Lvcrime, Lovvbombing, Calantha: le recensioni dei singoli italiani

Lvcrime – Temporale
Dopo Come stai?, i Lvcrime tornano con un nuovo singolo che inaugura il 2026 in salsa puramente pop punk. Temporale è un pezzo accattivante, energico ma anche dalle sensibilità decisamente pop, come fa capire in primis il ritornello catchy. È gennaio, ma nel mondo del pop punk è sempre estate e infatti Temporale (un evento atmosferico che del resto avviene principalmente nella stagione calda) è ambientata in estate e in spiaggia, in barba alle temperature polari di questi giorni. Quanto sarebbe bello se sulle spiagge italiane suonassero questi brani invece del reggaeton?
Angelica Del Nibbio – Il profilo del mare
Con Il profilo del mare, Angelica Del Nibbio si presenta al pubblico con un singolo che è un piccolo viaggio intimista. La canzone segna l’inizio di un percorso che privilegia la riflessione e la sensibilità emotiva rispetto a effetti vistosi o schemi pop convenzionali. La voce di Angelica si muove con delicatezza tra le onde sonore della produzione curata da Bernardo Dori e Antonio Nesi, con arrangiamenti pensati per accompagnare senza mai sovrastare, mentre il mare diventa un simbolo interiore, orizzonte e rifugio, cornice di immagini poetiche che raccontano emozioni sospese. Ciò che colpisce è la naturalezza del brano: ogni nota e ogni parola sembrano nate senza forzature, raccontando una spontaneità che sfiora il personale senza diventare autoreferenziale. La scrittura mostra una cantautrice consapevole del proprio spazio creativo, capace di trasformare un semplice ascolto in un momento di introspezione, invitando chi ascolta a fermarsi e osservare il mondo con lentezza. Il profilo del mare non cerca il clamore commerciale ma punta a una connessione autentica, a quel tipo di ascolto che rimane nella mente e nel cuore anche dopo che la canzone è finita, confermando Angelica Del Nibbio come una nuova voce capace di mescolare poesia e musica con naturalezza e sincerità.
Il Cairo – Tsingtao
Tsingtao è il nuovo singolo di IL CAIRO. Un’ossessione urbana, un inno notturno che corre lungo la circonvallazione di Milano, tra asfalto consumato e luci al neon, per raccontare luoghi e personaggi ai margini: dimenticati, esclusi, fuori fuoco rispetto al centro del racconto. Tra cassa dritta, chitarre distorte e voci campionate, in Tsingtao emergono frammenti di vita periferica: kebabbari sotto i cavalcavia, sirene in lontananza, preghiere notturne, storie ai bordi della strada. Milano smette di essere sfondo e diventa materia viva, contraddittoria, attraversata da immagini crude e quotidiane.
Calantha – Linee
Nuovo singolo per i Calantha con la loro Linee. La band viene da Torino, che spesso amiamo descrivere come il Midwest italiano, ma che in questo caso diventa una sorta di Berlino dark anni ’80, grazie alle tinte oscure del brano che fonde post-punk, elettronica industrial e rock alternativo. Le atmosfere retro sono molto evidenti, ma la canzone suona attualissima, e non solo perché viviamo in tempi di revival permanente: la rabbia che il brano sfodera -in primis con le chitarre heavy e aggressive, ma anche con i vocals intensi di Giorgia Tartaglia- sembra un sentimento che si allinea perfettamente con l’attualità del mondo in cui siamo immersi.
D. Guerrera – Shadows Collide
Primo singolo in inglese per D. Guerrera, già noto per la lunga militanza in vari gruppi dell’underground. L’artista presenta un brano che già dalla copertina svela sonorità cupe e potenti, che nello strumentale uniscono rock alternativo aggressivo e post-punk e che si fanno ancora più heavy nel cantato, che specialmente nel ritornello gioca con linee vocali semi-urlate di derivazione quasi hardcore. Il risultato è una canzone convincente, decisa, che piace sia nella musica che nella voce e che assume sonorità cinematiche e teatrali.
Lovvbombing – President Alien
Terzo singolo per i Lovvbombing nel giro di pochi mesi, e dovrebbe essere anche l’ultimo prima dell’uscita del disco d’esordio previsto per la fine del mese, anche perché -ci dice la band- President Alien è la traccia che conclude la trilogia The Big Alien Come Up iniziata con Fajitas (Poliz Navidad) e proseguita poi con Whyte Rabbyt. L’album si chiamerà Piss! Peas! Peace! che gioca ovviamente sulla pronuncia simile che queste tre parole hanno in inglese -e, aggiungeremmo, sulla pronuncia identica che hanno nell’inglese parlato da noi italiani. La nuova canzone è un pezzo bello tirato che punta molto sulla componente post-punk ma senza far mancare le influenze psych e art rock che già si erano sentite sui due precedenti singoli. Il testo “riflette ironicamente sui capi di stato e sul mondo che governano”.
Retrophil & Yurei – Dante e Beatrice
Per il suo nuovo singolo Retrophil scomoda addirittura Dante Alighieri, e il suo celeberrimo amore per Beatrice. Un amore che sappiamo essere stato prettamente platonico, e infatti la Beatrice di cui parla Retrophil nel brano non è una donna, ma la musica, che potremmo considerare un po’ come la “donna angelo” per l’artista. La Musica/Beatrice è la guida che rialza Retrophil, che gli riapre orizzonti, che lo conduce, come nel poema, dalla selva oscura al cielo aperto. Una Beatrice è comunque fisicamente presente anche nella canzone: si tratta di Yurei, nome d’arte di Giorgia Iappelli, che duetta con Retrophil in un bel connubio di voci maschile e femminile che smussa e addolcisce le rime rappate dell’artista.
RiveRs – Futuro incerto (ma cosa ti importa)
Il futuro di RiveRs è incerto, proprio come quello di Tonino Carotone, ma se nel caso del cantautore spagnolo l’incertezza derivava dal fatto di trovarsi in un mondo difficile, le complicazioni per il cantautore massese derivano dalla difficoltà delle relazioni, cantate in questo brano dal loro inizio alla loro fine. Le sonorità di Futuro incerto (ma cosa ti importa) sono pop rock, con un ritornello molto orecchiabile e radiofonico che non rinuncia però a un certo sottotono malinconico che ben si adatta al tema del testo e anche all’interpretazione vocale di RiveRs.
Wild Bloom – Out of the Tunnel
Dopo Process of Love uscito verso la fine dello scorso anno, arriva un secondo singolo per Wild Bloom, il nuovo progetto di Cristiano Pucci che può conformarsi sia come band che come solo project. Anche Out of the Tunnel sembra incarnare perfettamente lo spirito modulabile del progetto, con sonorità rock minimali (se fosse un pezzo dei Black Country, New Road qualcuno parlerebbe di art rock) replicabili sia in un solo chitarra e voce che con altri due membri sul palco ad accompagnare l’artista. Evidenti, e del resto dichiarate da Wild Bloom stesso, le influenze degli U2, in primis nello stile vocale ma anche nello strumentale.
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