Gli album del mese: Taking Back Sunday, Wargasm, Swmrs & more

Taking Back Sunday 152

Taking Back Sunday – 152

(Fantasy Records, 27 ottobre 2023)

I Taking Back Sunday non pubblicavano un disco da sette anni, da quell’ormai lontano 2016 in cui avevano regalato al mondo il loro miglior album di sempre, Tidal Wave (Tell All Your Friends è un capolavoro, sì, ma se togli l’effetto nostalgia, Tidal Wave gli è superiore). Rivaleggiare con un disco come quello era molto difficile, per cui ci sta che la band si sia presa il proprio tempo, ma ahinoi ci pare che con 152 (il titolo deriva dall’uscita dell’autostrada raffigurata sulla copertina del primo disco, e il numero è poi comparso in ogni copertina della band) i Taking Back Sunday non ci abbiano nemmeno provato a competere seriamente con il predecessore. Troviamo infatti dieci canzoni pop rock scialbe e prive di qualsiasi mordente, senza l’energia che contraddistingueva anche i dischi un po’ meno riusciti (vedi Happiness Is), con poche di quelle interazioni tra la voce di Adam Lazzara e quella di John Nolan che tanto amiamo, e con ritornello davvero dimenticabili. Si salva la bella ballad Amphetamine Smiles che apre il disco, ma per il resto i Taking Back Sunday hanno preso un approccio davvero pigro e poco stimolante per quest’album, senza ombra di dubbio il peggiore della discografia del gruppo di Long Island.


Wargasm (UK) – Venom

(Republic Records, 27 ottobre 2023)

Dopo un EP/mixtape pubblicato nel 2022, gli Wargasm (UK) sono pronti a farci ascoltare il loro primo disco sulla lunga distanza, fuori per Republic Records. Nonostante il contratto con la major, la band non ci va giù per nulla leggera con le sonorità di quest’album, né adotta un approccio particolarmente pop o commerciale. Il cantante/screamer e chitarrista Sam Matlock (ex Dead!) e la cantante e bassista Milkie Way (che oltre che musicista è anche modella) ci regalano 11 pezzi più un’intro e un’outro dove il metalcore incontra l’hyperpop, le urla feroci si abbinano a synth importanti e aggressivi così come a breakdown selvaggi. La band ha un approccio tanto incazzato quanto ironico, sia nei testi che nel modo di cantarli, e suona convincente dalla prima all’ultima nota. C’è addirittura un featuring con Fred Durst dei Limp Bizkit (potere delle major), e altrove momenti che ricordano gli Enter Shikari nei loro pezzi più elettronici (band con la quale non per nulla gli Wargasm hanno fatto una canzone un annetto fa). Quello che manca in questo disco, almeno secondo noi, è un po’ di sensibilità pop per ritornelli e passaggi più orecchiabili e memorabili: di grinta ce n’è da vendere, di energia tanta da mozzare il fiato, ci piacerebbe un filo più di catchiness per bilanciare le sonorità e far entrare i brani in testa.


Swmrs – Sonic Tonic

(Uncool Records, 27 ottobre 2023)

A quattro anni dall’ultimo album Berkeley’s on Fire, e con un pasticciato breakup in mezzo, gli Swmrs fanno finalmente il proprio gradito ritorno al mondo della musica con questo maxi-EP/mini-album intitolato Sonic Tonic. Orfani del batterista Joey Armstrong e del bassista Seb Mueller, i fratelli Becker hanno reclutato due nuovi membri e dato alle stampe un disco agile e upbeat, caratterizzato da un approccio affine al più classico indie rock alla The Strokes. Gli otto pezzi sono divertenti e non hanno troppe pretese; sicuramente qualcosa del sound abbastanza particolare che gli Swmrs avevano prima dello scioglimento è andato perduto, consegnandoci una band meno immediatamente distinguibile, ma in questo momento -e a maggior ragione dato che le canzoni sono divertenti e facili da ascoltare- la cosa che importa di più è che il gruppo sia tornato a fare musica e stia mettendocela tutta per tornare in pista.


