Frank Turner – Undefeated / La recensione

Frank Turner Undefeated copertina

Abbiamo avuto occasione di dire in passato come il buon Frank Turner negli ultimi anni (diciamo dal 2019 in poi) si sia boomerizzato, un invecchiamento drastico che risulta molto evidente dai testi e dalla musica dei suoi album recenti come FTHC e questo Undefeated, uscito da poche settimane per la storica etichetta di Frank, Xtra Mile Recordings -e non più per la major Polydor, che forse si è defilata dopo aver ascoltato i master del disco.

L’album ha comunque avuto un buon successo nelle classifiche inglesi, perché dopo il primo posto del suo predecessore FTHC, si è piazzato in terza posizione, ma questo non toglie che si tratti di un disco davvero brutto (non diciamo deludente perché non è che ci aspettassimo molto già in partenza) e che lascia sgomenti per come uno dei migliori compositori e autori inglesi sia diventato un “old man (that) yells at cloud”.

La vecchiaia di Frank traspare in modo inesorabile in brani come Do One, che se la prende con le perzone falze come i peggio sessantenni su Facebook, Pandemic PTSD che è un brano che nel 2024 (!) parla ancora del covid, ma anche nel secondo brano che si chiama letteralmente Never Mind the Back Problems. Forse peggio di tutte è però The Leaders, una canzone che si può riassumere con la frase “politici tutti ladri” ma in salsa filastrocca: un pezzo davvero orrido sia musicalmente che per il testo. Lontanissimi sembrano i tempi delle belle canzoni politiche di Frank come 1933 o Sons of Liberty.

Tra i peggiori passaggi di questo disco troviamo il singolo di lancio nonché brano d’apertura, Do One, con quell’atroce “do do do do do do do do” nel ritornello, ma anche la già citata Pandemic PTSD, dove peraltro a un certo punto il testo dice letteralmente “Post traumatic stress disorder is characterised by persistent trauma caused by severe psychological shock or else physical injury”, che sembra la trasposizione in musica della pagina Wikipedia del disturbo da stress post-traumatico, con un effetto davvero comico.

Altri pezzi passano senza davvero lasciare traccia, come la noiosetta Show People, la lentissima Undefeated, East Finchley, Somewhere Inbetween o International Hide and Seek Champions, tanto che quando si arriva attorno alla decima o undicesima canzone viene puntualmente voglia di mettersi a fare altro e lasciare che il disco vada avanti in sottofondo.

Non tutto è da buttare: su Undefeated Frank Turner inserisce comunque qualche sparuto brano positivo: pensiamo ai due pezzi punk rock, diretti e veloci, che sono Never Mind the Back Problems e soprattutto Girl from the Record Shop, scritta in supporto del Record Store Day di quest’anno di cui Frank è stato ambasciatore ufficiale; il problema è che messe insieme durano 3 minuti e 13 sui 45 di lunghezza del disco.

L’ultimo disco veramente figo di Frank Turner è a nostro modo di vedere Positive Songs for Negative People (2015), ma anche i successori Be More Kind e No Man’s Land erano opere di ottima fattura con una propria ragion d’essere e alcuni pezzoni da antologia. Purtroppo, se in quegli album c’erano uno o due pezzi brutti in mezzo a una decina di ottimi brani, qui i brani belli sono due in mezzo a una dozzina di canzoni pessime o insignificanti. Ci sembra insomma che la vena creativa di Frank Turner si sia inaridita di pari passo con il suo ingresso nel mondo dei quarantenni, e sinceramente non sappiamo se la linfa poetica tornerà mai a scorrere: gli indizi ci paiono alquanto preoccupanti.

Se i dischi sono da dimenticare, c’è però una dimensione in cui Frank Turner è ancora un maestro, ed è quella live: il cantautore inglese dal vivo butta ancora fuori tutta la propria energia regalando un concerto serratissimo a livello di performance tanto quanto divertente come show, interagendo con il pubblico, crowdsurfando spesso e volentieri e personalizzando anche la scaletta in base alle richieste dei fan. Il nostro consiglio è quindi quello di non perderselo quando tornerà in Italia in autunno, il 25 ottobre all’Hall di Padova (info e biglietti) e il 26 ottobre all’Alcatraz di Milano (info e biglietti).

Ascolta qui sotto Frank Turner – Undefeated!

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