Nicole Bullet, Kaput, Elia Turra: le recensioni dei singoli italiani

Nicole Bullet
Nicole Bullet – L’amore è ridicolo

Nicole Bullet chiude il suo 2024 con un singolo intitolato L’amore è ridicolo, che -potreste averlo intuito- esplora il tema dell’amore, inteso però “come ancora di senso in un mondo complicato”. Si tratta essenzialmente di una ballad, dal sound acustico, intimo e introverso. Per atmosfere non è lontana dall’indie che ha fatto furore in America negli ultimi anni (pensiamo ad artiste quali Phoebe Bridgers, Clairo e Mitski), anche se qui ovviamente si canta in italiano.

Bfolk Brothers – So I Dance

Lo ammettiamo: da una canzone intitolata So I Dance non ci aspettavamo certo che fosse una semi-ballad. Eppure i Bfolk Brothers ci sorprendono proprio con un pezzo mattutino e armonioso, non acustico perché in realtà a partire dal primo ritornello subentra un’accattivante chitarra elettrica, ma le atmosfere sono positive e leggere, appena appena più energiche via via che si arriva verso il finale. Il contenuto lirico è altrettanto semplice: “un ragazzo che per lasciarsi alle spalle tutto decide solo di ballare e passare la serata con un’altra ragazza”. Pezzo orecchiabile buono per tutte le stagioni.

Bohris – Pezzi di vetro

Secondo singolo in assoluto per Bohris, che aveva esordito in estate con Dosi di nostalgia. Su Pezzi di vetro, l’artista viterbese di stanza a Roma esplora sonorità pop elettroniche con una sfumatura R&B nell’arrangiamento: il risultato è un pezzo ritmato ma non discotecaro; una canzone che si può senz’altro ballare ma che nasce forse per un ascolto più meditativo. Il titolo nasce dallo spunto di riflessione sul fatto che “l’equilibrio è difficile da mantenere in questo mondo in cui siamo sempre più in bilico. Basta un soffio per cadere a terra ed esplodere come vetro”.

Claudio Clementi – Così simile

Claudio Clementi chiude il 2024 con il suo terzo singolo dell’anno, prodotto con la Saint Louis Music Production e intitolato Così simile. La canzone è un brano pop riflessivo e spazioso, con un tocco quasi ambient nell’arrangiamento che lo rende ampiamente più profondo rispetto al pop standard da rotazioni radiofoniche correnti. Degno di nota anche il cantato di Claudio, che fa un deciso uso del falsetto. Il testo parla “del sentirsi sopraffatti dagli eventi che ogni giorno muovono la nostra vita e che pensiamo riguardino soltanto noi stessi, mentre invece riguardano anche gli altri seppur in modi differenti”.

Elia Turra – È Natale

La nomination come primo brano natalizio a comparire sulle nostre pagine in questo 2024 va al buon Elia Turra, che già avevamo conosciuto durante l’anno con singoli come Telecom Tower e Oltre Adige. Il suo nuovo brano si chiama, beh, È Natale, e non per nulla esce proprio l’8 dicembre (almeno Elia ha aspettato l’Immacolata, a differenza di chi il 25 novembre aveva già trasformato la propria casa in una centralina dell’Enel). La canzone di Natale di Elia non è però una canzone felice: parla infatti di un amore finito, e della sensazione di vuoto che una relazione conclusa causa in una persona, specialmente in un periodo come quello delle festività in cui la società vuole tutti felici e allegri. Le sonorità del brano ad ogni modo mitigano la tristezza riflessiva del testo: brano acustico alla chitarra, È Natale suona quasi allegro e festosetto se non ci si sofferma troppo sulle parole.

