I migliori dischi del 2024 / Marco

Odiate da alcuni, amate da altri, le classifiche di fine anno sono un appuntamento ormai imperdibile anche per noi. Dopo quelle di Simone, quelle di Maria Chiara e quelle di Ale, concludiamo la nostra carrellata con la classifica un po’ sui generis di Marco!
10 dischi che ho consumato
Afraid of Tomorrows – The Mysterines
Heaven :x: Hell – Sum 41
Dark Rainbow – Frank Carter & The Rattlesnakes
Cartoon Darkness – Amyl & The Sniffers
Scemi & Contenti – Etta
From Zero – Linkin Park
Distortion – Future Palace
Scusate il ritardo – Fuckyourclique
This World Fucking Sucks – Cassyette
I – Zebreahead
Altri 5 dischi che consiglio caldamente
Post Human: Nex Gen – Bring Me the Horizon
Nevermind the Tempo – I Hate My Village
Popular Monster – Falling in Reverse
No Name – Jack White
Nuovospaziotempo – Emma Nolde
5 dischi che spero escano nel 2025
Ministri: per qualcuno sono un progetto che può accontentarsi della storia che ha fatto, per me prevale il fatto che sono ancora Tempi Bui ma con nuove fenomenologie che sarebbe bello passare sotto la loro lente. Sicuramente con lo scorso MI AMI abbiamo capito che c’è anche chi ancora non li conosce ma è pronto a rimediare davanti alla loro potenza.
My Chemical Romance: ci avevano illuso con una reunion di pregio assoluto, che aveva portato concerti meravigliosi in tutto il mondo (sicuramente quello di Bologna lo è stato) ma soprattutto un singolo, The Foundations of Decay, che forse superava per qualità e classe anche i loro migliori successi. Loro sono ancora in tour ma vorrei sentire più nuovi frutti del loro sviluppo artistico, viste le premesse.
Verdena: c’è sempre bisogno di un disco dei Verdena anche se, considerando i loro tempi, l’uscita del loro ultimo lavoro nel 2022 può far pensare sia ancora presto per il prossimo. Di Volevo Magia sappiamo però dalle interviste che si tratta di un lavoro con una lunghissima gestazione e parecchie radici collocate ad ormai 10 anni fa. Visto anche il momento delicato del rock italiano (lo sarà sempre, ma tant’è), sento un po’ il bisogno di conoscere cosa possano aver ispirato questi anni nelle loro menti.
Rise Against: con loro non è mai stata solo questione di musica, anche se la musica l’hanno sempre fatta estremamente bene (come dal vivo lo scorso agosto al Magnolia). Quest’anno i temi politici e la tensione sociale negli Stati Uniti dovrebbero aver quantomeno stimolato la band di Chicago, che per di più nel frattempo è stata aspramente criticata per la propria inaspettata assenza sulla questione palestinese. Sicuramente dovesse uscire un loro disco sarebbe tra i primi da ascoltare per capire come la musica possa raccontare questi ultimi tempi sociali.
ROS: ho già ben manifestato il bisogno di una riscossa del rock italiano e questa non può non passare anche da band più emergenti. Il primo disco dei ROS, ALLEGRIA MALDISTRIBUITA, è un capolavoro che trova tra grunge e punk il modo di sviluppare temi intimi con grande urgenza e forza, con un sound sia originale che capace di suscitare ora lacrime ora pogo. Non è mai troppo presto per un secondo album, con l’augurio che questo possa affermare il valore del progetto presso un pubblico più ampio e aprire nuove speranze per il genere.
