Vana, Don Broco, Karen Dió: i singoli internazionali del 21 novembre 2025

Vana – Pray [Sumerian Records; metalcore]. Sulla scia del clamoroso successo di Poppy con il suo ultimo album metalcore Negative Spaces, Sumerian Records si butta su un nuovo talento che sembra un pochino ricalcarne le orme: Vana è nata negli Stati Uniti ma è cresciuta in Nuova Zelanda, il suo nuovo brano Pray è un pezzo metalcore rabbioso con parecchi scream, ma anche un ritornello particolarmente azzeccato, memorabile senza essere “catchy” nel senso pop del termine. Ci sono echi e influssi R&B nel cantato e nell’arrangiamento, ma questo non deve distrarre dal fatto che siamo di fronte a un pezzo che punta tutto sulla parte heavy.
Don Broco – Euphoria [Fearless Records; metalcore, post-hardcore]. Come sempre ci si può aspettare qualsiasi cosa da un brano dei Don Broco, e il nuovo singolo Eurphoria non è da meno. Chitarre dal sound metalcore/post-hardcore, compreso un breakdown di servizio nel bridge, si uniscono a un ritornello con gang vocals che sembrano usciti da una hit degli anni ’80 e un basso in primo piano dalle influenze R&B. Un pastiche musicale che però ancora una volta suona parecchio bene.
Karen Dió – I Hope You Know [Hopeless Records; punk rock]. Dopo la bella Cut Your Hair, Karen Dió pubblica un altro pezzo di stampo classicamente punk rock con questa I Hope You Know, che ha vibe molto nostalgiche degli anni 2000 e che sembra un brano che sarebbe entrato di diritto nella colonna sonora di Burnout 3: Takedown, il videogioco migliore della storia con la soundtrack migliore della storia.
Point North – Dead 2 Me [Hopeless Records; post-hardcore, alternative rock]. I Point North confermano il proprio spostamento su sonorità più heavy, che avevamo già notato con il precedente singolo 2 Liter Spite. La band, che aveva peraltro pubblicato il singolo anche quella volta in concomitanza con i Don Broco, torna con Dead 2 Me, un altro brano dove le chitarre si presentano più distorte e pesanti rispetto agli inizi pop rock/pop punk del gruppo, e qualche accenno di scream aiuta a inquadrare lo shift verso sonorità più decise, pur sempre con un ritornello ampiamente orecchiabile.
Second Harbour – Mourning Dove [Sharptone Records; emo, post hardcore]. Avevamo molto apprezzato il primo brano che avevamo avuto l’occasione di ascoltare da parte dei Second Harbour (Relative, uscito giusto poche settimane fa). La band di Sharptone, che pubblicherà il suo EP Coalesce il 12 dicembre, ci fa ora ascoltare una seconda canzone, che conferma tutto quello che di buono ci era sembrato di cogliere. Le sonorità sono prettamente emo, con il vocalist Xavier Morency che alterna costantemente cantato pulito e urlato, dando l’impressione che il 2007 non sia mai davvero andato via.
Man/Woman/Chainsaw – Only Girl [Fiction Records; alternative rock, art punk]. Dopo il convincente singolo pre-estivo MadDog, i Man/Woman/Chainsaw firmano con Fiction Records e propongono un altro brano davvero ben riuscito, in cui le sonorità alternative rock energiche e gioiose si accoppiano perfettamente con un bellissimo violino, per un connubio che sprizza vivacità e joie de vivre da ogni poro. Non è sicuramente facile reperire violinisti sul mercato, ma ascoltando un brano del genere viene da chiedersi come mai più gruppi non sfruttino questo strumento incredibilmente versatile.
Sex Mask – Blisters [post-punk, alternative rock]. Freschi di pubblicazione del brano Cold, i Sex Mask raddoppiano con un nuovo singolo, Blisters, che vede la partecipazione di Noah Learmonth dei concittadini Radio Free Alice (entrambe le band vengono da Melbourne in Australia) con cui la band è attualmente in tour in giro per l’Europa. L’EP Body Broker uscirà il 26 novembre, e conterrà quattro tracce che -a giudicare dalle due ascoltate finora- combinano le sonorità post-punk all’inglese con un approccio più malinconico, riflessivo e alternative.
Atomic Fruit – Medicine [Rola Music]. Dopo il singolo Hit the Ground di alcune settimane fa, gli Atomic Fruit ci fanno ascoltare Medicine, il secondo singolo tratto dal loro terzo album in arrivo il prossimo anno. Il trio di base a Berlino effettua “una meditazione sul bisogno e sulla dipendenza, quella tensione invisibile che separa ciò che desideriamo da ciò di cui non possiamo fare a meno”, messa in musica su un brano che ha sicuramente un carattere meditativo, in parte malinconico e in parte onirico, dove synth a cavallo fra l’ambient e l’industrial si appaiano a un giro di chitarra argentino quanto nervoso, mentre la voce del cantante si aggira meditabonda lungo tutto l’arco del brano. La canzone è anche accompagnata da una live session realizzata con il format berlinese Platte:x, mentre la band sarà in Italia a dicembre per tre date: l’11 all’Orso Bianco di Bagno di Romagna (FC), il 12 all’Imbarchino del Valentino di Torino, e il 13 all’Arci Orchidea di Santa Margherita Ligure (GE).
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