Amalia Bloom, Il Maestrale, Mathela: le recensioni dei singoli italiani

Amalia Bloom
Foto di Ettore Pernigotti
Amalia Bloom – Sleeping Beauty

Secondo e ultimo singolo estratto dall’imminente album degli Amalia Bloom, Sleeping Beauty cita la celebre favola per criticare quella provincia immobile e intorpidita dalla noia, una metafora personale e dedicata alla propria città che possiamo però traslare un po’ ovunque fuori dalle grandi metropoli. Il contrasto fra affetto e frustrazione si tramuta in un brano che parte diretto e trascinante fin dal primo secondo, dove la voce ci stupisce di nuovo per la duttilità con cui passa da una melodia morbida a urla viscerali.

Azzurra – Controalisei

A un paio d’anni dal suo primo album Underlight, l’artista lucana Azzurra -di stanza a Berlino- pubblica il suo nuovo singolo Controalisei, prima anticipazione dal prossimo EP initolato Origin. Si tratta di un brano lento e riflessivo, caratterizzato da un sound elettronico downtempo e appoggiato pesantamente sui bassi, con vocals iper-effettati. La si potrebbe definire quasi una traccia sperimentale per la sua ricerca quasi artistica delle distorsioni sulla voce e sui synth, anche se non è certo un pezzo inaccessibile o di difficile ascolto. Certo ha bisogno di essere apprezzato in un momento e in un contesto adeguati, concentrandosi su quello che Azzurra ha da dire e sui suoni che il pezzo porta avanti.

Carlo Audino – Bisogno di lei

Bisogno di lei è il nuovo singolo di Carlo Audino, uno dei 150 che l’artista dice di aver scritto lo scorso anno e che intende pubblicare pian piano -chissà se era un’iperbole o la cifra reale! La canzone parla della violenza psicologica subita in molti casi dalle donne, ed è un pezzo pop rock con vibe piuttosto funky; un sound quindi piuttosto upbeat che contrasta con il tema più impegnato del testo. Le strofe sono sufficientemente incalzanti e orecchiabili, anche se poi si risolvono in un “non ritornello” che non permette al brano di decollare per davvero; rivedibile il falsetto di cui Carlo fa ampio uso, e forse i 4 minuti e 30 di durata potevano essere sintetizzati togliendo qualche vocalizzo, ma tutto sommato resta un pezzo allegro e di facile ascolto.

Chiara Patronella – Un solo canto

Parte del suo ultimo album Poligoni irregolari, Un solo canto è il nuovo singolo della cantautrice pugliese Chiara Patronella. Il pezzo si configura come un brano intimo, retto principalmente dal duetto di Chiara con Silvia Girotto e dalla chitarra, a cui si aggiungono delicatamente un violoncello e un clarinetto basso, per un brano di fattura artistica decisamente elevata, anche se non certo per tutti dati i suoi ritmi lenti e meditabondi e il testo che assomiglia più a una poesia che a un brano classico con strofa + ritornello.

Guido Brualdi – Il sistema

A più di un anno di distanza dal suo primo album pubblicato a suo nome, il fumettista / cantautore Guido Brualdi ci propone nuovo materiale. Nel mezzo ha pubblicato la sua prima graphic novel ed è maturato a livello compositivo e artistico; in questo primo singolo, Il sistema, si allontana dall’alt folk a cui eravamo abituati per lanciarsi in inaspettate sperimentazioni elettroniche. Il brano è un’invettiva contro le aspettative di una società che ci vuole sempre produttivi ed efficienti, e anticipa l’album Disordine.

