FOR FANS OF: con The Mysterines, Boy Bleach & more

The Mysterines
Foto di Steve Gullick
The Mysterines – Dangerous

FFO: Queens of the Stone Age, Skunk Anansie, The Stooges

Il Regno Unito produce nuove band dal talento pazzesco a un ritmo difficile da credere. Attivi appena dal 2019, i The Mysterines si stanno già guadagnando le attenzioni delle principali testate musicali nazionali, e ora si apprestano a pubblicare il disco d’esordio Reeling, fuori l’11 marzo su Fiction Records. Se il singolo Dangerous ne è una qualche indicazione, il quartetto di Liverpool ha una netta ammirazione per gli anni ’90 con le loro sonorità grunge, ma tra la voce potente di Lia Metcalfe e le linee di chitarra non sembra fuori luogo notare sporcature punk degli esordi; insomma, sono questi i motivi che ci hanno portati a riassumere il sound della band come qualcosa che potrebbe davvero piacere ai fan di gruppi come Queens of the Stone Age, Skunk Anansie e The Stooges.

N.A.N. Not a Number – Run Again

FFO: The Cure, Title Fight

Post-punk da Reims (nord est della Francia), con uno spettro musicale che oscilla fra shoegaze e cold wave, come si presentano loro stessi. Si chiamano N.A.N., acronimo che sta per Not a Number (un po’ come AFI che sta per A Fire Inside): un nome che forse vuole essere anche manifesto programmatico, di chi tenta di sottrarsi alla macina dei numerini su Spotify e delle comparsate più o meno fugaci in playlist editoriali di dubbio valore qualitativo. In ogni caso il loro modo di fare musica non va certo alla ricerca del gusto commerciale o del sound all’ultimo grido: la loro musica pare influenzata tanto dal post-qualsiasi cosa anni ’80 (abbiamo detto The Cure per accogliere una definizione piuttosto generale, per quanto calzante) quanto dalle recenti evoluzioni del genere che si guarda le scarpe, e qui pensiamo in primis ai Title Fight e al loro Hyperview. Questo quello che sentiamo in Run Again, singolo che anticipa l’uscita dell’album d’esordio della band, per l’etichetta North Shadows Records con cui hanno recentemente firmato. Il disco si chiamerà Euterpe, come la Musa della musica, ed è previsto per agosto.

Boy Bleach – Bullet!

FFO: Imagine Dragons, Lany

Con quel sound che rende impossibile tracciare un vero e proprio confine fra musica rock e musica pop, con le chitarre ma anche un esteso uso di synth e beat, i Boy Bleach appaiono come una versione underground degli Imagine Dragons. Provenienti da East London, questi cinque ragazzi hanno da poco pubblicato il loro quarto singolo, Bullet!, per etichette Outsett e Venice Labs. È una canzone upbeat, ma che tratta in modo disilluso il tema delle relazioni codipendenti, come spiega il cantante Jimi.

Headshrinkers – Doorway Conversation

FFO: Idles, Amyl and The Sniffers

Da quando è scoppiata la Idles-mania sulla scena rock mondiale, gruppi e artisti post-punk sono spuntati fuori da ogni dove non solo nello UK ma anche nel resto del mondo anglosassone. Gli Headshrinkers si sono formati nel 2019 proprio al di là della Manica, e presto pubblicheranno il loro EP d’esordio intitolato Doorway Conversation, proprio come il singolo uscito da poco di cui potete guardare il video qui sotto. Nel brano c’è tutto quello che ci sta piacendo del post-punk di questi anni, a partire dai vocals a metà fra il cantato e il recitato con quel bellissimo accento inglese.

KNGT – The Countdown

FFO: Bullet for My Valentine, A Day to Remember

Dopo il loro ultimo singolo Rejoins moi, ritroviamo i francesi KNGT con questo succoso brano intitolato The Countdown. Titolo in inglese dunque, e infatti si tratta del primo pezzo in cui la band canta non più solo nella propria lingua madre ma anche in quella della perfida Albione. L’effetto è molto convincente: sentire questo genere vicino a post-hardcore, metalcore e alternative rock aggressivo cantato in una lingua diversa dall’inglese crea curiosità perché esula da quanto siamo abituati ad ascoltare, ma il ritornello ci riporta nella nostra comfort zone che, nel bene e nel male, ci permette di crogiolarci nei suoni senza l’effetto straniamento. Nel caso di The Countdown, apprezziamo molto in particolare i riff di chitarra che ci fanno pensare ai brani dei primi Bullet for My Valentine (vedi Hand of Blood), per quanto il cantato sia decisamente meno cattivo.


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