Giancane e Bull Brigade al Circolo Magnolia di Milano – 13/06/2025: il live report

“Che cosa pensa tua madre di come mi ha rovinato questa città?” Potrebbe essere Torino, oppure Roma, ma il Circolo Magnolia ha decretato che anche Milano si presta molto bene. Giancane e i Bull Brigade uniscono le forze per il singolo Lividi e scelgono un caldissimo 13 giugno per festeggiare l’uscita del nuovo pezzo. La serata è aperta dai Frammenti, storica band punk sabauda, e dai 666, band di rivisitazioni degli 883 in chiave punk-metal.
Forti di quell’album-capolavoro che è Il fuoco non si è spento, i Bull Brigade si prendono il palco con il loro street hardcore punk, mentre il sottopalco lo conquistano i pogatori che trasformano il Magnolia in un vortice di entusiasmo e sudore. Dal repertorio Eugy e soci propongono canzoni come Ansia, Ultima città, Quaranta, Sommersi, ma anche chicche dal passato come A Way of Life e Sulla collina. E c’è spazio per gli ospiti, con il rapper Egreen per Il fuoco non si è spento e naturalmente Giancane su Lividi.
I Bull Brigade si confermano una delle poche band della scena – in una delle scene più coese – che mettono d’accordo tutti e non producono critiche. Forse non andranno mai a San Siro, ma ascoltarli dal vivo è come essere in curva, perché sono l’essenza dell’Oi! riassunta in cori da stadio (“Punk vuol dir non è finita!”) ben lontani dall’essere banalizzati a slogan. La passione percepita è viscerale.
Giancane allarga la serata a un pubblico meno di nicchia, anche se non pochi sono i fan dei Bull Brigade che apprezzano il cantautore romano. Il quale infila un’ora e mezza di spettacolo per una ventina di canzoni, privilegiando l’ultimo album Tutto male (2023) ma dando spazio a un po’ tutta la sua produzione. Menzioni speciali per Papà Francesco, che ora chiaramente suona anacronistica, Sei in un paese meraviglioso e l’immancabile Ipocondria. Oltre che una versione di Tuttuchatuttuttucha aggiornata alle vicende recenti – il genocidio in Palestina e le riforme liberticide dell’attuale governo.
Con Giancane si passa dal rock pestato al pop alla dance, a momenti “più mosci” (come dice lui), senza risparmiare – meme o guilty pleasure non è dato sapere – una cover di Laura Pausini. Sigla il pre-encore una liberatoria Vecchi di merda (“quello a cui penso io in questo momento si chiama Ignazio”).
La canzone che anche i non fan di Giancane potevano conoscere è Strappati lungo i bordi, la sigla della serie di Zerocalcare. E il fumettista romano – che in Strappare lungo i bordi aveva messo in scena i Bull Brigade – sembra essere l’anello di congiunzione tra i due headliner, tanto da aver impreziosito il vinile di Lividi con una tavola dedicata. Nell’atmosfera della serata, tra una cosa e l’altra, pareva proprio di stare in un episodio delle serie di Zero. E il buon Michele, tra l’altro, era presente tra il pubblico a sostenere i suoi amici.
Giancane ed Eugy ci regalano un altro momento per suonare nuovamente Lividi, questa volta a ospiti invertiti. E possiamo tornare a casa portandoci dietro “mille lividi, ma tutti dentro, e sopra al cuore un peso immenso”.
