La Dispute, Slow Crush, The Summer Set: i singoli internazionali del 16 maggio 2025

La Dispute
Foto di Ginger Dope

 

La Dispute – I [Epitaph Records; post-hardcore, emo]. Sono passati sei anni dall’uscita di Panorama, l’ultimo disco dei La Dispute. A noi piace sempre tanto quando le band se ne fregano delle leggi del mercato e si prendono tutto il tempo che ritengono necessario per scrivere nuova musica e condividerla con il mondo. Anche perché spesso questo significa che la qualità delle canzoni aumenta drasticamente, proprio come nel caso del gruppo del Michigan (Panorama aveva un mix strano con la voce bassissima, ma era un gran disco nel complesso). Il 5 settembre uscirà il quinto disco dei La Dispute, No One Was Driving the Car.

Non conosciamo ancora i dettagli delle storie e del concept dell’album, se non che sarà in parte basato sul film del 2017 First Reformed di Paul Schrader, ma sappiamo che i 14 brani sono divisi in gruppi di tre (gli ultimi due dovrebbero essere una sorta di summa o culminazione del disco), per cui non sorprende che la band abbia deciso di pubblicare le prime tre tracce del disco tutte insieme, sotto il nome di I. I titoli dei tre brani ad ora disponibili sono I Shaved My Head, Man with Hands and Ankles Bound e Autofiction Detail. Del primo c’è anche un video co-diretto dal bassista della band, Adam Vass. Il sound dei tre pezzi è molto reminiscente di quello di Rooms of the House, secondo noi il miglior disco del gruppo di Grand Rapids. L’ascolto è assolutamente consigliato con i testi davanti (li trovate su Genius), per capire meglio quanto viene narrato da Jordan.

 

Slow Crush – Thirst [Pure Noise Records; shoegaze, post-grunge]. Gli Slow Crush annunciano il nuovo album Thirst (fuori il 29 agosto) con questo brano che punta su uno shoegaze un po’ più classico rispetto a quanto sentito sul precedente singolo Cherry, ma che sa andarci giù anche pesante come si può sentire nel bridge e nell’outro. Per il resto, la ricetta è semplice: tanto fuzz, vocals camuffati nel mix e mood malinconico. [6]

 

The Summer Set – What I’m Made Of [Lab Records; ballad]. Siamo contenti che i The Summer Set siano di nuovo fra noi, anche se le loro canzoni nuove non ci dicono granché (come la recente Adidas). Purtroppo anche il nuovo singolo What I’m Made Of fa poco per cambiare questo trend, essendo la classica ballad acustica che fatica a lasciare il segno e può al massimo permettere alla band di far partire il momento accendini ai concerti -anzi nemmeno, visto che adesso si usano le torce dei telefoni. [5]

 

Nova Twins – Piranha [Marshall Records; alternative rock, post-hardcore]. Il nuovo singolo delle Nova Twins si chiama Piranha, che gli inglesi pronunciano in modo fastidiosissimo -cioè esattamente come si legge, “pirana”, come avevamo già avuto modo di sentire con l’omonima bruttissima canzone dei Roam– e che peraltro in inglese è una parola sia singolare che plurale. Quella delle Nova Twins per fortuna non è una canzone malriuscita come quella della defunta band pop punk, ma è comunque un brano meno aggressivo di quanto si potrebbe presupporre: in fin dei conti si tratta di un brano rock radiofonico, appena appena travestito da canzone heavy principalmente per la distorsione delle chitarre. [6]

 

Sydney Quiseng – Leftover Coffee [alternative rock]. Nuova canzone per il progetto solista della cantante degli Echosmith Sydney Sierota (Quiseng è il cognome del marito), che sta tenendo un ritmo di pubblicazione abbastanza sostenuto con cinque brani da settembre a oggi. Leftover Coffee è il brano più rock fra quelli usciti finora, astraendosi dalla serie di ballad acustiche che Sydney ci aveva proposto sin qui e distorcendo sicuramente le chitarre più di quanto non abbiano mai fatto gli Echosmith. Certo, siamo pur sempre su un rock molto tranquillo che piacerebbe anche a tua nonna, ma il ritornello è grazioso. [6,5]

 

Sydney Sprague – As Scared as Can Be [indie rock, indie pop]. Da una Sydney a un’altra: Sydney Sprague ci propone un brano indie rock / indie pop upbeat e leggero, caratterizzato da un riff di synth che si sente nel post-ritornello, forse la cosa più memorabile della canzone visto che il ritornello in sé non lascia troppo il segno. [6]

 

Ada Lea – Baby Blue Frigidaire Mini Fridge [Saddle Creek; country, folk]. Con un titolo curioso, Ada Lea ci presenta il brano che lancia il suo nuovo album When I Paint My Masterpiece, fuori l’8 agosto. La canzone si muove delicatamente su sonorità country e folk, con una chitarra dolce che fa pendant con il cantato argentino dell’artista di Montreal, e un’armonica che fa capolino qua e là. Le proposte country oramai si sprecano, ma quella di Ada Lea ha dalla sua un ottimo songwriting che rende il brano buono anche per le orecchie dei non appassionati al genere. [7]

 

Letters Sent Home – September 29 [Sharptone Records; alternative rock, emo]. Le canzoni che prendono il nome da una data hanno sempre un certo alone di mistero che rende più intrigante l’ascolto. È così anche per September 29 dei Letters Sent Home, direttamente dalla Germania. Il brano ha un sound sostanzialmente emo che si bilancia tra il rock alternativo e inflessioni più post-hardcore, specialmente per le chitarre, in una maniera non troppo diversa da quella degli australiani Yours Truly. [7]

 

Dog Race – Return the Day (Colours) [Fascination Street Records; ’80s post-punk, gothic rock]. I Dog Race pubblicano la title track del loro EP d’esordio, fuori il 6 giugno. La band fa evidenti riferimenti agli anni ’80, e non per nulla la canzone viene esplicitamente presentata come un brano perfetto per i fan di Bauhaus, The Cure e Nina Hagen. Ritmiche che richiamano i giorni d’origine del post-punk, synth industrial a contribuire all’atmosfera vagamente allucinata e spettrale del brano, e un cantato trattenuto, quasi soffocato dalla strumentazione. [7]


Puoi leggere tutte le nostre pagelle ai singoli internazionali a questo link.

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