fortuna Elia è capace di limitarsi e lo ska lo mette “solamente” nel ritornello, regalandoci qualche attimo per tirare il fiato con le strofe acusticheggianti, quasi da ballad. La canzone, concepita come “un inno alla vita, all’amicizia e una pillola in musica alla giovinezza sfiorita”, si propone come pezzo da ballare, magari proprio in un’osteria di seconda mano come quella descritta nel testo, ma anche per riflettere sullo scorrere della vita.
Exu Nathan – Unica
Un “vamos” in apertura, un ritmo reggaeton: tutto sin da subito fa pensare a un brano estivo, e infatti tale è Unica, la nuova canzone di Exu Nathan a un mesetto dall’uscita di Ricordo. L’artista civitanovese celebra la spensieratezza che si associa tipicamente al periodo estivo (la spiaggia, gli amori estivi, la voglia di ballare e di vivere la vita -che “è unica”, come dice il testo), e ne nasce un pezzo che ha un arrangiamento in un certo senso minimale ma che riesce a esprimere tutte le vibe che ci aspettiamo da una hit estiva.
Hoomor – Luce del sole
Spesso è il nostro buio interiore ad essere il riflesso della Luce del sole, il nuovo singolo di Hoomor in uscita il 4 luglio per Honiro Label. Tra sonorità emo revival e post punk, un messaggio di speranza che trapela nei disagi quotidiani, nelle ombre che fanno parte di noi e che spesso vogliamo nascondere. Ma, ad un certo punto, metterci a nudo diventa più forte di noi: l’inconscio prende aspetto, si trasforma in racconto; negatività e positività iniziano a parlare uno stesso linguaggio che non sempre riusciamo a comprendere. Tuttavia, dipanando la confusione, tra paure e bisogno di andare oltre, si apre lo spiraglio per ritrovare se stessi.
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