Band che cantano male

Cap'n Jazz

 

A far successo con il cantante belloccio e la voce stentorea (e magari pure iperautotunata) sono capaci tutti quanti. Ma arrivare alla fama guidati da cantanti che sgolano male, stonano e toccano note che non esistono nemmeno sul pentagramma non è certo cosa da tutti. Alcuni ci sono riusciti, altri magari alla fama non ci sono arrivati ma hanno comunque lasciato un’impronta nel proprio genere di riferimento. Cantando malissimo, e rubandoci il cuore. Abbiamo recuperato alcune delle nostre preferite band che cantano male.


CAP ‘N JAZZ

Nucleo fondamentale da cui sono partiti alcuni dei progetti emo più importanti di sempre, cioè gli American Football, i The Promise Ring e i Joan of Arc, e loro stessi considerati come uno dei capisaldi del genere. Il celeberrimo emo copypasta addirittura li definisce l’unica band dell’intero panorama Midwest emo che possa davvero definirsi emo. Hanno pubblicato un solo disco, nel 1995, che si chiama… *prende fiato*Burritos, Inspiration Point, Fork Balloon Sports, Cards in the Spokes, Automatic Biographies, Kites, Kung Fu, Trophies, Banana Peels We’ve Slipped On and Egg Shells We’ve Tippy Toed Over (per gli amici noto più semplicemente come Shmap’n Shmazz). Anche se poi il disco per cui sono più celebri è la raccolta Analphabetapolothology, che include tutto quel disco più una serie di cover, rarità e bonus track.

Il cantante della band era Tim Kinsella, poi fondatore dei Joan of Arc (progetto mattissimo di cui magari avremo modo di parlare in futuro) nonché di una mezza dozzina di altri progetti, e salito agli onori delle cronache locali di Chicago per il racconto della sua fuga dall’Italia nel pieno della prima ondata di pandemia da covid nel 2020. Noi qui vi proponiamo una delle cover presenti su Analphabetapolothology, il classicone Take On Me degli A-Ha, presentato in quella che secondo noi è la sua miglior versione mai realizzata. O la peggiore. A voi il giudizio, ma tenete presente questi commenti sotto al video di YouTube che spiegano perfettamente la situazione.

“To me….this is the epitome of a good time. Blowing out your vocal chords with friends to a good ol’ classic.”

“yall are missing the point yes he cant sing but thats part of what makes this band so fuckin amazing, its less about how ‘good’ u are at singing and just the pure emotion hence the emo label…fuck i love this band and this song”

TINY MOVING PARTS

I Tiny Moving Parts sono una delle band che cantano male per eccellenza, anche se negli ultimi anni Dylan ha udibilmente preso delle lezioni di canto. I primi dischi però ci regalano un cantato bello grezzo e bello stonato, ed è proprio questo a rendere album come This Couch Is Long and Full of Friendship così fantastici… oltre al titolo naturalmente. Le stesse canzoni interpretate da un cantante con la voce pulita e impostata proprio non ci farebbero sentire gli stessi feels che trasmette Dylan quando piagnucola cose come “In bed by eleven again, I hope to disappear in the mattress / I hope when I fall asleep the pillow eats my teeth”.

Qui una deliziosa versione primordiale di Waterbed, bellissimo pezzo dal loro primo album. Anche in questo caso, la sezione commenti di YouTube regala perle:

“Is the singer going through Puberty?”

“I dont understand the vocals? am i missing something or are the listeners tone deaf?”

MIDWEST PEN PALS

I Midwest Pen Pals (già il nome è un meme) nascono a maggio 2009 e si sciolgono a settembre 2009. Cinque mesi in cui la band riesce comunque a regalare quella perla che è il suo unico EP Inside Jokes. I membri del gruppo erano le stesse persone che giravano in una mezza dozzina di band a loro contemporanee, fra cui i Merchant Ships che si erano sciolti poco prima e che si riformeranno poi di lì a pochi mesi, arrivando a una discreta fama nel giro underground.

Tra le poche informazioni reperibili online si legge che la band era composta da Jack alla voce, Nick alla chitarra, Garett alla batteria, mentre al basso da chiunque fosse disponibile a suonare in quel dato giorno. Inside Jokes è fatto da sei canzoni registrate male (quindi perfette per questo genere) e con un cantato veramente ai limiti del tollerabile. Uno dei brani è diventato di culto, forse perché fa riferimento a un film di culto: si chiama Movies Like Juno e ve lo lasciamo qui sotto.

ALGERNON CADWALLADER

Una band fondamentale, peraltro riunitasi da pochissimo per un tour celebrativo (e poi chissà). Magari non super conosciuti (non quanto altre band di questo genere, quantomeno, vedi le due con cui abbiamo aperto l’articolo), ma sono stati sostanzialmente loro a dare il la all’emo revival degli anni ’10. Loro anzi il revival lo stavano già facendo nel 2008, quando usciva Some Kind of Cadwallader, disco bellissimo che aveva già tutte le caratteristiche dell’emo revival: chitarre piru piru, produzione minimale, titoli un po’ a caso (tipo Yo Soy Milk, che non si capisce se vuol dire “io sono Milk” o “bella lì, latte di soia!”) e ovviamente il cantante che sembra un incrocio tra una persona in preda a una crisi di pianto isterico e tu quando canti male sotto la doccia. Nel 2011 poi usciva un secondo disco, Parrot Flies, ma era decisamente più noioso e meno interessante del primo.

Qui il nostro pezzo preferito, che ci piace così tanto anche perché c’è il ritornello coi gang vocals da singalongare a squarciagola in macchina, ovviamente stonando in maniera atroce, sennò non è bello.

JUST FRIENDS

I Just Friends negli anni hanno preso una tremebonda deriva simil-ska punk (non mi interessa quello che dite: hanno le trombe, quindi fanno ska) -e ricordiamo che per chiunque faccia ska andrebbe rivista l’abolizione della pena di morte. Nel 2015 però, quando la band era agli esordi, le trombe c’erano ma non giocavano un ruolo così preponderante come sul disco Nothing but Love, uscito per Pure Noise nel 2018. Col passaggio a un’etichetta importante (quantomeno in ambito alternative) anche la qualità della produzione, del songwriting e del cantato sono nettamente migliorate, ma in quel primo album del 2015 (Rock 2 the Rhythm) c’era tutta l’essenza DIY e primordiale del gruppo.

I Just Friends sono bene o male l’unico gruppo non pienamente emo che compare in quest’articolo, ma il cantato su quel disco sembra proprio preso da uno dei lavori delle band che abbiamo citato fin qui. Basta ascoltare il singolo-bandiera Welcome Mats.

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