Crime in Stereo – House & Trance

(Pure Noise Records, 27 ottobre 2023)

Il ritorno alla discografia dei Crime in Stereo è un oggetto enigmatico. La band non pubblicava un album dal 2010, è passata da uno scioglimento e una rifondazione e ha firmato con Pure Noise Records. I singoli che hanno preceduto questo House & Trance (titolo davvero brutto, ci domandiamo chi li scelga) si dividevano in gran pezzi emo/post-hardcore come Rogue Wave e Hypernormalisation e canzoni davvero brutte come Books Cannot Be Killed by Fire, e quello che possiamo dire ascoltando il disco intero è che non solo questa divisione si rintraccia anche nel resto dell’album, ma che molti brani paiono proprio non avere né capo né coda. Si prendano pezzi come Superyacht Ecopark (anche qui quanto a bellezza dei titoli avremmo qualcosa da ridire) o Goliathette o anche la quasi title track House / Trance: sono canzoni che iniziano, sembrano cominciare a svilupparsi senza davvero farlo… e poi finiscono, senza che si capisca quale fosse il punto della canzone. Il sound del disco in sé è un po’ oscuro, con qualche eco di Brand New che la band ha del resto sempre avuto, ma al di là di due o tre pezzi questo ci sembra un disco veramente dimenticabile, e pure in fretta.


Viji – So Vanilla

(Speedy Wunderground, 27 ottobre 2023)

Già passata per la scuderia di Dirty Hit e reinventatasi recentemente presso la piccola ma lungimirante etichetta londinese Speedy Wunderground, Viji è al suo debutto sulla lunga distanza con questo disco intitolato So Vanilla. L’artista anglo-brasiliana propone dodici tracce che possono essenzialmente essere ricondotte a un indie rock con tratti shoegaze e qualche occasionale influenza grunge anni ’90. Il ventaglio sonoro in realtà è piuttosto ampio, tanto che si potrebbero definire come artisti dal sound simile progetti diversi come Momma, Snail Mail, Beabadoobee, Girlpool e pure una spruzzata di The Promise Ring. A tratti So Vanilla è accattivante, a tratti affusolato e malinconico, ma ovunque domina la voce delicata ma civettuola di Viji, a cui il variegato sound del disco fa da sapiente accompagnamento più che prendersi la scena. Un buon debutto, per un’artista che sarà sicuramente da tenere d’occhio con i prossimi passi.


Youth Fountain – Together in Lonesome

(Pure Noise Records, 3 novembre 2023)

Gli Youth Fountain sono ormai da un paio d’anni il progetto solista di Tyler Zanon, dopo che l’altro cantante Cody Muraro ha lasciato il gruppo per accasarsi presso i più quotati Real Friends. Il primo disco con la “nuova formazione” è stato Keepsakes & Reminders del 2021, e ora arriva un nuovo album -il terzo della discografia- sempre per Pure Noise Records. Together in Lonesome è un disco che pesca a piene mani dal pop punk anni 2010: chitarre veloci e aggressive, vocals tiratissimi e più spazio per le vibe da crowdsurfing a un concerto che per la melodia e l’orecchiabilità dei brani. Questo fa sì che il disco funzioni parecchio bene a trasmettere tanta energia, ma che resti poco memorabile anche dopo ripetuti ascolti.


Sal Rinella e le Pallottole – Storie, dubbi e nicotina

(Ammonia Records, 17 novembre 2023)

Più di vent’anni di carriera alle spalle e un sacco di progetti, tra cui i Viboras, i Berenice Beach e i The Rubber Room. E adesso per Sal Rinella questo progetto solista, con una band di accompagnamento chiamata Le Pallottole, un po’ come Lars Frederiksen and The Bastards. O Frank Turner & The Sleeping Souls. Il primo lavoro è un EP lungo, di sette canzoni, tutte ben piantate nell’immaginario punk rock tranne PanDorom che rischia di sconfinare pericolosamente nello ska (fortuna non ci sono le trombe), e una cover di Non c’è più niente da fare di Bobby Solo molto random ma ben riuscita -se non l’avessimo saputo l’avremmo tranquillamente scambiata per una normale traccia di Sal Rinella. Gli highlight sono Zuccheri e nicotina col suo ritornellone davvero trascinante, e Solamente storie che è super catchy, ma pure Milano fa un egregio lavoro in apertura di disco. I riferimenti sono la storia del punk rock italiano, ma pure qualcosa di quello americano alla Green Day. Non c’è granché di innovativo, ma tutto è suonato bene, divertente da ascoltare pure quando parla di sbattimenti e pensieri negativi e coinvolgente.


