Hån, Youngest, Byenow: le recensioni dei singoli italiani

Hån – Tutto bene
Neanche un mese dall’uscita del suo EP Fuori dalla stanza, e Hån ci presenta già un singolo nuovo intitolato Tutto bene. L’artista bresciana l’ha ufficialmente presentato con un concertino tenuto all’interno di una stanzetta in zona Loreto a Milano, davanti a una dozzina di persone sedute per terra e una cinquantina assiepate nel corridoio cercando di catturare un barlume della magia che stava avvenendo nella camera. Un vero bedroom show che però non deve far pensare che il nuovo brano suoni bedroom pop: Tutto bene è anzi probabilmente la canzone più rock della discografia di Hån, con una bella chitarra elettrica a dare un tocco ’90s all’insieme di un brano che mantiene tutta la delicatezza vocale e atmosferica dell’artista ma con una sferzata di energia sinora inedita.
Youngest – Plant Food
Ritorno al passato per gli Youngest, che si liberano (finalmente, aggiungeremmo) del modaiolo YNGST per tornare a essere chiamati ufficialmente col proprio nome completo e storico con cui li avevamo conosciuti nei primi anni. Il singolo che porta con sé quest’aria di cambiamento si chiama Plant Food ed è un brano emo che alleggerisce un po’ le sonorità rispetto alle ultime uscite del gruppo maggiormente influenzate dal post-grunge e dal’hardcore, anche se la band non lesina un po’ di spinta specialmente nell’outro. Per noi un gradito cambio di passo.
Momenti di Forte Imbarazzo – Gattini
“Suono coinvolgente e testi profondi”: così si presenta Momenti di Forte Imbarazzo facendoci ascoltare il suo nuovo singolo che si chiama… Gattini. Il titolo fa pensare ai meme stupidini che girano sull’Internet, in realtà il pezzo parla dei fatti del G8 di Genova, definito “stupro collettivo della mia generazione”. Il brano ha quindi effettivamente una base di riflessione socio-politica importante, per quanto forse il testo sia un filo ripetitivo; meglio il discorso che viene recitato nel bridge. La qualità sonora è forse migliorabile in fase di produzione, il sound è quello di un rock vicino al punk declinato in salsa italiana. Non affatto sgradevole, da risentire magari con un upgrade in studio.
Blue27 – Lucebuio
Il titolo del nuovo singolo di blue27, nome d’arte di Carlo Mancini, esprime perfettamente le vibes trasmesse da questo brano che, fin dal primo ascolto, prende residenza nella tua testa e non si schioda più per intere giornate. Un pezzo dalle tinte crepuscolari, ma pregno di quell’energia che ti fa venir voglia di ballare fino all’alba. Perché, in fondo, tutti noi aspettiamo di vedere la luce in fondo al tunnel ma, in un cammino denso di ombre, forse siamo proprio noi stessi la luce di cui abbiamo più bisogno.
Byenow – October
October, il nuovo singolo dei Byenow, è un inno alla rinascita, un canto di guarigione che sboccia tra chitarre folk e vibrazioni elettriche. Nato da una semplice camminata attraverso un campo allagato dopo un acquazzone, il brano cattura la bellezza dell’orizzonte che si confonde con l’acqua, invitando a un ritorno ai sensi e a una pausa dall’apatia tecnologica. Prodotto insieme a Adele Altro (Any Other), October è il primo assaggio di un nuovo album, “feeling warm driving in bad weather”, che uscirà nel 2025. Con un equilibrio delicato, il pezzo mescola la morbidezza della voce folk con chitarre acustiche ed elettriche, arricchite da batterie, un rhodes e il tocco finale di un sax. È una celebrazione della quieta felicità che può sorprendere, persino in un piovoso ottobre. Il singolo sarà pubblicato il 25 ottobre 2024 da Spazio Dischi e Out Stack Records.
Dedo – Dottore
Singolo in piena tradizione itpop triste per Dedo con la sua Dottore, fuori per Luppolo Dischi / Honiro Publishing. L’arrangiamento e le sonorità sono minimali: si tratta essenzialmente di un brano chitarra e voce che ricorda un pochino lo stile che ha reso celebre Ariete negli anni post-covid, solo che ovviamente qui la voce è maschile. Il testo descrive “quella sensazione che si prova nel momento in cui ci si rende conto di essere in piena sintonia con una persona, quando la sua voce è in grado di isolarti completamente ed annullare tutti i suoni di una città che non si ferma mai”.
Galapaghost – Test Stick Uhaul Her Can, Sir?
Sta per uscire un disco live di Galapaghost, alter ego musicale di Casey Chandler, artista e songwriter di Woodstock che oggi si trovata in Piemonte, qui per amore. Attualmente Chandler è impegnato anche come autore di colonne sonore, tra le sue collaborazioni più significative anche quelle con Gabriele Salvatores per “Il Ragazzo Invisibile” per la promozione della serie Netflix “Tredici”. E questo singolo, sfacciatamente sincero e intenso, è il primo capitolo che sentiremo: la sua storia con il cancro, che si intreccia con chitarre, fischi, e il ricordo bellissimo, quello della serata ad Arezzo, al Malpighi, dove è stato registrato questo video. Quello che ci può insegnare oggi Casey è che spesso non servono fronzoli, effetti e sovrastrutture per far venire la pelle d’oca, solo un po’ di sincerità, voglia di esporsi senza paura, e lui ci riesce veramente bene.
