Jaguero, Motel Cecil, Already Buried: le recensioni dei singoli italiani

Jaguero
Foto di David Sarappa

 

Jaguero – Twentyfour7

Altro singolo per i Jaguero, che con Twentyfour7 continuano ad anticipare il loro album d’esordio sulla lunga distanza Make Me Feel Alive Again, in uscita il 10 aprile per Anchors Aweigh Records (in precedenza avevamo ascoltato il doppio singolo Hold Me Close / Monday). Il nuovo brano è quello che contiene la frase che dà il titolo al disco, ed è un pezzo che sembra situarsi a metà strada musicalmente fra le due canzoni pubblicate in precedenza: meno tirato e ruvido di Hold Me Close ma più energico e meno riflessivo di Monday. È un brano che insomma unisce le influenze punk rock del gruppo con quelle derivate dal (post)-grunge.

 

Katana Koala Kiwi – Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo

Nel mondo anglosassone, i titoli lunghissimi vogliono nel 99% dei casi dire una cosa sola: musica emo (si veda la voce Fall Out Boy, o quella Panic! At the Disco, anche se pure Cap ‘n Jazz e Joan of Arc erano stati grandi pionieri lessicali). In Italia oltre all’emo possono ahinoi voler dire “indie intellettualoide primi anni 2010”. Per fortuna i Katana Koala Kiwi si inseriscono decisamente nella prima tradizione piuttosto che nella seconda, e quindi siamo tranquilli ascoltando “Truccare la realtà non potendo cambiare il mondo” perché sappiamo bene o male cosa ci aspetta. I Katana Koala Kiwi hanno già dimostrato di essere fra le migliori giovani realtà dell’emo italiano, ma con Truccare compiono un’ulteriore evoluzione del proprio sound, peraltro già in parte percepita con il precedente singolo Formaldeide, uscito pochi giorni fa. Il gruppo triestino rallenta leggermente i propri ritmi e infonde atmosfere più spaziose e riflessive al brano, orientandosi verso un rock alternativo malinconico ed emotivo, con qualche riflesso mutuato dallo shoegaze nel suono delle chitarre.

 

Motel Cecil – Pissed Off 2

A pochi giorni da Daydreaming, Motel Cecil pubblica una nuova anticipazione del suo prossimo EP in uscita per l’etichetta Gud Serben, sotto forma di questo brano di appena un minuto dal titolo Pissed Off 2. Come lasciano intendere la durata e il titolo, si tratta di un pezzo d’ispirazione punk, veloce, divertente e senza troppi pensieri: “una giornata di pioggia diventa l’occasione perfetta per sfogare tutto il cattivo umore e, soprattutto, per essere un po’ strafottente, dicendo “fuck it” a tutto”.

 

Rope – (Missing) Operating Manual

Prima anticipazione dal secondo album dei Rope, in arrivo in primavera, questa (Missing) Operating Manual è un pezzo punk che trae le proprie influenze anche dall’hardcore e dal post-punk: un pezzo moderno ed energico, che nel mondo anglosassone sarebbe anche già pronto per passaggi radiofonici. I riferimenti, citati dalla band stessa, sono band come Title Fight, High Vis e Militarie Gun, che negli ultimi quindici anni hanno proposto con profitto sonorità affini (in un contesto geografico più propizio, certo).

 

Already Buried – Nice Shoes

Dopo il singolo d’esordio Mirror Lies uscito poche settimane fa, gli Already Buried condividono Nice Shoes, una seconda canzone dal loro EP in arrivo in primavera. La band milanese conferma le sonorità hardcore sentite sul brano precedente, con parecchia grinta ed energia ma mantenendo una produzione pulita che rende l’approccio alla canzone meno ostico a eventuali neofiti. Finale addolcito da un inserto pitchato di Light on the Horizon di Adrian Younge, presente anche nella colonna sonora della serie The Porter.

 

Il Cairo – Silhouette

Una dichiarazione d’amore notturna, un’ode a una sirena urbana tra luci al neon, pioggia incessante e vetri appannati. Il nuovo singolo de IL CAIRO racconta un’intimità calda e reale, sospesa tra corpi, respiro e acqua che scorre: “non fermarti mai, la condensa ci bagnerà pure il cuore”. Un suono noir metropolitano, con drum machine anni ’80, un basso spezzato, chitarre liquide e synth notturni che si intrecciano come le sagome degli amanti dietro un vetro illuminato. Il brano vive nei dettagli quotidiani trasformati in poesia, come il trucco che cola, una radio accesa, la luce del frigo come chiaro di luna – e nella pioggia che cade “ore su ore, giorni che perdono il nome”.

 

Ehilà Collective – Buoni amici

Buoni Amici degli Ehilà Collective esplora con lucidità e ritmo l’ambiguità emotiva delle relazioni sospese tra desiderio e distanza. Il brano cattura quel momento in cui le parole “restiamo amici” suonano rassicuranti, ma nascondono tensioni irrisolte e indecisioni interiori. Musicalmente, il pezzo conferma l’identità del collettivo: un indie pop dal groove funk pulsante, con sezione ritmica compatta e chitarre dinamiche, che contrasta con testi carichi di introspezione. La combinazione crea un equilibrio agrodolce, rendendo il brano immediatamente riconoscibile e dal respiro urbano. Buoni Amici è un brano energico e riflessivo, capace di unire leggerezza melodica e profondità emotiva, e rappresenta un interessante tassello nel percorso artistico della band.

 

×hellsanti× – Milano chiama

In anticipazione del prossimo EP in arrivo in primavera, ×hellsanti× pubblica il suo nuovo singolo Milano chiama, un pezzo 100% pop punk dal punto di vista musicale, con chitarre e batterie che ricordano le produzioni di blink-182 ma anche di band anni 2010 come Neck Deep e State Champs, mentre il cantato fa massiccio uso dell’autotune come nella più recente tradizione inaugurata dal connubio Machine Gun Kelly-Travis Barker. Si poteva forse osare un po’ di più con i vocals aumentando l’estensione vocale nel ritornello per dare una spinta in più al brano, un po’ come tipico della tradizione pop punk del resto.

 


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