WEL, Narcolessia, Garda 1990: le recensioni dei singoli italiani

WEL – Strobo
Inizia alla grande il 2025 dei WEL, che sono già al secondo singolo dell’anno (Percorsi era uscita a gennaio). Il nuovo brano si chiama Strobo, e vede la band fare un passettino laterale, esplorando un sound leggermente più pop (diremmo “estivo” se non fossimo a marzo) pur restando ampiamente nei confini del pop punk veloce e carico di energia che la band ha da sempre portato avanti, prima in inglese e ora in italiano. Brano che meriterebbe di passare in radio.
Garda 1990 feat. Sick Tamburo – Bulma
Secondo nuovo singolo per i Garda 1990, che si sono rimessi in pista poche settimane con il brano Sparire e soprattutto l’annuncio di un nuovo disco (Forevermore Segreti) in arrivo il 4 aprile per La Tempesta Dischi. Bulma vede la partecipazione di Gian Maria Accusani dei Sick Tamburo e Prozac+, ed è un pezzo classicamente emo, forse un po’ meno tormentato ed energico di Sparire e più tendente verso la componente revival/Midwest del genere. Impossibile ad ogni modo non sciogliersi sull’outro climatica del brano.
Giulia – Il senso di noi due
Nuovo brano per Giulia, che con il suo Il senso di noi due arriva al terzo singolo dopo i due pubblicati lo scorso anno. Si tratta di un brano pop con evidenti influssi R&B, un bell’assolo di chitarra elettrica nel bridge piuttosto rock, e soprattutto la bella interpretazione vocale dell’artista, che nel testo evidenzia i parallelismi fra una relazione vissuta e alcune delle caratteristiche dei più noti artisti della storia dell’umanità. Il brano è in effetti “un modo per rivivere con malinconia una connessione così profonda da mandare in tilt i sensi, così travolgente da far vacillare anche la razionalità, e, infine, il rapporto stesso”.
Lamia – Untold
Il diario dell’anima tra i bagliori e l’oscurità nel non detto, Untold, il nuovo disco di Lamia, in uscita il 21 marzo per Honiro Label. Un viaggio introspettivo che mette a nudo gli aspetti più peculiari della persona prima del personaggio, che, alla fine, si uniscono per trovare un balance, per trovare la serenità con il proprio percorso, con il passato quanto il presente. Infatti, i brani, che si alternano tra banger e filoni conscious, diventano pagine che svelano l’interiorità del vampiro, che non ha sempre paura della luce, come non ha sempre bisogno di rimanere al buio. E’ sempre e solo un gioco di equilibrio non semplice da raggiungere, ma importante da comprendere, in un modo o nell’altro.
Narcolessia – La canzone della patente
Narcolessia dev’essere alle prese con il test scritto della patente, quantomeno a giudicare dal contenuto della sua nuova canzone. Possiamo immaginare la frustrazione, anche perché il test per gli aspiranti conducenti di oggi pare essere molto più una rottura di coglioni di quando l’abbiamo passato noi qualche era geologica fa. Ben venga però questo inasprimento della severità della prova, se il risultato è far incazzare la gente al punto da tirar fuori una strofa come “Poi solo perché ho fatto cinque errori / Entro con un mitra in motorizzazione / La so anche guidare, datemi questo cazzo di foglio rosa, bastardo il Signore”. Musicalmente è una canzone cantata alla maniera dei trapper ma con sonorità un po’ sognanti e fatate. Praticamente l’hyperpop applicato alla trap. In radio probabilmente non la sentirete a causa della bestemmia, ma a questo punto ci è venuto da chiederci: bestemmiare nelle canzoni può dar luogo a una sanzione amministrativa nei confronti di chi perpetra questa turpe azione? Quelli di Rockit se lo sono evidentemente già chiesti nel 2016 e hanno scritto questa cronistoria della bestemmia nella canzone italiana, ma non hanno risposto alla nostra domanda. Ricordiamo, per la pubblica utilità, che bestemmiare il Signore è punibile con ammenda (quindi anche Gesù Cristo e lo Spirito Santo, dato che ognuna delle tre Persone è totalmente Dio), ma non lo è bestemmiare la Madonna o i santi in quanto non sono considerati divinità.
