Chiamamifaro e Rovere, Edodacapo, Urania: le recensioni dei singoli italiani

Chiamamifaro
Chiamamifaro e Rovere – Sottacqua

In vista del loro tour insieme, e forti di una collaborazione di lungo corso in fase di songwriting, Chiamamifaro e Rovere presentano un brano di cui entrambi gli artisti sono protagonisti, questa Sottacqua che sa molto di singolo indie estivo. Si parla di nottate al mare, feste in dirittura d’arrivo e di un rifugio che si può trovare sott’acqua (compreso l’effetto ovattato dei vocals quando viene pronunciato il titolo del brano, un po’ come se ci trovassimo effettivamente sotto il livello del mare); insieme al ritmo frizzantino e parecchio ballabile del ritornello, c’è tutto perché questo brano possa sfondare e far muovere le persone sulle piste da ballo in spiaggia o nei locali quest’estate. È anche un pezzo molto carino peraltro, il che non guasta di certo.

Gamaar – Bomba

Secondo singolo per i Gamaar, band bresciana che prende il nome dal cinema di Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino. Dopo il precedente Stronza, ecco Bomba, un brano che non possiamo definire esplosivo viste le sue movenze cadenzate e riflessive. Si tratta però di un brano cantato molto bene da Gabriella, su un sound che in Italia in questo momento non va per la maggiore e quindi denota coraggio e volontà di esplorazione da parte della band. Forse solo un po’ troppo lento nel suo incedere.

Mattia Faes – Lisa, felice

Mattia Faes si presenta timidamente con “Lisa, felice”, un singolo che in punta di piedi porta l’ascoltatore nel mezzo di una narrazione chiara in cui si evitano i non detti ma in cui il messaggio è forte, chiaro, costruttivo e bellissimo. Il suono è classico ma non banale con dei guizzi di fantasia, il mood è variabile, fra malinconia e allegria, come quelle giornate in cui basta una brezza leggera per diradare qualche nuvola leggera e scoprire un sole abbagliante.

Ndrx – Liquor Lips

Ci sono le Dick Lips dei Blink-182, e ci sono le Liquor Lips di Ndrx. L’artista italiano ci propone un pezzo chiaramente influenzato dal punk rock e dal pop punk dei primi anni 2000, che parla -poco sorprendentemente- di una storia d’amore nata dopo una serata alcolica. Il pezzo è veloce, divertenti e abbastanza catchy, anche se ci sarebbe parecchio da lavorare in fase di produzione perché così com’è ora il pezzo sembra più una demo che una pubblicazione ufficiale.

Niveo – Sui sedili della metro

18 anni (beato lui!), Niveo fa il proprio esordio per l’etichetta Formica Dischi con questo brano intitolato Sui sedili della metro. Un pezzo prettamente pop, con qualche influenza indie nostrana e un cantato che ha parecchio in comune con quello di una (ormai) big come Ariete, e un testo disimpegnato con più di qualche frase estrapolabile per qualche cit. sul diario di scuola o su qualche muro cittadino (oppure su un sedile della metro, come suggerisce Niveo nel ritornello).

Paolo Benincasa – Scirocco

Secondo singolo per Paolo Benincasa, che aveva esordito alcune settimane fa con il brano A domani. Scirocco è un brano lento e riflessivo, dalle atmosfere indubbiamente malinconiche se non proprio tristi, tanto nella musica quando nel testo, che non per nulla dice “oggi è scirocco e quando è scirocco le cose funzionano male”. Si tratta in effetti, come dice lo stesso artista, di un brano che “parla della sensazione di avere perennemente lo sguardo degli altri addosso, specialmente nei momenti di difficoltà”, anche se “potrebbe anche essere una canzone d’amore”. D’amore disperato però, dato che “oggi è scirocco ma ho freddo perché ti ho perso in un giorno d’estate”. Bella la coda strumentale sul finale, che aggiunge intensità e pathos al brano, per quanto non capiamo il motivo di un’interruzione così brusca (forse ce lo spiegherà l’ascolto di un eventuale disco?).

Ruàn – Moti lunari

Classe 1995, il salernitano (ma di stanza a Torino) ruàn arriva al suo quinto singolo moti lunari presentandoci un indie rock con influenze garage ma orientate a valorizzare la vena cantautoriale. Dato l’argomento – la “frustrazione masochista” per essersi innamorato di una persona che non merita tutte quelle attenzioni – si potrebbe rischiare di scadere nel melenso o peggio nel vittimismo, ma non è questo decisamente il caso: il suo sfogo viene condotto con una voce decisa ma intimistica, sofferta ma non patetica; che convince, eccome.