Glomarì – Neige mouillée

“Neige Mouillée”, nuovo singolo di Glomarì, è un brano che fonde malinconia e filosofia su toni elettro-acustici. Con una voce delicata e sfumature elettroniche a cura di Remo De Vico, la canzone racconta, in una sorta di sogno lucido, il fluire inevitabile del tempo e il cambiamento. Ispirata al panta rei eracliteo, Glomarì riflette su come, persino protetta, la neve sia destinata a sciogliersi, rivelando il senso di un amore in continua trasformazione. Ad arricchire l’opera è il videoclip artistico, dove la protagonista, avvolta in un paesaggio glaciale, custodisce un bicchiere di neve in un cappello-teca, simbolo della magia dell’arte capace di sublimare la realtà. “Neige Mouillée”, interpretata in francese, è un’opera poetica che celebra l’impermanenza e ha meritato a Glomarì il Premio Brassens di Marsico Nuovo 2022.

Kaput – Provinciale

Il nuovo singolo di KAPUT dipinge un ritratto intimo e nostalgico delle sue origini, intrecciandolo con l’inizio di una storia d’amore che sfida il cambiamento dei tempi. La melodia alterna momenti lenti a ritmi più dinamici, creando un contrasto che riflette il tema della nostalgia e dei legami affettivi, come in una festa in famiglia che porta con sé una dolce malinconia, evocando ricordi e legami che resistono anche quando ci si allontana dalla propria terra.

Orelle – Pina

Con “Pina,” Orelle ci regala un singolo che è un viaggio nel passato e un omaggio alla bellezza dei rapporti semplici, quelli che si costruiscono per caso tra pianerottoli e vite quotidiane. La storia di Pina, un’anziana marchigiana trasferitasi a Roma nel dopoguerra, diventa simbolo di una memoria preziosa, quasi dimenticata nel frenetico mondo contemporaneo. Attraverso toni elettronici miscelati a percussioni e arpeggi di chitarra, il brano disegna un’atmosfera sospesa e nostalgica, con la voce calda e sottile di Orelle che svela, con delicatezza, l’evoluzione di un’amicizia tra due anime affini. Ogni verso, come “Ho visto gli alberi crescere” è un invito a riscoprire la profondità nascosta nei gesti quotidiani. Il crescendo musicale accompagna la tensione emotiva, tra suoni rudi ed evocativi che rendono omaggio a una cultura radicata e ormai rara. In “Pina,” Orelle dimostra una sensibilità unica, capace di trasformare una storia ordinaria in una poesia moderna, intensa e intrisa di un lirismo gentile.

Rasmo & Parrelle – Limoni

Leggerezza mescolata a vibrazioni mediterranee e senso di speranza nel nuovo brano di Rasmo in collaborazione con Parrelle, Limoni, in uscita il 6 dicembre per Honiro Label e Luppolo Dischi. Il desiderio di un amore che, a prescindere da come possa evolversi, regala vita e un senso di ‘’flusso di coscienza’’ per le proprie emozioni, che riescono a farci vivere la realtà da un altro punto di vista, più poetico, armonico, i cui unici filtri sono i sentimenti espresi con libertà.

Schen – Rotti

A qualche mese dal suo album d’esordio Pagine, Schen torna con un singolo intitolato Rotti. L’artista classe 2005 propone un brano che parte come delicata ballad retta da un giro di pianoforte semplice ma accattivante, per poi aprirsi su un sound maggiormente synthpop e ritmato nel ritornello. La seconda strofa rappata strizza sicuramente l’occhiolino alle sonorità che vanno per la maggiore nel nostro Paese, ma crediamo che la forza di Rotti sia la sua capacità di essere catchy e potente anche nei suoi momenti musicalmente più vulnerabili.

Scuro – Daltonico

In arrivo nelle prossime settimane il nuovo album di Scuro, che viene però prima anticipato da questo singolo intitolato Daltonico. Il nome del brano è un “richiamo al mio daltonismo latente che spesso non fa definire bene i colori non solo degli oggetti ma anche dei rapporti umani”, spiega l’artista. Il sound invece è quello di una ballata vicina al folk con un accenno elettronico che fa da sfondo all’arrangiamento. Una sorta di Phoebe Bridgers filtrata attraverso l’esperienza molto italiana di Ariete, solo che ovviamente qui i vocals sono maschili.


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