Dena Barrett – Immobili a ballare

Già visti negli scorsi mesi con un paio di singoli, i viareggini Dena Barrett pubblicano ora il proprio disco d’esordio, intitolato Immobili a ballare, che potrebbe anche essere un po’ la descrizione sonora di queste nove tracce. La maggior parte dei pezzi sono infatti groovy ed energici, quindi in un certo senso ballabili volendo, ma anche ampiamente rock, di quel tipo che ci vedremmo benissimo ad ascoltare dal vivo in qualche piccola venue mentre il pubblico muove appena percettibilmente la testa mentre sta ferma con le braccia incrociate. I Dena Barrett uniscono il rock alternativo a un approccio più indie/cantautorale nel modo di cantare: un mix fresco e decisamente apprezzabile anche quando calano leggermente le distorsioni e i giri del motore.


Casablanca – Non solo qui ed ora

(Atomo World, 8 novembre 2023)

Si dice che il tre sia il numero perfetto, ed è anche un numero a cui pare molto legato Non solo qui e ora, il secondo album di Casablanca: il disco è stato concepito in tre città (Bologna, Venezia e Milano), rappresenta tre tempi (il passato, il presente e il futuro) e racconta tre momenti (l’alienazione, il vivere intenso, la negazione). E poi è composto da nove brani, cioè tre volte tre. Volendo forzare la mano, potremmo anche dire che pure i generi musicali di riferimento del disco sono tre: c’è il soul / R&B, evidente in primis nel modo di cantare di Casablanca ma anche negli arrangiamenti e nelle sonorità di alcuni brani (vedi Cose magiche o Tutte le stelle); c’è l’elettronica, che si fa spesso strada nelle canzoni, a volte con beat quasi ballabili (Orientesei), altre con sound più ricchi e “poppeggianti” (Skin); e poi c’è il jazz, che appare in primis tramite la tromba onnipresente nella tracklist del disco, e a volte anche direttamente nel sound dei brani (Musica jazz). Quello di Casablanca è insomma un disco composito, ricco di sfaccettature e di influenze differenti; forse non immediato da ascoltare, anche se non si tratta nemmeno di un disco ostico. Dimenticatevi però i ritornellini catchy che restano indelebili nella mente dopo mezzo ascolto, qui il focus è maggiormente sulle atmosfere, sulla creazione di brani che non funzionino solo per qualche linea vocale ruffiana, ma che costruiscano un insieme armonico di voce, synth e strumenti. Un album significativo.


Besties – something4now

(Passion Eight Records, 15 novembre 2023)

Non abbiamo fatto in tempo a parlare dello scorso EP flare guns in the living room, uscito solamente a marzo di quest’anno, che i Besties decidono di pubblicare un nuovo minidisco, questa volta di sole quattro tracce anziché sei; ma la sostanza non cambia di molto e potremmo anche considerare i due lavori come il loro album d’esordio. Gruppo australiano nato nel 2022 e composto da Nat Sherwood – tra l’altro produttore degli Stand Atlantic – e Max Pasalic, che propone la sua versione del nuovo pop punk: formula ormai, almeno negli intenti, non originalissima (specie nei momenti di contaminazione con l’hip hop) ma che il duo perlomeno attua senza andare in cerca a tutti i costi di sonorità emo trap: anzi il retrogusto rap che era presente nel disco scorso qua è rimosso in favore di chitarre e suoni più energici.

Piccola eccezione la comparsa di tale Somber Hills in have you got a light?; l’altro featuring invece è con i connazionali Between You & Me in two wrongs (attraverso il quale siamo arrivati a conoscere i Besties). Nel complesso il sound ricercato è abbastanza simile a quello di due EP come Generational dei 408 e Sick and Tired dei loner. – entrambe band che provengono da Orlando, in Florida, la patria dei Magnolia Park (iniziamo a pensare che non sia un caso) – e pare adatto a soddisfare il palato di vecchi e nuovi fan della scena. [Simone De Lorenzi]


Potete leggere tutte le nostre recensioni a questa pagina.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *