Good Sleepy – Everysinglelittlebit, tutto quello che c’è da sapere sul nuovo album

Good Sleepy Everysinglelittlebit

Proprio quando sembrava che l’ondata emo/pop punk di metà anni 2010 fosse morta e sepolta, ecco che ti arriva il nuovo album dei Good Sleepy Everysinglelittlebit. Si tratta di un album d’esordio, prima del quale la band del Massachusetts aveva pubblicato solo un EP (Okay with the Way It Is, as Is) nel 2020 e lo stesso anno uno split con Knope e Closure. Esce per l’etichetta californiana No Sleep Records, e a questo nome a qualche nostalgico dell’emo di inizio ’10 luccicheranno gli occhi.

Sì, perché No Sleep Records e il suo proprietario Chris Hansen hanno avuto un ruolo di primo piano nel lanciare alcune delle band che per i successivi dieci anni hanno prima fatto risorgere e poi tenuto in piedi la scena emo/pop punk: The Wonder Years, Touché Amoré, Balance and Composure, La Dispute, Into It. Over It., Moose Blood e Wstr (ma non solo) sono tutti partiti pubblicando i primi EP con No Sleep, per poi approdare a lidi più noti.

Da metà anni ’10 No Sleep Records sembrava essere entrata in una fase di stasi se non proprio di declino, ma inaspettatamente nell’ultimo biennio l’etichetta ha tirato fuori una serie di nuove uscite tra le più interessanti del panorama alternativo. I Charmer con Ivy hanno pubblicato un disco emo che nel 2020 ha strappato consensi pressoché univoci, ma soprattutto No Sleep ha lanciato gli Hot Mulligan, ormai una delle realtà più consolidate della quinta ondata emo, soprattutto grazie al disco You’ll Be Fine.

Viste le premesse, un nuovo signing di No Sleep Records di questi tempi va guardato con molta attenzione, e a giudicare da Everysinglelittlebit, i Good Sleepy hanno parecchio potenziale da mettere a frutto. A scanso di equivoci, chiariamo subito la cosa più importante da sapere: quest’album è letteralmente quello che si ottiene cantando con la voce dei Moose Blood le canzoni dei Tiny Moving Parts.

Il pattern sonoro è evidentemente emo nella sua accezione twinkly, mentre il cantante Seth Girard sembra Eddy Brewerton ma senza l’accento inglese (lo so, è un peccato). È una descrizione valida per buona parte delle canzoni, togliendo l’opener S’more che è una sorta di intro acustica (come Cherry in I’ll Keep You in Mind, esatto) e la traccia di chiusura For Good Hope (Nursery).

Evidentemente emo è una definizione che calza anche per i testi dei Good Sleepy: Everysinglelittlebit vede infatti passaggi come “you never understood how life was hard on me”, che cantato in quel tono lamentoso e sofferente è proprio la quintessenza dell’autocommiserazione emo -nello specifico, parliamo del ritornello di Sun Aside, indubbiamente una delle migliori canzoni insieme a Suffokate e a Dihappy.

Del resto, la band nasce perché Seth e il batterista Thomas Sullivan, come afferma la bio stessa del gruppo, “condividono interessi musicali e ansie esistenziali”. Tant’è che il disco pur uscendo in primavera suona decisamente più come un album da ascoltare ai primi freddi, magari davanti a un falò di sera (e sì, se ve lo steste chiedendo stiamo pensando alla copertina di I’ll Keep You in Mind).

I Good Sleepy in Everysinglelittlebit mostrano un potenziale davvero interessante e in buona parte ancora inespresso: non tutto il disco si mantiene sullo stesso livello delle tracce migliori, con alcune canzoni soprattutto nella seconda metà che faticano un po’ a distinguersi nella tracklist, ma se i ragazzi di No Sleep Records sapranno lavorare per arrivare a scrivere pezzi consistentemente catchy il limite è il cielo, come dicono gli inglesi.


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