Feldspar, Alfonso Cheng, Revel: le recensioni dei singoli italiani

Feldspar
Foto di Guido Gazzilli
Feldspar – Cobblestones

Se non ci avessero detto che i Feldspar sono italiani, non ci sarebbe mai passato per la mente che potessero esserlo. La band fa un hardcore energico e da pogo, di quelli che vanno sicuramente di moda in America o in Inghilterra, o tutt’al più in Germania più che nel Bel Paese. Punti bonus per i gang vocals che aggiungono la dimensione comunitaria a questa Cobblestones, un pezzo su cui sfogarsi sotto palco.

VelenoXX – Cani

Ai VelenoXX non sta bene qualcosa, e ce lo fanno sapere rumorosamente con il loro nuovo singolo Cani. La band propone un pezzo hardcore urlato che non rinuncia comunque a un ritornello vagamente orecchiabile e sicuramente trascinante. L’energia c’è, la musica è buona e si inserisce nella fiorente tradizione italiana di questo genere.

Ventitrevoltemario – Tu mi distrai

Ventitrevoltemario nella propria bio su Spotify ha scritto solo e letteralmente ventitré volte la parola “mario”. Ci piace questo atteggiamento caotico e un po’ random, e ci piace pure il suo nuovo singolo Tu mi distrai, che mischia un cantato tipicamente indie pop all’italiana (che ci piace sì e no) con un sound indie rock britannico e upbeat (che invece ci piace molto).

Accame – Estate da rich (remastered summer 2024)

Visto il titolo (Estate da rich), temevamo che il nuovo singolo di Accame fosse un pezzo reggaeton da spiaggia. Invece è un bel pezzo pop rock un po’ alla Lunapop che parla sì di estate ma in modo abbastanza spigliato e ironico. Le sonorità sono leggere e fresche, molto orecchiabili, e fanno perdonare un testo magari a tratti un po’ cliché. Side note: “rich” è semplicemente la parola inglese per “ricchi”, non l’abbreviazione di Richard.

Alfonso Cheng – Tutti i tuoi guai sanno di addio

Alfonso Cheng ha pubblicato un disco solista chiamato Finferland, da cui è tratta questa canzone intitolata Tutti i tuoi guai sanno di addio (ricordiamo che più il titolo è lungo, più la canzone è emo e quindi più ci piace). In effetti il brano ha delle evidente influenze mutuate dall’emo, specialmente nelle chitarre, a cui si mischia un po’ di tutto, dall’hyperpop sperimentale nella produzione sporca e frenetica all’indie rock nel cantato. Se abbiamo capito bene i vocals un po’ strascicati ed effettati, c’è una frase che dice “le tue tette sono come l’amarena che sta sulle zeppole di san Giuseppe, san Giuseppe” e da sola crediamo valga l’intera canzone.

Biopsy O Boutique – Eisoptrophobia

Tra il nome della band e quello della canzone abbiamo dovuto fare più volte copia e incolla perché ci abbiamo rinunciato in partenza a provare a scriverlo noi. La band si chiama Biopsy O Boutique, che non sappiamo davvero cosa possa significare, ma ancor più brancoliamo nel buio per quanto riguarda il titolo della canzone, cioè Eisoptrophobia. In realtà ci viene in soccorso il comunicato stampa spiegandoci che quest’astrusa parola è “la frustrazione e il disagio che proviamo nella vita di tutti i giorni”. Non sappiamo se se lo sia inventato la band o se sia una parola realmente esistente, ma in ogni caso ci sembra un titolo azzeccato per questo brano hard rock spinto e aggressivo, vagamente claustrofobico e arrabbiato che funge da perfetta valvola di sfogo per quella frustrazione e quel disagio.

Cactus – Balla forte

Si chiama Balla forte il nuovo singolo dei Cactus, e ci sembra un titolo molto adeguato al sound del brano: non è un pezzo EDM da discoteca, però è una canzone allegra e ritmata che si può assolutamente ballare, e probabilmente anche ballare forte se hai bevuto un pochino -o se sei un preso bene di natura. Pop suonato ma con un piccolo aiuto dell’elettronica; brano leggero ma davvero gradevole.

