Il nuovo brano dei Like Roses, “Buried”, e gli altri singoli internazionali di questi giorni

I Like Roses saranno la next big thing della musica emo? Impossibile dirlo adesso, ma la band sta finalmente cercando di mettere insieme tutti i pezzi giusti: da poco sotto contratto con Hopeless Records, il gruppo di Berkeley sta registrando il suo primo album dopo svariati EP e il prossimo anno sarà in tour in giro per l’Europa insieme agli Sleeping with Sirens (e agli Arm’s Length) con una data prevista anche a Milano il 21 febbraio all’Alcatraz. Loro si descrivono come “people w/ instruments who yell about being sad over the noise created by said instruments”, che è un riassunto fantastico, e in effetti anche abbastanza fedele: i Like Roses fanno un emo con qualche influenza pop punk, una sorta di commistione fra Yours Truly, Movements e un po’ di Sweet Pill -altra band recentemente transitata in casa Hopeless. Le premesse ci sembrano molto buone; attendiamo l’album per scoprire cosa riserva il futuro alla carriera del gruppo californiano.
Anche questa settimana riempiamo la nostra quota di indie / folk / Americana, stavolta con una nuova proposta da casa Run for Cover Records (che a dispetto della sua fama nel mondo emo / post-hardcore non è certo aliena a queste sonorità: basti pensare ai Pinegrove). I Sadurn propongono un delizioso singolo con questo Whole Thing, che anticipa il secondo disco The Underworld in arrivo il 16 ottobre. Voce delicata, atmosfere vagamente malinconiche, pedal steel per rendere tutto più americano, ma questo genere fatto in questo modo può piacere tanto anche a noi europei.
Un anno dopo Who Will Look After the Dogs?, i Pup ci fanno ascoltare una canzone nuova intitolata If This Is It (oltre a condividere il video ufficiale per Concrete, uno dei brani di quel disco). Abbiamo detto “canzone nuova”, anche se più correttamente avremmo dovuto definirla “inedita” visto che è stata registrata durante le stesse sessioni dell’album precedente e solo ora portata alla luce del sole. Non sorprende quindi che la traccia risulti molto simile, per produzione, vibe e sound, ai pezzi del disco: è una canzone molto in stile Pup, con vocals trascinanti, un punk rock energico e veloce ma alleggerito dalle influenze indie del gruppo.
I Gilla Band hanno annunciato l’uscita del loro nuovo album, che si chiamerà… Pugnello (boh) e uscirà il 25 settembre per Rough Trade Records. Il singolo di lancio, Placeholder, è un pezzo che unisce post-punk e musica elettronica dura, con alcuni passaggi che ricordano i momenti più euforici degli Enter Shikari d’antan e altri che sembrano pronti per qualche club alternativo pieno di gente impasticcata. Strano sì, ma del resto la band ci ha abituato all’anormalità in questi anni.
Il 6 febbraio 2027 i Gilla Band saranno in Italia per un concerto all’Arci Bellezza di Milano.
Nuovo EP in arrivo per Karen Dió, che il 21 agosto pubblicherà Fugaz, il suo nuovo lavoro di cinque tracce fra le quali è inclusa questa Free Yourself, un pezzo punk rock semplice, diretto e senza fronzoli, con un ritornello che è composto letteralmente solo dal titolo del brano ma non per questo suona ripetitivo o banale.
Nel mondo della musica e in generale dello spettacolo a volte si usa l’espressione “nepo baby” per indicare quegli artisti che sono figli di personaggi famosi, e che quindi si ritrovano la strada spianata in partenza grazie all’agiatezza economica, alle possibilità di investire in produttori famosi e strumenti costosi senza dover lavorare, alla fitta rete di contatti dei genitori/parenti e anche all’occasione di crescere in un contesto già improntato alla performance artistica. In questo caso però il concetto di nepo baby è a dir poco riduttivo, perché Ona Mafalda è letteralmente principessa di Bulgaria, pronipote dell’ultimo zar Simeone II, ultima discendente del casato di Sassonia-Coburgo e Gotha-Koháry. Dal video di Anthem magari non si direbbe, anche perché consiste semplicemente in lei stessa che si autoriprende mentre gira con dei pattini per il Victoria Park di Londra; ma del resto l’arte è anche performance, e capacità di presentare la versione di sé stessi che si vuole mostrare al pubblico. Il video peraltro si sposa bene con la semplicità del brano: un pezzo accattivante dal sound indie pop, cantato con freschezza e con un ritornello convincente -e con un leggero accento spagnolo: Mafalda infatti è cresciuta tra Londra e Mallorca, e a breve pubblicherà un EP intitolato Todo en orden in cui canta sia in inglese sia in castigliano. Brano leggero, catchy e ben costruito: per noi funziona molto bene.
Dopo Shit One e Do It, i Really Good Time ci fanno ascoltare un altro singolo dal loro primo album, Affirmations, in arrivo il 7 agosto. The Love Song è una canzone dalle sonorità magari non esattamente romantiche, ma che comunque ha un certo flair attraente, e anche un buon potenziale radiofonico, almeno fino all’incasinatissima outro che sfiora derive quasi noise.
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