Giungla, Ragazzino, Le Larve… le recensioni dei singoli italiani

Giungla Jump
Giungla – Jump

Una delle migliori uscite del panorama italiano questo mese è il nuovo singolo di Giungla, Jump. L’artista bolognese veniva dal precedente singolo Turbulence, che aveva tendenze più synthpop, ma in Jump lascia scatenare tutta la potenza della sua chitarra. Jump è un pezzo dal piglio punk, che suona uscito da qualche band dell’ondata post-punk britannica che ha preso d’assalto il mondo negli ultimi anni più che dal capoluogo emiliano. Non sorprende che Giungla l’abbia descritta come una delle sue canzoni preferite da suonare live: ha una grandissima carica e si situa indubbiamente nel lato più ruvido della produzione di Emanuela sin qui. Come per Turbulence, l’artwork bellissimo è opera di Sophie Westerlind, mentre la produzione è di Andy Savours, già al lavoro su dischi di My Bloody Valentine e The Pains of Being Pure at Heart e che ultimamente ha prodotto il disco dei Black Country, New Road.

Alessandro Cenedese – Ballad coi lupi

Lo diciamo subito: siamo grandi fan dei giochi di parole, anche quelli un po’ da avanspettacolo proprio come nel caso di questo brano del cantautore trevigiano Alessandro Cenedese. Ballad coi lupi poi a nostro giudizio rivela anche una certa dose di genialità come titolo per un brano. Insomma, già dal nome della canzone siamo ben disposti verso Alessandro, che comunque conferma le nostre sensazioni positive anche con il pezzo. Forte di una chitarra registrata da nientepopodimenoché Phil Palmer (storico turnista dei Dire Straits ed Eric Clapton, ma anche di buona parte del grande rock storico internazionale) con un assolo niente male sul finale, Ballad coi lupi è una canzone da heartbreak, dove le macerie rimaste dopo una storia finita male non lasciano intravvedere grandi speranze di ricostruzione, con la nostalgia e il rimpianto come unici superstiti del crollo. Sensibilità pop cantuatoriale d’altri tempi.

Andrea La Magna – Chissenefrega

Menefreghista il nuovo singolo di Andrea La Magna, uscito per l’attivissima etichetta Gotham Dischi. Chissenefrega è il titolo del brano, ma è anche il riassunto in brevissimo del testo: l’artista genovese ha smesso di prendersela se qualcuno gli tira il pacco il sabato sera o se la relazione prende una brutta piega; meglio lasciarsi alle spalle i pensieri negativi e vivere più liberi e leggeri. La musica riflette in effetti questo mood, con un sound fresco e danzereccio, piuttosto estivo senza scadere nel reggaeton, anche se il primo ritornello ci aveva tratti in inganno con quel basso in primo piano che faceva molto singolo da radio dei più recenti Arctic Monkeys.

Atomi – Tutte quelle cose

Generazione Z all’attacco nel duo Atomi, da Francavilla Fontana in provincia di Brindisi. Antonio è del 2001, Cosimo del 1999 ma si conoscono da quindici anni: praticamente da quando sono nati. L’affiatamento è evidente, così come la giovane età che però gioca a loro favore perché hanno tutto il tempo del mondo per scavarsi la propria strada. L’andamento del loro nuovo brano Tutte quelle cose è upbeat e felice, con un sapore da canzone pop di una quindicina di anni fa -pressappoco quando i due ragazzi si sono conosciuti. La voce di Antonio ogni tanto ha un qualcosa che fa pensare a certe note di Laila Al Habash in versione maschile, e questo la rende senza dubbio interessante; è anche una voce molto adatta ai brani pop, e se questa è la direzione intrapresa dagli Atomi è un altro asso da calare sul tavolo da gioco.

Barbara Buono – La mia direzione

La milanese Barbara Buono si presenta con un singolo “programmatico” già dal titolo: il brano si chiama La mia direzione e infatti Barbara vuole farci capire qual è la strada che intende percorrere sia personalmente che a livello di sound. È un brano synthpop calmo ma non triste, cantato con passione senza strafare, e che prova a veicolare un messaggio universale: “vorrei essere la voce di coloro che vivono le mie stesse emozioni e non riescono a esprimersi, e che hanno bisogno di una canzone come bandiera per la loro voce”, spiega infatti l’artista a proposito della canzone.

Bio – Disordine

Simone Patrizi, in arte Bio, presenta il suo nuovo singolo Disordine insieme al suo produttore Mr.Brux. È un brano dalle tonalità vicine agli ambienti trap e hip hop, che esce allo sbocciare dell’estate ma parla di autunno e di foglie che appassiscono e si staccano dagli alberi, e forse la voglia di fare da contraltare alla stagione dei ritmi upbeat e delle canzoni da spiaggia può essere l’asso nella manica di Bio: non tutti avranno voglia di sentirsi il reggaeton per tre mesi ininterrottamente. Disordine racconta il… beh, disordine lasciato dagli strascichi di una relazione tossica, fortunatamente ora messa alle spalle: “a posteriori posso dire che ho metabolizzato la fine della relazione di cui parlo, l’arte nasce sempre da una forma di dolore e la scrittura per me è terapeutica.