Damon Arabsolgar – Nils

Quello di Damon Arabsolgar è un progetto di cui è difficile parlare, e va bene così, perché per una volta non c’è molto da dire, se non che bisognerebbe prendere un paio di cuffie, le migliori che avete disposizione, chiudere gli occhi e farvi una passeggiata di cinque minuti ascoltando Nils, possibilmente sotto la pioggia, che verrà accompagnata da questo pianoforte squillante: le corde tese e squillanti, che non saranno mai così dolci. Sorprende che Damon Arabsolgar sia nella playlist Rock Italia, con un brano che non è rock, e non è niente, è un concentrato di energia, di emotività, di passato, di un’estate a Milano del 2016, di stare malissimo e poi benissimo. Forse c’è davvero troppo di Damon in questi suoi nuovi pezzi, e noi non potremmo esserne più felici, speriamo non si esaurisca mai.

Elia Turra – Oltre Adige

Cosa c’è Oltre Adige? Probabilmente c’è Elia Turra che canta questa canzone acustica (ma full band), che ci pare prestarsi perfettamente per essere intonata in stile chitarra e voce in riva al fiume mentre gli amici sono indaffarati in altre faccende. La canzone “parla di un ragazzo che dopo aver vissuto tutta la sua vita in contesti urbani dettati da ritmi frenetici […] si trasferisce oltre il fiume della sua città, circondato dal verde dei campi”, ha una bella andatura ed è pure piuttosto memorabile anche grazie alla ripetizione della frase “oltre Adige”, anche se forse i vocals non sarebbero stati male leggermente più camuffati nel mix.

Freddo – Per colpa di

Timido rebranding per Freddo, cantautore che avevamo già conosciuto con il suo precedente disco dal titolo Sinestetica, dove sguazzavamo in sonorità anni ottanta con un retrogusto di oscurità post-punk. Oggi Freddo invece si racconta in un brano estivo, che segue il ritmo delle onde, e che si ascolta passeggiando per le strade assolate di maggio, ma con lo sguardo malinconico, con gli amori distanti, con le ferie lontane, con un nuovo inizio. Freddo ha osservato come sui social si alternino immagini di sofferenza, di conflitti, di fughe disperate a narrazioni capitalistiche o narcisistiche fatte di mode, autocelebrazione e frivolezza. Spesso per darsi un tono impegnato questi due mondi agli antipodi si alternano stridendo negli spazi personali di profili Instagram di tante, troppe persone. Un brano che sa di mare, quello di Lampedusa, che è un brano di amore, universale, e che si può anche ballare.

Hot Ice – A mio agio

Nuovo singolo con la collaborazione del dj techno Mala Tempora e la cantante Alessia Toffoli per Hot Ice (che poi sarebbe acqua, no?). A mio agio è un pezzo tra hip hop -specialmente per il cantato rappato- e la techno -per la base musicale. Manca un filo di catchiness nel ritornello secondo noi, però la base spinge parecchio e il flow funziona.

Revel – Ansia sociale

Dopo la sbornia blinkiana dell’ultimo singolo Kasino, Revel torna con un nuovo pezzo intitolato Ansia sociale che pesca molto più dal pop punk degli ultimi anni, a partire dall’emo/pop punk in stile La Sad dei primi lavori, testo che parla di -you guessed it- ansia sociale. Buona la produzione, bellissimo il giro di chitarra sottostante che rievoca tantissimo l’emo degli anni 2000.

Sugar – Peter Pan

Sugar ha un nome che deve districarsi tra quello di un’etichetta e quello del buon Fornaciari, ma lei prova a distinguersi proponendo un sound che balla fra l’hyperpop e un cantato quasi vicino al rap, anche se poi il ritornello del suo nuovo singolo Peter Pan è molto melodico. La canzone parla “del voler diventare adulti in fretta per poi, all’improvviso, rendersi conto di non volerlo più”.


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