Georgia Georgia, Florilegio, Angelae: le recensioni dei singoli italiani

Georgia, Georgia – Oblivious
Continua la scia di singoli di Georgia, Georgia, la cantautrice veronese che aveva esordito lo scorso anno per Factory Flaws. Oblivious è un brano indie rock con influenze dream pop/shoegaze, probabilmente il brano più “rock” fra tutti quelli che l’artista ha presentato sinora, e anche per questo motivo quello che trasmette la maggior carica ed energia. A questo punto speriamo in un EP o un disco, magari con qualche chicchetta come questo pezzo.
Minimal – Mosaici
Si chiama Minimal ma non è necessariamente una descrizione anche del suo sound: Mosaici è infatti un brano delicato ma dall’arrangiamento ricco e dotato di certo ritmo, che sviluppa un pop etereo e retto da un’elettronica gentile, con un cantato che si avvicina al rap. Apprezzabile il crescendo del brano, che parte con sonorità essenziali per poi acquistare man mano intensità sonora, in quello che è scritto come “un arrivederci a lungo termine dedicato a una figura fondamentale della vita dell’autore”.
Mylla Issues – Night Time
Un giro ipnotico di chitarra e un beat sono la base di Night Time, il nuovo singolo di Mylla Issues che le vibe notturne le dichiara sin dal titolo. L’artista romana propone un sound dalle atmosfere un po’ strane e disturbate, fra rock e synthpop ma nella loro versione spettrale da locale di seconda o terza fascia con le luci al neon. Un sound sicuramente non facile da proporre al grande pubblico, ma che nella sua nicchia potrebbe trovare proseliti.
Sciclitano – Santi e chiese
Tra Santi e Chiese di Roma che cullano e dannano l’anima di Scliclitano, che torna con il suo nuovo disco in uscita il 4 aprile per Honiro Label. Roma la ami o la odi. Crescerci e, in generale, viverci significa contemplare la sua grandezza, ma anche accettarne le sue imperfezioni, le sue contraddizioni che ci osservano dal di dentro, che sanno anche comprenderci, in un certo senso. E le parole originali e d’impatto dell’artista riflettono un’interiorità impetuosa e fortemente espressiva, che non necessita di fornire grandi contenuti come ‘’oppio del popolo’’ attraverso la musica, ma cerca semplicemente di dare voce all’urgenza, a cosa è rimasto della sua città nel profondo.
Trilussa – Mi ferirai
La paura di amare tra un dolore predestinato e la voglia di ricominciare in Mi Ferirai, il nuovo brano di Trilussa in uscita il 4 aprile per Honiro Label. Il passato è una lente attraverso cui spesso non solo guardiamo il presente, ma anche quello che può accadere nel futuro. Il dolore provato o anche le gioie provate diventano una sorta di unità di misura con cui cerchiamo di capire le nostre possibili sensazioni nei confronti degli altri. L’amore sembra più un miraggio, un sogno ideale. Ma forse il bello è anche questo: dal contrasto tra le due parti, tra il desiderio e il timore di concepirlo, fuoriesce la nostra essenza, la nostra sensibilità, il nostro senso di amore.
Angelae – Blackout
L’olfatto è probabilmente il più sottovalutato dei cinque sensi, eppure è spesso il catalizzatore dei ricordi più potenti. Ed è proprio di questo che ci parla il nuovo singolo di angelae (alter-ego artistico di Angela Zanonato, cantautrice padovana), il cui titolo è già di per sé evocativo: “Blackout”. Un blackout emotivo, come se bastasse un semplice odore a mandare in corto circuito il nostro intero sistema, soggiogato da una tempesta di memorie che si fanno strada fin dentro alla pancia. Chi più, chi meno, tutti abbiamo sperimentato questa sensazione almeno una volta, e angelae non poteva scegliere un sound migliore per descriverla: un sound oscuro e avvolgente che arriva violento e mellifluo, trascinandoti nei meandri più nascosti della psiche.