Iraci – Arianna
Una cosa che ci colpisce tanto, è quando un cantautore riesce a raccontare una storia che non è la sua, in questo periodo di voci autoreferenziali e storie strappalacrime televisive, Iraci racconta la sua Arianna, una ragazza che ha paura di sognare troppo in grande, che va al supermercato a comprare i biscotti per le sue crisi notturne e che piange spesso, per solitudine. Arianna, che riaggomitola il suo filo, per uscire dal suo labirinto, che è la storia di tutti noi, che cerchiamo di equilibrarci tra testa e cuore senza farci male: un bellissimo pezzo per nulla ruffiano, che si inserisce perfettamente nella scena indie italiana, con derive soffuse psichedeliche, dove le corde della chitarra suonano come rotaie che hanno il suono della distanza tra Roma e Milano: questo è il mood di un brano intenso che sviscera un racconto amaro, quello di due amanti lontani che fanno i conti con la realtà e con la speranza.
Laria – Finestra
Per un progetto che si chiama Laria, ci sembra perfetto un singolo intitolato Finestra. Scherzi a parte, il nuovo brano dell’artista veronese è un pezzo molto delicato per sensibilità melodiche e argomento lirico, una canzone che “racconta come le mura di casa spesso diventino la nostra stessa prigione”. Il sound è quello di un pop suonato, appena sporcato da contaminazioni rock, che esalta la bella vocalità di Laura e anche la sua interpretazione emotiva ma senza eccessi. È un brano che conferma il carattere arioso e argentino del progetto Laria, che avevamo già avuto modo di sentire nel suo precedente pezzo Non dirmi.
Lele Pascu – Come fosse in eterno
Un singolo dal sapore retroestivo anche se ormai ci siamo lasciati le spiagge alle spalle. È la nuova proposta di Lele Pascu, cantautore romano classe 2004, che ci presenta Come fosse in eterno, un brano indie pop semplice tanto quanto orecchiabile, con quell’accento romano marcato che inevitabilmente porta alla mente Ariete (a cui fischieranno le orecchie visto che la citiamo per la seconda volta in quest’articolo). Ce la possiamo immaginare anche suonata in acustico nel classico falò in riva al mare, anche se il ritmo incalzante la renderebbe perfetta pure per un remix un po’ più discotecaro. Quanto al brano in sé, l’artista dice che “grazie a questo testo sono riuscito ad uscire da questi piccoli momenti bui e a rivedere quel raggio di luce che mi mancava da un bel po’”.
Livrea – I muri delle case
Quello di Livrea è uno di quei progetti che non si riesco a incastrare in un genere, perchè abbiamo tra le mani una pop-star che si muove nel jazz, nella psichedelia, nei ritmi storti, nella parole potenti, che sviscerano e raccontano ciò che succede, segretamente, tra le mura di una casa, che fa paura, e fa male, con una forza esplosiva che, a chi non la conosceva ancora, non può che attendere con ansia il nuovo disco, probabilmente in arrivo. Livrea, classe 2000, ha la classe e il carisma raro di una diva del passato, di un mondo sommerso dove ogni tanto ritroviamo dei piccoli capolavori, e questo è uno di quelli. Da ascoltare bene e da tenere d’occhio!
Luca Sammartino – Sai che su di me puoi contare
Nuovo singolo per Luca Sammartino, cantautore lodigiano che avevamo avuto modo di vedere live lo scorso febbraio al compleanno del sito Foxy Lady Ascolta a Milano, occasione nella quale avevamo anche avuto modo di apprezzare le sue doti da entertainer. Il brano si chiama Sai che su di me puoi contare ed è un’allegra ballad in stile country (ma decisamente rimodellato all’italiana), che l’artista dichiara essere influenzata da Johnny Cash. Il cantato è pop e orecchiabile, lo stile upbeat: sarebbe anche un brano radiofonico se spinto dalle giuste etichette, ma noi intanto ce lo godiamo nella sua spensierata semplicità.
Scuro – Balla
Una canzone che promette esattamente quello che afferma nel titolo: Balla è un brano elettronico che invita inequivocabilmente a ballare, anche per scrollarsi di dosso preconcetti e preoccupazioni del presente, magari lanciandosi in un volo pindarico che porta la mente in un ipotetico futuro o indietro nel passato. Bello il gioco di parole sul doppio significato di “balla” alla fine della seconda strofa, che strappa anche un sorriso in un brano perfetto per la pista di ballo di qualche club alternativo.
Zer05 – Io non sono qui
Un brano rock per esorcizzare il presente un po’ distopico in cui viviamo, dove “i famosi 15 minuti di celebrità predetti da Warhol sono la normalità ma […] non sempre sono sinonimo di positività”. È il nuovo singolo degli Zer05, intitolato Io non sono qui, che segue l’uscita de Il passeggero, rispetto al quale presenta riff di chitarra più grintosi e heavy che non impediscono comunque al brano di avere un’ampia orecchiabilità.
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