FOR FANS OF: con Talker, Quinton Brock, Pale & more

Talker Celeste Tauchar

Talker – Summerlin

FFO: Japanese Breakfast, Kacey Musgraves

Summerlin è una cittadina del Nevada dal nome particolarmente musicale. Celeste Tauchar, vero nome dell’artista losangelina Talker, ci è finita mentre fuggiva da LA dopo la tumultuosa fine di una relazione, rendendosi conto una volta giunta nel paese che si trattava del luogo di origine del ragazzo con cui si era appena lasciata. Non sappiamo se le cose siano veramente andate in questo modo, ma è bello crederlo; in ogni caso, possiamo apprezzare il frutto di questo viaggio, sotto forma di un brano chiamato appunto Summerlin in cui Talker riflette su tutto quello che è avvenuto, in una toccante ballad che è senz’altro acustica ma anche dotata di una certa carica rock, per differenziarsi dal cliché della ballad lenta e strappalacrime.

Quinton Brock – Touch

FFO: Anderson .Paak, Wavves

Unire punk e R’n’B non suona certo strana come idea quanto lo sarebbe sembrata una ventina di anni fa, grazie all’evoluzione della società e dell’approccio di massa alla musica che negli ultimi tempi favorisce gli scambi fra generi anche molto diversi fra loro; ma resta comunque un’idea fuori dagli schemi tradizionali e per questo meritevole di essere presa in considerazione. È quello che fa il brooklyniano Quinton Brock sul suo nuovo singolo Touch, un’ode al contatto umano come promette già il titolo. La canzone è nata nel momento più buio del lockdown pandemico dello scorso anno, in una notte in cui Quinton, da solo in casa e senza significativi contatti con altre persone da mesi, ha cercato di controbattere al senso di impotenza e di disperazione scrivendo un “afrodisiaco punk rock” che fosse allo stesso tempo “un pezzo R’n’B romanticone”.

Blurry Eyes – NYE

FFO: The Killers, Blink-182, The Gaslight Anthem

Quell’indie rock che strizza entrambi gli occhi al punk rock / pop punk; un po’ come le hit dei The Killers ma passate attraverso il setaccio dei Blink. Si presentano così i Blurry Eyes, figli del Canada che regalano spesso delle perle musicali disseminate nei vari generi della musica popolare. Il loro nuovo singolo si chiama NYE (ovvero New Year’s Eve, l’ultimo dell’anno), e un po’ come nei film americani parla dell’incontro con una persona che accende in noi una scintilla, risvegliandoci dal nostro torpore -e magari facendoci passare il più bel Capodanno della nostra vita. Il singolo è il primo esemplare di nuova musica della band di Montréal dall’uscita dell’EP My Best Mistakes nel 2019.

Indi Faulkner – Soar

FFO: Adele, Weyes Blood, H.E.R.

Originaria di San Francisco, Indi Faulkner scrive canzoni che mescolano l’apprezzamento per l’indie rock con le radici jazz acquisite durante il suo percorso di crescita musicale. Il suo primo singolo, Amber, è arrivato nel 2020, seguito da ILYK quest’anno e ora dalla pregevole Soar, una ballad pop-jazz che risente degli arrangiamenti di Adele, prodotta da Andrew Vait. Indi sta muovendo appena i primi passi, ma la delicatezza del suo modo di scrivere e la voce fresca ed elegante la fanno sembrare una cantautrice navigata.

Pale – Litany

FFO: Holding Absence, Parting Gift

C’è un modo di fare post-hardcore che è tipicamente britannico, con band quali Holding Absence, Parting Gift, Casey, Acres (etc.) che negli ultimi anni hanno proposto variazioni su uno stesso tema: brani intensi, con vocals molto melodici e spesso di pregevole fattura tecnica (con o senza scream), non particolarmente veloci ma decisamente atmosferici, focus più sull’espressione dell’emozione lungo l’intera traccia che sul ritornello catchy o il passaggio accattivante. Gli ultimi a inserirsi su questa fortunata scia sono i Pale, che con questa Litany fanno seguito al loro primo singolo Absence (senza Holding). Il brano a dire il vero è a bassa intensità -a livello di chitarre- fino al finale, dove invece sprigiona tutta la propria energia, ma proprio questa caratteristica lo aiuta a risultare più unico e particolare rispetto al calderone in cui altrimenti sarebbe lanciato.

KNGT – Rejoins moi

FFO: Bring Me the Horizon, A Day to Remember

Diciamolo subito: se pensiamo a quel genere tra post-hardcore ed echi easycore/pop punk, l’ultima cosa che ci aspettiamo di sentire è un testo in una lingua diversa dall’inglese. Se poi il cantato è in francese l’effetto è ancora più spiazzante, ma una volta superato lo “shock” dell’impatto, scopriamo che la lingua d’Oltralpe trova una sua forte musicalità anche corredata di chitarroni e riff pesanti. È quanto propongono i KNGT sul loro ultimo singolo Rejoins moi, che ci fa pensare al gruppo francese come a un’ideale band locale di apertura per il tour Bring Me the Horizon + A Day to Remember che passerà in Europa il prossimo anno -con una data al Forum di Assago il 12 febbraio (info).


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