Urania – Portavoce

Di stampo rap Portavoce, il nuovo singolo delle Urania che segue i precedenti Anime e Orbita lunare per anticipare un album di prossima uscita. Il brano racconta “il loop perenne in cui si ritrova chi come me ogni giorno fa i conti con le sue mille personalità, i suoi infiniti pensieri e le sue improvvise volontà di migliorarsi, provarci e fallire”, spiega la portavoce del gruppo. È un brano costruito su un giro di chitarra -che già di per sé conferisce al pezzo una sensazione maggiormente suonata e realistica- e su una voce che fa un utilizzo di autotune decisamente inferiore rispetto alla media del genere, e non per niente suona molto più “vicino”, immediato e genuino di molti altri pezzi plasticosi che spopolano al giorno d’oggi.

Alfiero – Lontano

Ritroviamo Alfiero, che avevamo lasciato nel 2020 con il suo disco Un genere solo fuori per LeIndie Music proprio come il suo nuovo singolo Lontano. Si tratta di una canzone che parla dell’esperienza della genitorialità, con dentro tutti i sentimenti, le emozioni, le speranze e le paure che inevitabilmente prova un padre nei confronti del proprio figlio. Lo fa con un brano che parte in modo molto simile a una ballad lenta al pianoforte, ma incorporando ben presto una strumentazione full band finendo con il diventare un pezzo pop rock dotato di una lunga coda. Intensa.

Aurora – Solo libera

Nuovo brano per Aurora, cantautrice toscana della scuderia Musicantiere, a qualche mese dall’uscita del precedente Parole. Solo libera è un pezzo ritmato e ballabile, a metà fra la musica leggera e il pop italiano, con un ritornello molto groovy e accattivante. La libertà di cui parla Aurora nel titolo e all’interno del testo è “una libertà intesa, più che nel senso generale del termine, nel proprio rapporto con l’individuo: libertà da una persona specifica dalla quale non si è più dipendenti, libertà mentale di quando si è finalmente privi di schemi e regole fisse”.

Edodacapo – Potremmo essere una cattedrale

Dopo il singolo feat. Paul Giorgi Seicomelamiaex, Edodacapo ci fa ascoltare una nuova proposta intitolata enigmaticamente (o poeticamente?) Potremmo essere una cattedrale. Una ballad estremamente dolce e quieta, che racconta molto semplicemente una storia d’amore (“ed è tutto fantastico con te”, dice il testo del ritornello). Non sarà accattivante o catchy, né senz’altro energica, ma per chi sente il cuore in fiore rappresenta tutto quello che si può cercare in una canzone d’amore tranquilla e leniente.

Elia Truschelli – Punto e a capo

Dopo l’EP Gelato a mezzanotte del 2021, il cantautore veronese Elia Truschelli torna con un nuovo singolo intitolato Punto e a capo, brano che “invita l’ascoltatore a riflettere sullo scorrere del tempo e su come il destino non possa cambiare”. Si tratta di un pezzo molto classicheggiante al pianoforte, con degli archi e un flauto e un’interpretazione vocale inserita nella matrice cantautoriale italiana. Il sound è riflessivo e pacato, forse anche un filino troppo compassato in mancanza di momenti che imprimano una svolta sonora al pezzo, ma diventa un ottimo ascolto per pensare, o semplicemente per godersi della musica tranquilla al mattino presto nella stagione soleggiata che stiamo iniziando a sperimentare.

Forjay – Questo viaggio

Ci induce a pensare che sia un pezzo rap questa Questo viaggio, ma dopo la prima strofa si aprono suoni ritmati ed elettronici, con un ritornello piuttosto ballabile e pop. Forjay è al primo singolo del suo 2022, ma è un pezzo decisamente vivace e frizzantino che compensa i mesi che si è fatto attendere. Anche tematicamente Questo viaggio è un brano che rispecchia la propria sonorità, perché “invita a volare sopra i problemi e lasciarci da parte quelle persone e quelle situazioni che come ancore ci tengono a terra”, e in effetti sembra proprio un brano adatto a volare, sia fisicamente che con la mente, e liberarci di ogni zavorra per goderci il viaggio di questa canzone.


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