Regata, Brenneke, Supertele: le recensioni dei singoli italiani

Regata band
Regata – Quasar

Noi amiamo i Regata unicamente sulla scorta di quella sola canzone che avevano pubblicato nel 2017, che si chiamava Scuba, parlava di entrare nelle case degli altri per guardare l’arredamento, di tirare fuori per te il Piero Angela che è in me e di altre cose amene su melodie pazzesche e un sound che onestamente non aveva eguali in Italia -c’è un bellissimo articolo-intervista di Elia Alovisi su Vice in merito. La canzone non è più disponibile su nessuna piattaforma di streaming esistente al mondo, anche se noi la conserviamo gelosamente in mp3 nell’hard disk del computer e speriamo sempre che un giorno sarà possibile per tutti riascoltarla. Fatto sta che dopo quel brano i Regata si erano… boh, sciolti? Messi in pausa? Ibernati?

Nulla si era più saputo di loro fino al 2021, quando dal nulla il gruppo romagnolo aveva condiviso soltanto su Instagram un brano chiamato Game Over. Perché solo su Instagram? Non si sa, anche se potremmo ipotizzare problematiche legali con etichetta e distributore che impediscono alla band di caricare musica “in modo ufficiale”, quindi su Spotify, YouTube etc. A un anno di distanza la band ci regala un secondo nuovo brano, questa volta intitolato Quasar (“un nucleo galattico attivo estremamente luminoso”, ci spiega Wikipedia). Sembra un po’ la canzone gemella di Scuba, come se fosse stata scritta e arrangiata contemporaneamente, e magari è andata proprio così. Le sonorità sono sostanzialmente le stesse -quelle che la band aveva all’epoca chiamato “easy wave”- anche se qui c’è un bellissimo suono di tromba che anticipa e poi accompagna il ritornello, e pure il testo offre un sapore simile; a noi piace molto il passaggio del ritornello “le nebulose, il cosmo son fatte di gas / […] è dimostrato e anche a scuola te lo insegnano / […] odio i miei amici e i locali che frequentano”, ma probabilmente è anche come viene detto e non solo quello che viene detto.

Insomma, noi vorremmo che i Regata avessero molti più fan, e pubblicassero molte più canzoni, perché siamo sicuri che ne hanno in serbo ancora un bel po’, e per questo crediamo si siano meritati questi paragrafi ben più lunghi del solito. Per il momento Quasar si può ascoltare solo su Instagram; in futuro chissà. Bentornati, Rega, e in bocca al lupo!

ADC – Vorrei dirti

Gli ADC sono un gruppo di rapper che hanno fatto una scelta poco convenzionale (quantomeno in Italia; all’estero il Soundcloud rap ha già fatto furore anni fa), ovvero quella di pubblicare la propria musica -appunto- soltanto su Soundcloud ed evitare le altre piattaforme di streaming tradizionali. Nell’augurare agli ADC che la scelta possa comunque dimostrarci proficua, ci resta questo brano intitolato Vorrei dirti che è un brano rap tranquillo, quasi pop, che potresti benissimo sentire anche alla radio con un filo di produzione in più, e magari giusto un tocco retro da anni 2000. Non il nostro genere, ma un pezzo che può travalicare anche i gusti settoriali.

Airglow – My Brother’s Girlfriend

Ci è bastato leggere il titolo della nuova canzone degli Airglow, My Brother’s Girlfriend, per capire dove la band sarebbe andata a parare in termini di sound. Il gruppo parmigiano propone un classico brano pop punk, chiaramente influenzato dai Blink-182 di cui sentiamo gli echi fin dalle primissime note del pezzo, con quelle loro vibe alla What’s My Age Again?. Non sarà un singolo che brilla per originalità della proposta, né in termini di sonorità né in termini di temi, ma alla fine il pop punk è un genere nato per divertire, saltare ai concerti e passare una mezz’ora liberi dai pensieri, e questa canzone fa tutto questo senza troppi fronzoli.