Luca Sammartino – Scintilla e benzina

Ennesima dimostrazione di come ormai il punk rock sia tornato in auge anche nel nostro Paese, Luca Sammartino ci propone il suo ultimo singolo Scintilla e benzina, un pezzo che vuole essere un omaggio palese ai Blink-182 (sia per la musica, sia per i riferimenti nel testo e anche nel video). Nel brano non ci sono fortunatamente tracce di beat trappeggianti alla Machine Gun Kelly e soci, anche se probabilmente è proprio quest’ultimo il tipo di “punk” che va per la maggior al momento; in compenso il sound sembra uscito dagli anni 2000, e se i Blink sono il riferimento principale, a noi -complice forse il cantato in italiano- non riescono a non venire in mente i Finley e i Dari ascoltando il singolo. Ci vorrebbe forse un po’ più di attenzione nella scrittura del testo, per farlo inserire meglio all’interno del brano (a volte sembra un po’ che la metrica s’inceppi), ma la base è buona e divertente.

Il Maestrale – Genesi

Più sopra si parlava dei controalisei, per cui è fitting che ora si parli di maestrale. E se il primo progetto era originario della Basilicata, per questa seconda proposta non dobbiamo fare tanta strada, spostandoci di poco più a est verso la Puglia. Il Maestrale è un collettivo di artisti pugliesi che scrive in italiano e dialetto barese; Genesi è il singolo con cui si presentano, un pezzo che trae spunto dal terzo capitolo della Genesi nella Bibbia, mescolando tradizione (il dialetto appunto) e modernità (le sonorità elettroniche, indie e rock continentali). Il pezzo è parecchio incalzante; se fossimo nei primi 2000 ci aspetteremmo di ascoltare nel giro di qualche mese il remix italodance a opera di un Fargetta o di un Molella sfruttando quel riff al sintetizzatore molto orecchiabile. La qualità artistica del progetto è indiscutibile, la voglia di sperimentare si sente, ma Il Maestrale vuole anche fare musica che possa piacere a un pubblico più vasto, e la combinazione di questi fattori non può che portare a grandi frutti (non proibiti).

MaldiMarte – Formaldeide

A un annetto dall’uscita del loro EP Vicini di caos, i MaldiMarte tornano con il nuovo singolo Formaldeide. Un pezzo alternative rock bello incalzante e cattivo, che “tira” fino all’ultima nota, complice anche un ritornello con vocals graffiati -che non fanno certo molto per addolcire le sonorità ma che mantengono tuttavia l’orecchiabilità del brano. Nel testo, preti con un fucile che stanno cercando te e un refrain che dice che “la speranza è l’ultima a infierire”, giusto per non far scendere i giri del motore.

Massimiliano Tufo – Quando fuori Roma trema

Quando fuori Roma trema è il secondo singolo di Massimiliano Tufo in questo 2022, dopo Seconda mano. Il pezzo racconta una “storia d’amore che lenisce le ansie e le paure di un ragazzo che si trova scaraventato in un contesto nuovo che lo soffoca”, e si sviluppa su un sound prevalentemente pop, con strofe più raccolte e un ritornello invece più ritmato, costruito nella sua quasi interezza sul synth. Il sound che ne viene fuori è quel tipo di (indie) pop che se fosse cantato con voce femminile potrebbe anche ricordare qualche pezzo di Francesca Michielin.

Mathela – Confusione

Conosciuti con il loro singolo Mai più, i milanesi Mathela tornano ora con un nuovo pezzo intitolato Confusione. Anche in questo caso la band, nata tra i banchi da scuola, si diverte a suonare del sano vecchio rock con le chitarre distorte; rispetto a Confusione si tratta forse di un pezzo maggiormente cupo e riflessivo, e i vocals di Manuela sono interpretati in maniera sopraffina, trasudando tutta l’emozione che il pezzo richiede -per quanto, anche in questo caso, non possiamo fare a meno di notare come una maggior cura della produzione dei vocals avrebbe sicuramente giovato per integrarli meglio allo strumentale. La band ad ogni modo ci sa fare, e in un periodo come questo in cui le chitarre non vengono più viste come uno strumento alieno o riservato ai bluesman sessantenni, possono assolutamente dire la loro.


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