Millefiori & Jack Out, The Ghibertins, Filippo Poderini: le recensioni dei singoli italiani

Millefiori & Jack Out – Total 90
Bella -e forse inevitabile- collaborazione quella fra l’esponente della nuova scena emo italiana Millefiori e il country boy Jack Out, che sfornano un brano intitolato Total 90, come le note scarpe targate Nike che negli anni 2000 erano indossate dai calciatori più forti dell’epoca. Al netto di un banjo che fa capolino nella strofa e che risente delle ultime produzioni di Jack Out, Total 90 è un brano sostanzialmente emo/alternative rock non dissimile dalle sonorità di metà/fine anni 2000 di questo genere, e anche il testo è un grande throwback a quegli anni, che sono poi gli anni in cui Millefiori e Jack Out sono cresciuti. Una sorta di Ma che ne sanno i 2000 in versione emo, diciamo, che funziona grazie a un ritornello molto orecchiabile anche al primo ascolto.
Gallicchio – Vincenza
Esordio assoluto quello di Gianvito Gallicchio, in arte semplicemente Gallicchio, che ci presenta la sua Vincenza, un nome, come spiega lui nel ritornello, “che accade solo se è il nome di tua nonna o quello di una zia”. La canzone ha sonorità pop suonate, con una strumentazione semplice dove prevalgono le chitarre acustiche che danno al brano anche un tocco cantautorale, complice il cantato che fa un po’ pensare all’indie dei primi anni ’10. Brano che ci sembra perfetto per una stagione estiva da affrontare con una certa spensieratezza, proprio come Gallicchio che si concede “senza alcun permesso una seconda adolescenza”.
The Ghibertins – Two Dots
Con “Two Dots”, i The Ghibertins tornano con un singolo che conferma il loro stile raffinato e introspettivo, sospeso tra indie e soft rock, con un sound sorprendentemente internazionale che rende quasi strano scoprire che la band sia nata a Milano. La canzone si costruisce su un impianto melodico semplice ma efficace, con chitarre cristalline, tastiere leggere e una voce che mantiene un tono intimo e sincero. Il ritornello si fa ricordare con naturalezza, mentre il testo gioca con immagini essenziali ma evocative, suggerendo connessioni e distanze emotive. È un brano che non punta sull’effetto sorpresa, ma su una scrittura solida e una produzione pulita, che valorizza ogni dettaglio senza eccessi. “Two Dots” non grida per farsi notare, ma accompagna con discrezione: è il tipo di canzone che cresce ascolto dopo ascolto e che segna un altro tassello coerente nella traiettoria elegante della band. Una speranza luminosa per una scena musicale italiana che sembra sempre più chiusa su sé stessa, e che avrebbe bisogno proprio di progetti come questo per ritrovare respiro e ambizione.
Giuseppe D’Alonzo – Foglio di bambù
Avevamo visto Giuseppe D’Alonzo qualche mese fa con la sua L’ora più dolce in collaborazione con Manuela Limini; lo ritroviamo ora con Foglio di bambù, una dolce ballata acustica (che non rinuncia comunque a una chitarra elettrica appena accennata) che celebra la paternità [tema ricorrente questa settimana, vedi poco sotto il brano di Khris]. La capacità dell’artista pescarese di trovare atmosfere e melodie delicate caratterizzate da immagini testuali molto efficaci si ritrova totalmente in questo brano che ci sembra fare un ottimo lavoro nel descrivere la gioia interiore e anche quel tocco di paura che contraddistingue un passaggio che cambia completamente la propria prospettiva sull’esistenza quale la nascita di un figlio.
Jonathan Tocchini – Stasera si vola
Conosciamo per la prima volta Jonathan Tocchini con questo singolo intitolato Stasera si vola (come suggerisce la stessa copertina del brano). La canzone si presenta con sonorità pop dai richiami vagamente anni ’80 per i synth e per la sua essenza di dance ballad, ma certi arrangiamenti a noi ricordano anche certi brani dei Chvrches. Il tempismo del brano è peraltro ottimo perché si tratta di una canzone che nel testo parla della bellezza e della spensieratezza delle notti estive passate in compagnia.