Francesco Danny Martines – Made in America

Entrate in questo nuovo mondo di un pop oscuro e cinico, per tutti quelli che hanno vissuto almeno una volta un amore di provincia, per chi è stato solo per tanto tempo, e per chi si mette a confronto (perdendo, ovviamente) con Robert De Niro. Un po’ sfacciato e allo stesso tempo dalle sonorità nostalgiche e con quel carisma imprescindibile delle vecchie star dei tubi catodici. Per chi ama i viaggi in macchina e le decappottabili.

Le Larve – Quella cosa

Doppiatore oltre che cantautore, Jacopo Castagna in arte Le Larve pubblica il suo nuovo singolo Quella cosa per Matilde Dischi, prima avventura del 2021 dopo i due singoli Piove e Musicaeroplano dello scorso anno. La nuova canzone è un pezzo decisamente rock, fatto di chitarre e di un cantato arrabbiato (“un pezzo sofferto, un grido”, definisce l’artista stesso la traccia), che si chiude nel giro di due ritornelli senza bridge o lunghe outro, ma dotato dopo il primo chorus di un lungo assolo di chitarra molto Virgin-Radio-friendly. È un pezzo che trasuda insoddisfazione, vedasi la frase clou del ritornello che recita “ho bisogno di una cosa che mi manca / se ce l’avessi, mi mancherebbe non averla”.

Luka Sensi – Schedine

È giugno e la voglia di estate si fa sentire parecchio anche nelle produzioni musicali che escono in queste settimane. C’è chi si lascia prendere la mano e scrive un pezzo reggaeton, e c’è chi invece per fortuna delle nostre orecchie si lascia più trasportare dalla fantasia, sognando di comprarsi una casa alle Maldive con i soldi delle schedine. È il caso di Luka Sensi, al secolo Luca Tedone, dalla provincia di Bari, che con il suo Schedine si gioca il primo singolo del 2021. In attesa di azzeccare l’1X2 perfetto, l’artista scrive un pezzo leggero e con qualche punta di ironia, più da pomeriggio estivo in città che da spiaggia e ombrellone; lo sa anche lui in realtà, perché invece di pucciare i piedi nell’Oceano Indiano è consapevole che quest’estate si ritroverà “da Fabio a bere il whisky con le mie cugine e le hit estive”.

NoSara – Stonata

Un brano che racconta una relazione impossibile. Per tutti quelli che, almeno una volta, si sono sentiti come un retta parallela, con qualcuno vicino che non possiamo mai toccare davvero. Dalle ceneri delle Dianime un nuovo progetto maturo, sentito, e incredibilmente toccante che non ha paura dei nervi scoperti e degli abbracci negati. Se anche voi state per passare un’estate malinconica, non perdetevelo.

Ragazzino – Ti capita mai?

Ragazzino viene dalla Puglia e sta cominciando a farsi un nome nell’ambiente degli artisti emergenti -Fedez di recente l’ha notato e apprezzato nel corso del suo contest The Voice of Twitch, ad esempio. Dopo il singolo di inizio anno La colpa è tutta tua, lo ritroviamo ora con il nuovo brano Ti capita mai?, che l’artista descrive come “una continua catarsi alla conquista di un posto nel mondo”. La canzone presenta un sound tra l’indie e l’urban, con un ritornello particolarmente pop e cantato, e un uso degli ad lib quasi d’altri tempi, anche se poi l’outro del pezzo è quasi interamente rappata e rappresenta un cambio di marcia.

Renee – A casa mia

La voglia di mettersi in gioco fra gli artisti emergenti è sempre tanta: questa settimana Renee presenta il suo singolo d’esordio A casa mia, un brano che possiamo senza paura di sbagliare definire sperimentale. Lo è nel cantato, che l’artista siciliano fa ondeggiare tra rap, spoken word e ritornelli più melodici, e lo è soprattutto musicalmente. In A casa mia troviamo un mélange di passaggi fra colonna sonora, musica tradizionale, indie e world music con un lavoro particolarmente curato sulle percussioni che catapultano il brano su lidi ben lontani da quelli toscani dove è stato composto. Non è quindi forse un caso che il brano nasca anche dalle molte esperienze di viaggio di Renee: “Sono stato costretto a spostarmi spesso e i viaggi diventavano colori e generi nuovi che iniziavo a conoscere, le case cambiate diventavano studi diversi da dove prendere ispirazione.

Ricky Ferranti – Nuovi eroi

Non per tutti l’estate diventa sinonimo di canzoni con testi che parlano di sole, mojito e bagnasciuga; qualcuno dal proprio cantuccio osserva la canicola sollevando leggermente un listello della tapparella oscurante e tira fuori dal cilindro un brano che cita i Dialoghi di Platone. Ricky Ferranti scomoda il filosofo ateniese per lanciare una filippica in musica contro i “Nuovi eroi“: persone comuni che si improvvisano tuttologi e pontificano di ogni argomento ergendosi sul proprio podio. Nell’ultimo anno e mezzo specialmente abbiamo assistito alla proliferazioni di improvvisati virologi, che sono probabilmente alla base della nascita del brano, ma le stesse persone sono poi quelle che il giorno successivo ti ritrovi a commentare la scena musicale, o la nuova finanziaria del governo. Insomma, Ricky Ferranti ce l’ha parecchio con questi individui, e forse anche per questo il suo nuovo brano ha un tiro più rock, con qualche influenza country rock e chitarre che sembrano uscite da qualche studio a stelle e strisce.


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