Blùnda, Il Re Tarantola, Hometown Heroes: le recensioni dei singoli italiani

Blunda
Blunda – Pace

Sulle ali de La mia Italia, suo singolo d’esordio uscito a giugno, la giovane artista toscana Blunda arriva ora al secondo singolo, questo brano intitolato Pace -un titolo da intendersi, più che con l’accezione “bellica” del termine (visti i tempi che corrono…), con quella riferita alla propria condizione interiore. Il brano “parla di solitudine e della necessità che abbiamo, in quanto esseri umani, del contatto l’uno con l’altro e del presentarci al mondo in modo trasparente, senza maschere”, spiega Blùnda in proposito. Pace è una canzone molto delicata, dove alcuni strumenti fra cui una chitarra e un violino fanno elegantemente da sfondo sonoro alle evoluzioni della voce di Blùnda, che rivela peraltro doti canore non certo trascurabili. Di questa Pace ci piace un po’ tutto: l’arrangiamento sapientemente moderato e calibrato sul peso sentimentale della canzone, la voce di Lucrezia, le melodie e anche il testo già “maturo”. Davvero niente male per un secondo singolo assoluto.

Caldoinverno – Questa stanza

Un esordio estivo per Caldoinverno. Primo singolo per il cantautore palermitano che con gli ossimori ci gioca, a partire dal nome (ma d’altronde, con la crisi climatica in corso, questo potrebbe non essere poi così paradossale). La stanza del titolo è l’altro elemento di ambiguità: è essa infatti – quella a cui siamo stati costretti durante la quarantena obbligata dalla pandemia – l’ambiente con cui si instaura il rapporto di amore-odio raccontato nella canzone. Nel brano con cui si presenta sulle scene, fondato su una strumentazione essenziale, si fa largo una voce delicata che punta a evocare immagini più che descriverle, attraverso la moltitudine di “voci che risuonano”. [Simone De Lorenzi]

Claudio Barzetti – Deeodato

A due anni dall’ultimo EP Era Satomi a scrivere i pezzi, il cantautore bergamasco Claudio Barzetti, già membro dei Requiem for Paola P., torna con un nuovo singolo intitolato Deeodato -scritto così per goliardia o magari per motivi di potenziale copyright, chi lo sa (magari un pochino anche per farsi notare, che di questi tempi c’è da inventarsele tutte per attirare l’attenzione nel marasma di uscite quotidiane). In ogni caso si tratta di un singolo dal sapore decisamente estivo, e anche molto retro, con quei suoni al sintetizzatore che ricordano la disco music anni ’70 e sembrano usciti da qualche film di serie B dell’epoca diventato un mezzo cult-trash nel frattempo. Le vibe sono allegre e frizzantine e piacciono molto; convince meno il ritornello un po’ vuoto che si basa più sui vocalizzi dei backing vocals che sul cantato vero e proprio; è un peccato perché fa sgonfiare un pochino il pezzo proprio nel punto in cui dovrebbe tirare la stoccata decisiva per risultare accattivante e memorabile. La canzone è buona, ma poteva dare di più a nostro avviso.

Elisa Del Prete – I Want to Live for You

Nuovo brano estratto dal suo album in uscita -ci dice- nel 2023, I Want to Live for You è il secondo singolo della pesarese Elisa Del Prete, dopo il precedente Diglielo agli angeli. La bella voce di Elisa ci guida in questo brano che è di base una dolce ballad al pianoforte, anche se ora della seconda strofa si aggiungono più strumenti e il brano assume una connotazione maggiormente pop internazionale -ma non del tutto lontana anche da alcuni esempi nostrani, pensiamo ad esempio a qualche pezzo di Laura Pausini, anche per interpretazione. Il cantato di Elisa è sicuramente degno di nota, sia per potenza vocale ed estensione, sia per la sua capacità di entrare in questa canzone scritta per lei da Bob Amato e Spike Shurakano; il brano in sé resta forse un tantino legato a una concezione molto classica di musica leggera, soprattutto per questi tempi in cui prevalgono sonorità un pochino più frizzantine.

Fiecco – Quanti mi ami da 1 a 10?

La più classica delle breakup song scritte per mandare a quel paese la propria ex: Quanti mi ami da 1 a 10? è la nuova canzone indie pop di Fiecco, che con accento romano si toglie qualche sassolino dalla scarpa nei confronti della tipa che l’ha evidentemente mollato, tra alcuni cliché del post-relazione e una piccola dose di vanteria maschile. Il sound è tutto sommato allegrotto, il testo ironico e molto indie, tutto già ampiamente sentito ma comunque scritto in modo semplice e sbarazzino, risultando in un brano gradevole che scorre decisamente liscio.

