Galea, Sanlevigo, Nera Smith: le recensioni dei singoli italiani

Galea Ragazzo fuori moda
Galea – Femminuccia

Dopo la bellissima Ragazzo fuori moda di luglio, l’astro nascente del pop italiano Galea torna a farsi sentire con questo suo nuovo singolo intitolato Femminuccia. La canzone è una rivendicazione dei propri “tratti femminili”, quantomeno per come la società li concepisce in modo tradizionale, ma soprattutto un piccolo inno alla libertà di essere sé stesse e rigettare gli stereotipi che il mondo ci appiccica addosso. “Mi vengono in mente tanti film per ragazzi in cui il personaggio femminile principale è una ragazza semplice, che non ha particolarmente a cuore la sua estetica e che è “diversa” dalle altre. Di contro l’antagonista è una ragazza popolare, bionda e spesso estremamente femminile, non di rado stupida, antipatica o frivola. È una narrazione che non fa altro che rinforzare la dicotomia maschile/femminile in cui il maschile è giusto e intelligente e il femminile è sbagliato e superficiale”. Il brano è caratterizzato da un sound più indie rock/pop (qualcuno potrebbe chiamarlo “bedroom pop” di questi tempi) rispetto al precedente ma, manco a dirlo, anche stavolta il ritornello fa presa piuttosto immediata e non ci stupiremmo affatto di sentirlo passare in radio a breve, insieme alla voce di Galea che è una delle più belle e riconoscibili che il panorama indipendente italiano abbia da offrirci.

Nera Smith – Fuori

Voglia di evasione dalla vita di tutti i giorni per Nera Smith, nome d’arte di Saverio Tomai (da non confondere con Saverio Tommasi), nel suo singolo d’esordio intitolato coerentemente Fuori. La canzone evade anche dai sound più contemporanei, rifugiandosi in suoni molto reminiscenti dell’elettronica anni ’80 un po’ come si usava nell’indie di qualche anno fa, con un cambio di ritmo nella seconda strofa dove il cantato si fa più frenetico ai limiti del rap. Un pizzico di malinconia sfuggente nella voce e il gioco è fatto, con un brano piuttosto orecchiabile che si può spendere tanto a un concerto data la presenza di strumenti, quanto per scopi di piazzamenti in playlist e rotazioni radiofoniche.

Sanlevigo – Un’insurrezione

Dopo i due singoli in rapida successione Mille fiori e Nei panni sporchi di Venere, abbiamo finalmente i dettagli sul primo album della rock band romana Sanlevigo: Un giorno all’alba uscirà il 30 novembre, distribuito da Artist First, e anticipato da questo terzo singolo intitolato Un’insurrezione. A dispetto del titolo, si tratta del pezzo più tranquillo e riflessivo fra quelli pubblicati finora, segno che l’insurrezione è più interiore che manifesta, o forse più metaforica che reale. Quello che invece non viene abbandonato sono i passaggi liricamente sostenuti come “Mi scuoti dall’oblio, chiara supernova” che apre il ritornello; ma che i Sanlevigo fossero una band dotata di una certa cultura lo avevamo già capito tra le rivisitazioni filosofico-musicali del primo singolo e il contenuto florigrafico del secondo. A noi, non lo nascondiamo, piacciono maggiormente le canzoni più tirate, ma Un’insurrezione potrebbe essere lo “stacco”, la presa di respiro perfetta e necessaria al punto giusto della tracklist.

Alessandra Rugger – Settembre

È appena cominciato novembre, ma questo non ha impedito ad Alessandra Rugger di pubblicare una canzone intitolata Settembre, brano il cui sound in effetti dà l’idea di quelle giornate ancora un po’ calde dove si esce in maniche corte (ma con dietro una felpa) più che dei pomeriggi bui e piovosi che spesso accompagnano il penultimo mese dell’anno. Alessandra è vocologa e pedagoga musicale, e non è quindi un caso che in Settembre sfoderi una performance vocale degna delle maggiori interpreti di musica leggera italiana mentre canta “arrivederci, papà” -il brano prende spunto dal rapporto con i propri genitori e da “quel momento in cui ci stacchiamo da loro per diventare grandi”. Un brano che, proprio come il momento del distacco dalla propria famiglia, assume una duplice veste spensierata e malinconica, di chi è felice di spiccare il volo ma con un piccolo groppo in gola per l’addio alla vita che ha vissuto fin da bambino.

FacilityManager – Prima del lockdown

FacilityManager è una one-mand band milanese-romana, dietro il cui nome d’arte si cela il facility manager (of course!) Francesco Moscatelli, reduce dalla pubblicazione del suo primo disco Processi elettronici alterati Fase I. Si tratta nominalmente di un EP, dato che la tracklist vede soltanto quattro pezzi, ma nessuno di loro dura meno di sette minuti. La traccia d’apertura del lavoro, intitolata Prima del lockdown, è anche la più lunga con i suoi 8:26 minuti, divisi equamente fra una prima parte rock e una seconda pseudo-elettronica, che sembrano tanto lontane quanto il ricordo dei concerti a cui si poteva assistere in piedi senza distanziamenti sociali. Proprio di questi ultimi parla il brano nella sua prima parte (la seconda è strumentale), portando una critica a chi ha imposto i lockdown e le più rigide misure di contenimento della pandemia, costringendo le persone a non lavorare e a rischiare di non arrivare a fine mese. Tesi più o meno condivisibile a seconda di chi ascolta, anche se sviluppata con argomenti abbastanza cliché che abbiamo avuto modo di sentire parecchio negli scorsi mesi di zone rosse, gialle, arancioni e verdi; tutto sommato più interessante la seconda parte maggiormente sperimentale.

Kaldorei – Atlantide sommersa

Da fan di Tolkien piuttosto hardcore, sono rimasto un pochino interdetto quando nella presentazione di questo brano ho letto che i Kaldorei hanno preso il nome dall’omonima razza elfica, di cui a memoria negli scritti dell’autore inglese non c’è alcuna traccia. Naturalmente tralasciavo di ricordare che gli elfi sono creature riprese poi in una miriade di saghe e videogiochi fantasy, e infatti l’amico Google mi dice che i Kaldorei sono elfi presenti in una qualche edizione del popolare videogame World of Warcraft. Il nome significherebbe “figli delle stelle”, e infatti i cinque ragazzi pugliesi sono soliti comporre i propri brani prevalentemente di notte. La band esiste dal 2020, e Atlantide sommersa è il singolo d’esordio, un brano introdotto da una prima strofa alla Ultimo anche se poi si evolve prendendo un piglio più rock, soprattutto grazie alla batteria e all’assolo di chitarra da stadio (con la s minuscola; forse anche maiuscola). Un sound, ad ogni modo, che dà l’idea che la band abbia le idee piuttosto chiare sul tipo di ricerca sonora che intende portare avanti, nonostante la poca esperienza condivisa. L’Atlantide sommersa citata nel titolo -vale la pena di menzionare- rappresenta “quella parte di noi che abbiamo dimenticato, quella parte che nella routine e la fretta di tutti giorni finisce in fondo nel nostro animo”.


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