https://open.spotify.com/track/6EU3OWVcdOFlNIv59FEHGy?si=f18f011d2621441d

Brenneke – La vita immaginata

Già membro della storica band di nicchia Il Fieno, Edoardo Frasso aka Brenneke non si faceva sentire dall’album Nessuno lo deve sapere del 2019, per cui salutiamo con favore il suo ritorno sulle scene, con questo singolo intitolato La vita immaginata. Si tratta di un brano a cavallo fra la musica cantautorale e il pop, con un certo gusto per arrangiamenti e approccio che andava parecchio qualche anno fa, quando era in auge la precedente generazione di indie boys. Non è certo una critica ovviamente: a prescindere dal potenziale commerciale, è una canzone molto bella, scritta davvero bene e pure piuttosto accattivante, che “racconta un risveglio dopo un sogno a occhi aperti durato decenni, durante il quale le generazioni nate negli anni Ottanta avevano riposto la fiducia nell’illusione di una crescita economica in divenire che prometteva di rendere la società più equa e vivibile per tutti”; una riflessione che mi sento di dire sia condivisa anche da chi è nato nella prima metà degli anni Novanta (del resto, non è per nulla che rientriamo tutti quanti nella categoria dei Millennials).

The Dead Man in L.A. – Notte al neon

Sonorità decisamente rock quelle dei The Dead Man in L.A., band romana che prende il proprio nome da un racconto di Borges. Notte al neon è l’ultimo singolo tratto dal loro EP Allineamento caotico, ed è un brano che pesca un pochino dal post-punk di matrice inglese, un pochino dal rock classico all’americana, specialmente nella chitarra ritmica, e un po’ pure dalla tradizione rock italiana, soprattutto -per quanto sentiamo noi- nel cantato. Apprezzabile il mix che tiene la voce allo stesso livello degli altri strumenti; la canzone non è troppo catchy o istantaneamente memorabile, però ha parecchia energia e riesce a dare la carica suonando anche molto bene, per cui nel complesso ci sentiamo di esprimere il nostro apprezzamento.

Effetti feat. Biava – Amore Rizla

Una collaborazione tutta made in Varese, questa tra il trio emergente EFFETTI e il cantautore-produttore Biava (nome d’arte di Alessandro Biavaschi). È grazie a lui che il sound abbracciato nel nuovo brano si distacca dall’elettronica che influenzava i primi tre singoli della band: e così il classico testo indie (particolarmente relatable il verso “tu sei la blockchain, io non c’ho mai capito niente”) si appoggia a una solida base che spazia tra pop rock e pop punk. La canzone trova un momento di originalità nel bridge, in cui la voce femminile del gruppo si inserisce con un parlato intimo che i fan dello spoken word potranno apprezzare. Fumare può provocare dipendenza e dopo il secondo ascolto si corre lo stesso rischio con Amore Rizla: è uno degli Effetti collaterali della canzone. [Simone De Lorenzi]

Eman – L’alba

Il matto Eman (non è per insultarlo; è semplicemente il titolo di una delle sue recenti canzoni) ci fa ascoltare ancora un brano prima delle vacanze, nonostante abbia pubblicato da pochissimo l’ultima canzone Cobalto. L’alba esce per l’etichetta Mescal e parte subito con un sound molto ritmato e ballabile, indubbiamente estivo nelle sonorità, anche se il cantato la fa pendere leggermente verso la canzone da cantautore. Il brano tratta “la libertà incarnata in una donna da conquistare in una notte estiva dove l’arsura e l’umidità non riescono a farci dormire”.

Supertele – Un bravo psicologo

Dopo Troppo fatto dello scorso aprile, Supertele torna con il suo nuovo Un bravo psicologo, che arriva in piena estate ma che non ha proprio nulla del singolo estivo. Il brano, fuori sempre per l’etichetta Aurora Dischi, è un pezzo itpop lento, malinconico, triste e riflessivo, cantato per di più a un tono bassissimo specialmente nelle strofe, quasi inusuale per un brano “pop”. Questa scelta la apprezziamo perché va leggermente controcorrente pur all’interno di un singolo che riprende sonorità al momento molto in voga; il ritornello non è particolarmente accattivante e il brano rischia di non restare granché in testa, però le melodie sono gradevoli e la canzone sta in piedi.


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