Hometown Heroes – Where Are You?

Gli Hometown Heroes fanno parte di quel manipolo di band che ancora fanno pop punk alla vecchia maniera. Where Are You? sa tanto di 2015, patinato di easycore quel tanto che non guasta, le chitarre usate bene e i vocals sul pezzo; è un brano anthemico che sfodera energia da pogo dall’inizio alla fine. I quattro ragazzi di Roma riescono a essere, a loro modo, originali nel generic del genere. [Simone De Lorenzi]

Il Re Tarantola – I mostri non stanno sotto al letto, ma stanno nella cassetta della posta

You’ve heard of Il Re Scorpione, now get ready for… Il Re Tarantola torna a qualche mese dal singolo Aiutiamoli a casa loro comprando le loro lauree, presentando una nuova canzone intitolata I mostri non stanno sotto al letto, ma stanno nella cassetta della posta. Al Re Tarantola evidentemente piacciono i titoli balzani e molto lunghi, il che è certo un bene per noi che siamo cresciuti con Fall Out Boy e Panic! At the Disco, e ci fa sentire a casa. I mostri nella cassetta della posta sono entità non ben specificate; noi pensavamo che Il Re Tarantola si riferisse alle cartelle di Equitalia o a qualche raccomandata minacciosa, ma in effetti un Re (specialmente se un re Tarantola) probabilmente non deve avere a che fare con queste noie che possono riguardare noi comuni mortali. In ogni caso, I mostri non stanno etc. è un brano dalle sonorità vicine al punk rock interpretato in maniera molto italiana (alla Punkreas, diciamo) e con un tocco leggermente pop, sia nelle melodie sia nel sound che non cerca di pestare troppo duro.

Seabass – Delicato cuore

Uscita ferragostana (o quasi) per Sebastiano Modolo aka Seabass, visto l’ultima volta qualche mese fa con il singolo Relapses in collaborazione con Leo Pusterla dei Terry Blues. L’artista vicentino, anche membro dei Tales of Sound, si avvale questa volta della partecipazione di Edoardo Billato e Beatrice Anthea per il suo nuovo brano Delicato cuore, che delicato lo è fino a un certo punto: l’inizio del brano è inquietante, con una voce sussurrata stile film horror che invita a correre e fuggire dai pensieri, e che diventa poi una voce normale che declama versi, un po’ come se fosse l’intro della Danza delle streghe di Gabry Ponte. In effetti, se non possiamo certo parlare di una canzone italodance, è comunque un brano prettamente elettronico dove prevalgono i synth. Non ci sono parti cantate ma solo parlate/recitate, il che non rende certo Delicato cuore un ascolto facile da approcciare, ma una volta accertato che non c’è nessun mostro assetato di sangue nella stanza dietro di te, lo si può ascoltare con curiosità.

Skeeg – Sunset Blvd

Titolo e ambientazione californiani per il nuovo singolo di Skeeg, questa Sunset Blvd che unisce le sonorità pop punk tornate in voga negli ultimi anni al cantato maggiormente vicino alla trap e all’indie che invece è in voga nel nostro Paese. Immaginatevi di ascoltare una canzone di Ariete (con voce maschile ovviamente) dove le chitarre sono distorte e la batteria pesta per far scatenare la gente sotto il palco -se può aver senso. Un brano quindi abbastanza diverso per sonorità dal precedente brano Brutta abitudine, ma anche molto apprezzabile. I vocals sono infarciti di autotune, ma -sarà che ormai ci abbiamo fatto l’abitudine- questo non risulta fastidioso e anzi si inserisce bene nel sound un po’ artificiale del brano. Il ritmo del pezzo aiuta sicuramente a far sì che questo abbia presa piuttosto immediata.

The Sun – Voglio qualcosa di vero

Per i The Sun, “band rock d’ispirazione cristiana” – così si autodefiniscono, rifiutando la riduttiva etichetta di “christian rock band” –, si tratta del quinto singolo in attesa di trovare il suo posto definitivo in un album la cui pubblicazione viene rimandata dal 2020. Nella carriera più che ventennale alle spalle hanno esplorato vari generi e rimodulato il proprio stile fino ad attestarsi su toni power rock energici e melodici. E in questo brano a farsi strada è un pop rock piuttosto anthemico, in cui la tensione è sempre in crescendo ma per essere a tratti riportata a una dimensione più profonda e meditata, che si fa aiutare anche dai vocals rasserenanti e ispirati. [Simone De Lorenzi]

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