FOR FANS OF: con Lo Moon, Sarah Lake & more

Lo Moon

Lo Moon – Dream Never Dies

FFO: The War on Drugs, Coldplay anni 2000

Nati a Los Angeles nel 2016, i Lo Moon hanno pubblicato il proprio album d’esordio self-titled nell’ormai lontano 2018 per Columbia Records, ma ora si preparano a proporre il followup A Modern Life che uscirà il 24 febbraio per Strngr Recordings e Thirty Tigers. Il singolo di lancio del disco si chiama Dream Never Dies e ricorda un po’ il sound dei Coldplay di inizio millennio (quando ancora suonavano degli strumenti insomma) e un po’ quello dei The War on Drugs. Non è quindi un caso probabilmente che la band, nelle cui fila milita anche il chitarrista Samuel Stewart figlio di David Allan Stewart degli Eurythmics e Siobhan Fahey delle Bananarama, aprirà il prossimo tour europeo dei TWOD, che prevede anche una data in Italia il 5 aprile 2022 all’Alcatraz di Milano, restrizioni covid-19 permettendo ovviamente.

Sarah Lake – You Don’t Have To

FFO: The Lumineers, la prima Taylor Swift, Alison Krauss

Già vista una decina di anni fa ad American Idol, in cui partecipava con il suo nome da nubile Sarah Mather e dove raggiunse la finale, Sarah Lake (il cognome è quello del marito Ernie, a sua volta un produttore che può vantare nomination ai Grammy) ha pubblicato il suo EP The Ride nel 2016, seguito poi da un discreto numero di singoli a sé stanti, ultimo dei quali questo You Don’t Have To che è un brano spiccatamente country con un’inclinazione al pop e alla melodia più orecchiabile. Prodotto chiaramente degli States, e anzi più precisamente di Nashville, è un brano che ci fa pensare ai primissimi dischi di Taylor Swift ma anche alle sensibilità pop di una band come i The Lumineers.

Bosola – Me on a Good Day

FFO: The Wonder Years/Aaron West, The Smiths, The Replacements

Bosola è il nome d’arte di Tim Cox (che è probabilmente l’equivalente di chiamarsi Andrea Rossi in Gran Bretagna), un ragazzo di Newcastle-upon-Tyne che ha una voce incredibilmente simile a quella di Dan “Soupy” Campbell dei The Wonder Years, e più specificamente del suo side project Aaron West and The Roaring Twenties, a cui Bosola somiglia in parte anche come sound e arrangiamenti. Il genere del nuovo singolo Me on a Good Day, che arriva a qualche mese di distanza dall’ultimo EP How Sick I Became Running from Myself, è in parte l’indie rock molto britannico alla The Smiths e in parte vicino alle chitarre malinconiche e autunnali dell’emo tra Midwest e 2010s. Un connubio tristone che da queste parti è sempre molto gradito.

Jake Huffman – Just a Little More

FFO: Coldplay, The Summer Set

Già membro dei McLovins, band alla quale si è unito all’età di 14 anni, Jake Huffman non nasconde la propria ammirazione per i Coldplay, dei quali infatti il suo nuovo singolo Just a Little More ricalca in parte lo stile vocale e l’approccio pop rock alla musica. Se questo è un paragone tutto sommato poco sorprendente, più interessanti sono le tracce di The Summer Set che sentiamo nella musica del cantautore statunitense, già compositore peraltro per il noto show Sesame Street (quello con i Muppets, per intenderci): i vocals di Jake hanno qualcosa che ci fa pensare a quelli di Brian Logan Dales, anche per lo stile utilizzato, e il brano stesso non sfigurerebbe come ballad un po’ tristina un po’ felice tipicamente da TSS.

Jenny Stevens and The Empty Mirrors – No, I Wouldn’t Call It Love

FFO: The Cure, The Killers

Avevamo già incontrato Jenny Stevens e i The Empty Mirrors con il loro singolo Gabrielle, una peculiare canzone sullo stile delle teen tragedy songs anni ’60. Ritroviamo ora il connubio fra il gruppo finlandese e la cantante gallese con questa deliziosa No, I Wouldn’t Call It Love, che è nuovamente un brano reminiscente di sonorità d’antan, ma questa volta spostandoci di almeno una ventina di anni sul sound reso celebre da una band come i The Cure, qui rielaborato con toni più introspettivi e “in attesa”. Il testo parla della rievocazione nella memoria di un momento perfetto.

Canicule – Trauma Doll

FFO: Drug Church, Fiddlehead, Angel Du$t

Punk rock con influenze post-grunge e alternative rock, diciamo idealmente a cavallo del sound di Drug Church e Angel Du$t ma un filo meno sporco e aggressivo. Sono i Canicule da Marsiglia, che presentano il loro nuovo singolo Trauma Doll con un video ambientato in alcuni dei posti più apprezzati dai ragazzi della città mediterranea. La canzone arriva a brevissima distanza dal precedente singolo della band francese, Cephalophore.


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