Seltsam – Mille risse
Il conflitto tra la paura di lasciarsi andare e la voglia di ricominciare nel nuovo brano di Seltsam, Mille Risse, in uscita il 21 marzo per Honiro Label. L’artista gen z ritorna con le sue sonorità distintive pop che narrano le ferite che solcano il cuore e la tensione dei sentimenti contrastanti, tra il bisogno di provare amore e il timore di perderlo o di soffrire perché è forte il ricordo di ciò che ci ha fatto male o perché lo si desidera troppo. Ma a volte bisogna sapersi lasciare andare, dimenticando quello che è il passato o ricordarlo per vivere un presente diverso.
Tramontana – Un quarto d’ora
I Tramontana tornano con Un quarto d’ora, un brano che fonde emo e post-punk per raccontare il lato più sincero della vita di una band: l’incertezza, la sfiga, ma soprattutto l’amicizia. Con la loro inconfondibile matrice Midwest-emo, il gruppo costruisce un pezzo capace di far pogare e cantare all’unisono, sostenuto da chitarre intrecciate che non mollano la presa dall’inizio alla fine. Il brano nasce da un momento di sconforto – l’ansia di un concerto a Perugia e la paura di fallire – trasformato in un ricordo prezioso grazie alla condivisione con le persone giuste. Meno aggressivo ma più consapevole, Un quarto d’ora è un grido liberatorio contro la tossicità della performatività musicale, un inno alla leggerezza e alla forza del gruppo nei momenti peggiori. Il secondo singolo dei Tramontana, in uscita il 21 marzo per Kosmica Dischi, è un anticipo di un disco d’esordio che si preannuncia potente e autentico.
Vov Vov! – Night Ride
Singolo d’esordio per i Vov Vov!, che si chiamano più o meno come quel liquore di cui i vostri nonni tengono ancora nella credenza degli alcolici una bottiglia probabilmente intatta dagli anni ’80. Il gruppo viene da Firenze ed è stato accolto nella sempre crescente scuderia di Factory Flaws, con cui pubblicherà un EP nei prossimi mesi. Night Ride è un singolo piuttosto lungo con i suoi 5 minuti e 19 secondi di durata, ma sono cinque minuti assolutamente ben spesi, con synth importanti che fanno da base al cantato un po’ retro di Francesca, per una canzone che prende dichiaratamente ispirazione dal krautrock così come dallo shoegaze.
Zingarua – Balera araba
Chitarre elettriche in Marocco. Sono proprio quelle di “Balera Araba”, il nuovo singolo del progetto degli Zingarua: un pezzo che è anche un incontro meraviglioso di vibes alternative con i ritmi del Sud Italia, ma anche del Nord Africa e del Medio Oriente. Il titolo “Balera Araba” riassume perfettamente una festa, un ballo sfrenato ai confini del mondo. E bisogna dirlo, che gli Zingarua hanno rischiato, che era facile finire con il rendersi ridicoli, per rimanere relegati ad un clima bellissimo ma da eterna Festa Dell’Unità, evento unico in provincia ma marginale per quelle che possono essere tutte le dinamiche discografiche del mondo reale. E invece eccoci qui, a desiderare ardentemente di sentire questo pezzo nei locali, a farci ballare, a farci desiderare un feat. con altre realtà musicali che con la musica popolare giocano molto bene, dagli Shkodra Elektronike ai Mombao. Un bellissimo nuovo inizio, e non vediamo l’ora di sentire il disco.
Filippo Poderini – Sete
Secondo singolo del 2025 per Filippo Poderini, dopo Dopamina uscito lo scorso mese. Sete è un brano pop dalle sonorità elettroniche, non però vicino al synthpop accattivante e allegro, semmai più oscuro e riflessivo, di quelli che si possono ballare (magari in qualche locale un po’ alternativo) ma che sono perfetti anche per l’ascolto in cuffia. Bridge rappato da Kime, in una canzone che “racconta il sentire in una relazione di co dipendenza. La sete, il bisogno di bere dall’anima di qualcun altro, dalle sue vene per darsi un senso. Quelle situazioni in cui l’altro è una cura palliativa, che non fa bene”.
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