Nepobaby, Gate 66, Cami Belle: le recensioni dei singoli italiani

Nepobaby
Nepobaby – Bite Right In!

A pochi mesi dal loro EP d’esordio Greatest Hits, i Nepobaby tornano con un nuovo singolo intitolato Bite Right In!, in cui il punto esclamativo finale fa un po’ da anticipazione per il sound della canzone: rispetto all’EP questo singolo è infatti decisamente più indie pop / pop rock, più danzereccio e da presa bene, pur nell’ambito di un cantato velatamente malinconico.

Marco Russo – Presi bene

Marco Russo collabora con Giglio per il suo nuovo singolo Presi bene, un pezzo estivo di stampo pop con arrangiamento funky. Marco canta le strofe, mentre a Giglio è affidato il ritornello, e l’alternanza fra la voce maschile e quella femminile crea un’ottima dinamica. Il pezzo è abbastanza catchy, e anche se dura pochissimo (2:07 minuti appena) riesce a far venire una contagiosa voglia di ballare in riva al mare.

Mondocane! – Mondocane!

“Mondocane!”, dicono i Mondocane! all’inizio di Mondocane!, il loro nuovo singolo. Ci gasa sempre tantissimo quando una band pubblica un brano che si chiama come la band (l’hanno fatto anche gli Enter Shikari fra i numerosi altri). Oltre che omonima, la canzone parla anche della band: il brano è infatti “il riassunto del nostro incontro, delle nostre due anime”, afferma il duo a proposito di questo pezzo elettronico dalle vibe vagamente malinconiche ma che non manca di portare avanti un piglio energico, dato anche dalla vena rock che fa capolino nell’arrangiamento.

Retrophil – Bel Paese

Primo singolo per Retrophil, nome d’arte di Filippo Romano, classe 1993. Il cantautorapper, come ama definirsi, presenta un brano intitolato Bel Paese che, neanche a dirlo, “racconta con ironia e leggerezza le dimaniche dell’italiano medio, di raccomandazioni e tutte quelle situazioni strette che ci fanno perdere umanità”. È un pezzo poppeggiante con una chitarra vagamente funky nell’arrangiamento e un cantato che si avvicina al rappato, con uno stile che un pochino ricorda quello di Caparezza.

Roby Margherita – Senza te

Il temuto reggaeton è arrivato ed è qui tra noi. Con i primi caldi veri di quest’estate, ecco Roby Margherita che ci presenta la sua Senza te, una canzone estiva e relativamente ballabile ma non tamarra: alla fine di reggaeton questo brano ha solo il ritmo di fondo, perché poi le sonorità e gli arrangiamenti sono molto più vicini al pop più classico (e per fortuna, diremmo!), ritornello abbastanza orecchiabile compreso.

Sea.bass_beat – Saxo Dream

Quattordici anni fa Alexandra Stan ci faceva ballare con la sua Mr. Saxobeat. Nel 2024 a farci ballare ci pensa Sebastiano Modolo, con il suo progetto sea.bass_beat, grazie al suo singolo Saxo Dream. Il brano non ha le vibe da hit dance rumena, ma è un pezzo upbeat synthpop/EDM guidato da -l’avrete intuito- un sassofono. La canzone si dipana lungo atmosfere un po’ sognanti e fatate ma ben capaci di mantenere il ritmo sù di giri anche quando le strofe si fanno più modulate. Non ci sono parole nella canzone, solo un saxo dream.

Sümelga – Ricaduta radioattiva + La notte di Salem

Appuntamento ormai costante con i Sümelga, che questa settimana ci propongono un doppio singolo intitolato Ricaduta radioattiva e La notte di Salem. Per il primo, un titolo che prende forte ispirazione dal videogioco Fallout, oltre che dalla canzone Replay di Samuele Bersani da cui è ripreso il concetto del ritornello. Il pezzo sviluppa un rock allegro, orecchiabile e radiofonico, appena sporcato dal cantato graffiato e aggressivo. Il secondo invece è tratto dal noto libro di Stephen King e ha riferimenti alla saga dei Ghostbusters, e si configura come un pezzo più marcatamente hard rock.

Zileh – Meglio così

Sulla scia della Sad in Italia negli ultimi due o tre anni si è sviluppato tutto un movimento che rispolvera le sonorità emo mischiandole con i generi più in voga degli ultimi anni come la trap e l’urban. È anche il caso di Zileh, che da poco ha pubblicato il suo album Emozioni, da cui è tratta questa Meglio così, traccia conclusiva del disco. Cantato semi-rappato nelle strofe, ritornello melodico e orecchiabile, musica appena più rock della media radiofonica: gli ingredienti per fare bene ci sono tutti, quantomeno presso il pubblico ricettivo nei confronti di questo stile.

Andrea Sannino – Via Partenope

Secondo singolo del 2024 per Andrea Sannino, che dedica un brano a Via Partenope, una delle più famose vie di Napoli, che “nel testo è anche la via dell’amore, della complicità di due persone che hanno solo la voglia di stare insieme e lasciare fuori i pensieri”. Si tratta di un pezzo pop di stampo decisamente retro, che richiama alla musica leggera anni ’80, di quelle che sarebbero state perfettamente nella colonna sonora di una commediola dell’epoca. Punti in più per il bel sassofono che arricchisce l’arrangiamento conferendo al brano un sound senza tempo.

Black Vessel for the Saint – Dirty Lady

Singolo d’esordio per i Black Vessel for the Saint. La band veronese ci presenta la sua Dirty Lady, che è un brano stoner / hard rock piuttosto heavy ed energico ma che sa fare più di qualche concessione alla melodia e alla catchiness. Bello il lavoro sulle chitarre, che ha un piglio più americano che italiano, e ottimo anche l’accento del cantato inglese, cosa non affatto scontata per un gruppo italiano. La dirty lady del titolo è “una figura femminile sfuggente e misteriosa, spinta da un desiderio di sfidare le convenzioni e di vivere una vita senza regole”, secondo quanto dice la band.

Cami Belle – Idea

Cami Belle, marchigiana, si presenta al pubblico con il proprio singolo d’esordio intitolato Idea e prodotto da Emanuele Presta. Si tratta di un leggero brano pop con qualche richiamo funky anni ’80 nell’arrangiamento e un ritornello melodico e orecchiabile. Cami dimostra di avere una voce dal buon potenziale, anche se secondo noi potrebbe sfoderare una performance più energica e convinta per dare quella spinta in più al brano.

Claudio Clementi – Ferro liquido

Vibe riflessive e malinconiche per Claudio Clementi nel suo nuovo singolo Ferro liquido, un brano che parla del “momento subito dopo la rottura, quando prendi coscienza di un qualcosa che non esisterà più e che è destinato alla fine”. L’artista della provincia romana scrive un pezzo tra pop e rock con sonorità e arrangiamento inizialmente minimali ma che si arricchiscono man mano arrivando a originare un brano dotato di una certa intensità sia strumentale che emotiva.

Gate 66 – 747 (Ser J remix)

Qualche mese fa i Gate 66 pubblicavano il loro singolo 747, di cui avevamo parlato in quest’articolo. Ora la band che viene dal 2096 ne propone anche un remix a cura di Ser J, “DJ from Dubai, oracolo musicale del deserto e cantore della dance italiana nel mondo”. Il remix toglie le influenze chiaramente anni ’80 che caratterizzavano il pezzo originale e trasforma il brano in una canzone da club, ritmata e groovy senza mai scadere nel tamarro, quasi un pezzo di quelli che si sarebbero potuti ballare nel primo decennio del nostro secolo.


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