Khris – Ali d’acciaio
Ali d’acciaio è il titolo del nuovo singolo di Khris, un pezzo pop dalle sonorità influenzate dall’R&B che ha spesso contraddistinto la carriera dell’artista cuneese. Le ali d’acciaio a cui fa riferimento il titolo (e il ritornello) sono quelle della figlia piccola di Khris, la cui voce possiamo peraltro sentire brevemente a fine brano. La canzone descrive infatti “il momento delicato della maternità mischiando sensazioni di paura, sorpresa, emozioni uniche e tanta forza”.
Rasmo & Jekesa – Fiori e Alici
Nel disordine della quotidianità è buona cosa andare sul sicuro come Fiori e Alici, il nuovo singolo di Rasmo e Jekesa, in uscita il 20 giugno per Luppolo Dischi e Honiro Label. Ci sono dinamiche della nostra routine che non possiamo cambiare e non possiamo controllare, per cui spesso rimaniamo delusi e affranti dal risvolto di situazioni e rapporti umani. Eppure, se guardiamo bene, in un semplice sguardo, gesto, un bel panorama, si annida il punto di vista a cui spesso non facciamo attenzione, ma che può rivoluzionare la nostra attitudine alla vita di tutti i giorni. E forse, nella leggerezza c’è qualcosa di più profondo.
Alec Temple – L’altare
Un brano dance pop che si fa cerimonia, L’Altare è il nuovo singolo di Alec Temple: un climax emotivo e sonoro che unisce falsetti viscerali, cori evocativi e ritmi tribali in un impasto elettronico dal sapore arcaico. Le strofe eteree e filtrate costruiscono un’atmosfera inquieta e spirituale, che si apre in un ritornello percussivo e cerimoniale, dove la tensione si scioglie in un’esplosione rituale. Elemento chiave è l’ocarina, strumento spesso associato a funzioni sacre, qui usata in dialogo con la voce per accentuare la drammaticità del racconto. A ogni battuta, L’Altare costruisce un mondo sonoro sospeso tra il sacro e l’umano, tra beat da dancefloor e richiami ancestrali, tra spiritualità e fame di riconoscimento. Inginocchiato ai piedi di un altare immaginario, Alec Temple invoca divinità senza volto, animato dall’egoismo disperato di chi cerca a ogni costo di lasciare il segno.
Beca – Dove sei
A pochi giorni dal suo Sunset Liveset al Portus di Viareggio, Beca pubblica anche un nuovo singolo, intitolato Dove sei. La canzone presenta sonorità pop nella musica e nell’arrangiamento, ma anche cantautorali specialmente nel cantato e nello stile della scrittura del testo. Le parole raccontano “la solitudine e il senso di spaesamento del protagonista, intrappolato nella routine della sua piccola città, tra bar e volti sempre uguali”.
Filippo Poderini feat. Young Signorino – Tutto storto
In anticipazione del suo album Dopamina, Filippo Poderini sta pubblicando quasi un singolo a settimana, ma questa volta l’artista umbro decide di spiazzare completamente tutti quanti tirando fuori dal cilindro un featuring niente poco di meno che con Young Signorino. L’artista che aveva scombussolato per qualche tempo la musica italiana con la sua trap dadaista si innesta in questo brano tranciando le atmosfere soffuse che sembravano caratterizzare i primi secondi della canzone: Tutto storto si rivela essere un brano fra indie pop/rock e post-punk con un cantato pseudo-urban dove si parla di psicofarmaci, non nel modo esibizionista del trapper medio ma in una maniera convoluta, più per immagini che per parole esplicite. Un brano delicato da ascoltare con attenzione, ma anche un pezzo che “puoi ascoltare con una certa leggerezza se non ascolti le parole. Magari è adatto a ballare coi propri fantasmi, indifesi dopo tanti anni, come lo sei tu di fronte ai limiti della tua mente e del tuo cuore”, come dice Filippo.
Segui la nostra playlist Italian Selection su Spotify, con la nostra selezione delle canzoni più interessanti uscite in Italia negli ultimi mesi!
Per leggere le precedenti recensioni dei singoli italiani clicca qui.
