Biava – Il mio primo concerto / La recensione

Il mio primo concerto è l’EP d’esordio di Alessandro Biavaschi, in arte Biava. Uno che a prima vista sembra inserirsi nel sovraffollato carrozzone del pop punk più recente. E invece Biava non è un poser, lui c’era fin dai tempi dell’iconico gruppo feisbuc POP-PUNK.IT. Allo stesso tempo, però – non potrebbe essere altrimenti –, il pop punk lo aggiorna al 2025, ma in una maniera del tutto personale.
Il primo concerto di Biava si apre con la title track, che racconta il suo sogno di fare musica partendo da zero, e convoglia tutto l’entusiasmo e la presabene del progetto: il mantra di Il mio primo concerto è “guarda come mi diverto” ed è rappresentato molto bene da un pop punk ballabile e discotecaro che non scade nel trash. In Immagina che show il cantautore varesino mostra una personalità più spavalda, da one man show, appetibile al grande pubblico.
Adhd riprende quel pop punk catchy e veloce che abbiamo visto in apertura, con elementi di elettronica che velocizzano i ritmi e danno quel sapore moderno alla canzone. Un pop rock più soffuso ma sempre movimentato, capace di raccontare disagi e desideri della provincia, viene fuori in Luci dell’autostrada, dove l’impronta cantautorale riprende una fisionomia più definita.
A riportare un po’ di calma interviene Nata in primavera, riuscitissima ballad che convoglia alla perfezione dolcezza e sensibilità. In Tuttok Biava replica – ma certo, funziona – la formula del rock da dance floor. Chitarra acustica e voce delicata siglano l’outro Si è chiuso il sipario, che conclude il primo concerto di Biava.
Se i risultati dei singoli buttati fuori nei primi anni di attività altalenavano tra canzoni belle e pezzi dimenticabili, in questo disco tutte le tracce convincono. Non sorprende che quello di Biava sia uno dei nomi su cui ha deciso di puntare la label Nigiri, che peraltro tra le uscite fresche annovera anche Wanted, l’ultimo album delle Bambole di Pezza. E se il piglio adolescenziale della voce e della postura ben si addice al pop punk, certamente non è disdegnato nemmeno dalla quota indie che si intromette in certi testi e atteggiamenti.
Fa sorridere che titolo e concept de Il mio primo concerto si avvicinino al The Freak Show di Diego Naska. Ma al di là della sottile coincidenza tematica viene spontaneo – sarà per la voce, per il popànc, per il teenager interiore – l’accostamento al Diegone nazionale. Eppure Biava è un Naska molto più genuino: meno spaccone nei pezzi tirati e meno melenso in quelli calmi. Si riappropria del pop punk in maniera personale, dicevamo all’inizio: non sarà originale – il genere non lo permette –, ma di sicuro esprime il proprio true self. Senza plagi, senza maschere, senza schermi né specchi. Se questo è il suo primo concerto, aspettiamo volentieri di sentirne altri.
Ascolta qui sotto Biava – Il mio primo concerto!