Davide Amati – Campi Elisi
Un urlo tra rabbia e trascendenza: Campi Elisi, il nuovo singolo di Davide Amati, è un’esplosione hard rock che alterna distorsioni furiose e aperture melodiche, portando l’ascoltatore in un viaggio sonoro che oscilla tra tensione e liberazione. Il brano si apre con un riff elettrico tagliente, un motore ruggente pronto a divorare la strada. La gran cassa batte come un cuore in accelerazione, mentre la voce irrompe in un grido disperato. La tensione feroce della strofa si scioglie nel ritornello, in un innuendo nirvanico che invita a una fuga ultraterrena: “Sognami in mezzo ai Campi Elisi”, un contrasto potente, tra il peso della realtà e l’illusione di un paradiso perduto. L’arrangiamento è una corsa senza freni tra chitarre incandescenti, silenzi carichi di significato e impennate sonore improvvise. La voce di Amati si muove tra sfoghi viscerali e sussurri, accompagnando il brano verso un climax finale che ribalta ogni prospettiva: “Scopami in mezzo ai Campi Elisi”, un atto di resa totale. Davide Amati conferma il suo percorso rock senza compromessi: Campi Elisi, insieme a Rabbit, anticipa l’omonimo album in arrivo il 18 aprile, pronto a essere maltrattato nel primo tour di presentazione. Un disco imprevedibile e travolgente, che non ha paura di spingersi fino al punto di non ritorno.
Florilegio – La felicità non esiste
Florilegio esce con La felicità non esiste, un singolo che suona come un pugno in faccia ma dato con grazia. Un mantra lucido e rassegnato, sparato su un tappeto brit-rock che non ci aspettavamo, per raccontare l’ennesimo cortocircuito tra il cuore e la realtà. L’artista anconetano di stanza a Bologna, ormai di casa nella scuderia EDAC Music Group, affila la penna e torna con una delle sue dissezioni emotive più efficaci. Niente fronzoli, niente lieto fine: la felicità, dice lui, non esiste. O meglio, c’è, ma passa in fretta. È quella cosa che ti sfiora e poi sparisce, lasciandoti il conto da pagare e i pensieri a mollo nella vasca. Il brano parte con una chitarra che stuzzica e incuriosisce, il groove colora tutto di atmosfere brit da club in penombra. Ma è nei dettagli che si annida la forza di Florilegio: il testo è denso, pieno di immagini che sembrano uscite da un diario notturno. Fumo, farmaci, serate techno, denti digrignati, notti bianche: un inventario delle strategie disperate per restare a galla. La ripetizione ossessiva del titolo non è solo uno slogan, è un mantra che ci sbatte in faccia una verità scomoda ma condivisibile: la felicità non è un obiettivo, è un lampo. A rendere tutto ancora più affascinante è la copertina con un melograno – simbolo perfetto del dualismo che attraversa tutta la traccia: dolcezza e amarezza, desiderio e frustrazione. Perché sì, anche l’estetica ha il suo peso nel mondo di Florilegio.
Giovanni Battistin – Raggio di sole
Un nome che forse non abbiamo mai sentito prima, ma “Raggio di sole” è un ottimo biglietto da visita per quello che sarà uno dei nostri cantautori preferiti, di quelli che tra synth e chitarre preferiranno sempre le chitarre, che non urlano per far male, che non sono melodrammatici eppure commuovono con la semplicità, di quando “sei triste, eppure felice”. Questo brano è un invito timido a vedere sempre il bello anche nelle situazioni più buie, quando ci sentiamo soli o, peggio, abbandonati. Giovanni Battistin combina indie-rock di stampo britannico con l’it-pop di quella generazione, quella di Calcutta all’Ohibò, ci ha segnato inevitabilmente. Da Padova, con tutte le conseguenze del caso, a partire dall’influenza imponente di realtà come Dischi Sotterranei, inevitabili vibes di respiro internazionali ed eccovi serviti il brano perfetto per l’inizio della primavera.
Ilnesso139 – Gabbiani (05:00)
Le incomprensioni che fanno da passi di danza e ci fanno volare come ‘’Gabbiani (05:00)’’, il nuovo brano de IlNesso139, Gabbiani (05:00), in uscita il 4 aprile per Honiro Publishing. Sonorità che sanno di leggerezza quanto di introspezione, che ci permettono di entrare dentro le nostre imperfezioni, dentro la moltitudine di sensazioni che proviamo a tu per tu con noi stessi, tra desideri, rinunce e rimpianti. Però, alla fine, nonostante spendiamo gran parte della vita a sopperire alla paura di esprimersi, esiste una nostra ‘’zona di conforto’’ che ci aiuta.
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