I singoli del 12/01/2024: Torres, Aaron West, Waxahatchee & more

Torres Hug from a Dinosaur, foto

 

Man mano che si avvicina l’uscita del nuovo disco di Torres What an Enormous Room (26 gennaio su Merge Records) aumentano anche i singoli disponibili dal disco. Wake to Flowers è il terzo pubblicato finora (qui avevamo parlato di I Got the Fear), ed è probabilmente anche il più strano: ci sono Torres e una chitarra elettrica che fa accordi lunghi e spaziosi, più un beat e un basso in sottofondo; nient’altro. La sensazione è un po’ straniante, ma sinceramente apprezziamo questa volontà di sperimentare ancora, per un’artista che ha già cambiato pelle parecchie volte nel corso della carriera. Quasi sicuramente il nuovo disco sarà meno roboante e grandioso rispetto alla prova da arena rock sentita su Thirstier, ma dovrebbe quantomeno essere scongiurato il pericolo di ripetere un disco piatto ed estremamente noioso come Three Futures. Tra poco sapremo tutto.

È uscito il nuovo singolo di Aaron West and The Roaring Twenties a quasi cinque anni dall’ultimo album Routine Maintenance, e l’unica cosa che possiamo dire è che stiamo già piangendo. Il 12 aprile uscirà il nuovo album In Lieu of Flowers, e questa volta sembra che Aaron abbia fatto le cose in grande chiamando una piccola orchestrina di circa quindici elementi ad accompagnarlo sul disco e nei live. || Restando in casa Hopeless Records abbiamo anche il nuovo singolo della prolificissima Lolo, 2 of Us, che però non fa molto per spostare gli equilibri di una carriera che recentemente ha visto molte canzoni pop rock leggerine e non abbastanza convinte da essere convincenti.

Restando in ambito indie abbiamo il nuovo singolo di Waxahatchee, che con Right Back to It annuncia anche l’uscita del suo nuovo album Tigers Blood (22 marzo su Anti-). Su Katie Crutchfield ormai comincia a esserci poco da dire in più perché il suo è uno dei progetti più amati dalla critica degli ultimi anni. Su questo singolo collabora con l’altro feticcio della critica MJ Lenderman per regalarci un bel singolo indie country, perché negli ultimi anni l’indie (e la parte progressista dell’America) sta cercando di strappare dalle mani dei redneck il country e renderlo un po’ più diverso e inclusivo. Brano ben suonato, ancor meglio cantato; non può che essere un grande sì.

Il noto speaker della BBC Daniel Carter parlandone ha detto che danno l’impressione di avere delle ottime collezioni di dischi. Di certo i Grieving mettono in mostra influenze diverse tanto quanto ricercate (per i nostri standard attuali): la band non fa mistero di apprezzare gruppi come Fugazi e Jawbreaker, e nel suo nuovo brano Tarpauling si sentono influssi Midwest emo così come post-hardcore, e pure una spruzzata di Brand New. Il cantato è stonante (più che stonato) in piena tradizione emo revival e Midwest, ma ha anche un approccio simile allo stile post-punk stabilito dagli Idles -loro del resto sono britannici, per la precisione di Cambridge. Il 15 marzo uscirà l’album d’esordio Everything Goes Right, All at Once, e ci aspettiamo grandi cose.

Guarda chi si rivede: quattro anni dopo il loro ultimo album, i Remo Drive tornano con un nuovo singolo intitolato Mercy e l’annuncio di un disco con lo stesso titolo in uscita il 23 febbraio su Epitaph. La band aveva esordito con un disco intitolato Greatest Hits, che a posteriori è risultato davvero essere il loro greatest hits, e con la nuova canzone la band continua a scavarsi la propria fossa: Mercy è un brano quasi country rock che c’entra davvero poco con tutto quello che i Remo Drive hanno fatto fin qui e men che meno con quel poco di buono che avevano pubblicato. Un brano davvero brutto che farebbe solo molto ridere se non provassimo un po’ di tristezza per la fine che ha fatto questa band un tempo promettente.

Se cercate una band nuova che suoni proprio come AFI, Silverstein, Chiodos e tutta quella genia di incredibili gruppi emo/post-hardcore degli anni 2000, i The Requiem hanno esattamente quello che fa per voi. Il trio di Fearless Records presenta questo gran bel singolo intitolato Kill the Lights che ha tutte le caratteristiche che ci piacciono e che recano in fronte stampata a caratteri cubitali la scritta “2000s emo”. || I The Lemon Twigs invece hanno ascoltato troppo i Beatles, e li hanno pure osservati un po’ troppo: il video di My Golden Years sembra uscito dagli anni ’60 ma con una definizione migliore. Il resto, dalle chitarre ai capelli, è tutto come sessant’anni fa, e la band stessa non fa mistero di rifarsi a quell’epoca, citando i The Beach Boys nella presentazione del brano.

L’oi! va sempre forte nel Regno Unito, e ce lo confermano i The Chisel con il nuovo singolo Those Days, nel quale compare addirittura una cornamusa. Immaginatevi se la musica irlandese fosse figa e non fastidiosa. La band è sotto contratto con Pure Noise e pubblicherà l’album What a Fucking Nightmare l’8 febbraio. || Equal Vision invece ha messo sotto contratto gli White Ferrari, un duo che, quantomeno a giudicare dal nuovo singolo Hey, Travesty, sembra la copia sbiadita degli With Confidence. La band è formata da membri dei Never Loved.


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