Algernon Cadwallader, Hot Mulligan, AFI: i singoli internazionali dell’8 agosto 2025

Algernon Cadwallader
Foto di Scott Troyan

 

Algernon Cadwallader – Hawk [Saddle Creek; emo revival]. Una piega degli eventi inaspettata, ma forse non del tutto. Dieci anni dopo il proprio scioglimento, gli Algernon Cadwallader avevano ricominciato a suonare qualche sparuto reunion show già dal 2022, ma ora la band ha annunciato di avere un intero nuovo album pronto da farci ascoltare: si chiama Trying Not to Have a Thought e uscirà il 12 settembre per Saddle Creek, etichetta con cui il chitarrista Joe Reinhart ha rapporti in quanto membro degli Hop Along proprio dal 2012.

La band, forse la primissima vera interprete del cosiddetto “emo revival” che diventò poi di successo nei primissimi anni 2010 (più o meno in contemporanea allo scioglimento del gruppo), ha ricomposto la lineup originale del primo disco Some Kind of Cadwallader, e infatti anche il sound suona molto simile a quel disco fondamentale, solo registrato un pochino meglio. In base alle prime dichiarazioni del gruppo, sembra che Hawk sia proprio una buona rappresentazione di come suonerà il nuovo album, per cui i fan di lunga data degli Algernon Cadwallader e anche quelli che li hanno scoperti più recentemente avranno un lavoro di cui essere soddisfatti.

 

Hot Mulligan feat. Free Throw – Island in the Sun [Wax Bodega; emo]. Ancora una volta gli Hot Mulligan fanno gli spiritosi con i titoli dei propri brani, chiamandone uno Island in the Sun come la hit degli Weezer dal Green Album, che è sotto sotto il disco più bello degli Weezer anche se non si può dire troppo ad alta voce. Ovviamente questa Island in the Sun non ha nulla a che vedere con l’altra Island in the Sun; in compenso contiene un featuring con Cory Castro dei Free Throw, che presta i suoi inconfondibili vocals mezzi urlati e mezzi cantati nella seconda strofa, con uno stile che ricorda peraltro molto da vicino quello degli stessi Hot Mulligan. Il nuovo album The Sound a Body Makes When It’s Still, da cui abbiamo già ascoltato And a Big Load, uscirà il 22 agosto.

 

AFI – Behind the Clock [Run for Cover Records; new wave, goth]. A quattro anni da Bodies, gli AFI hanno annunciato l’uscita di un nuovo album, che si chiamerà Silver Bleeds the Black Sun… e uscirà il 3 ottobre, curiosamente per Run for Cover Records. A lanciarlo c’è il singolo Behind the Clock, un pezzo rock che sembra particolarmente influenzato dai The Cure con atmosfere di stampo goth e vibe Eighties.

 

Pinkshift – Don’t Fight / Reflection [Hopeless Records; emo, hardcore]. Doppio singolo per i Pinkshift dal prossimo album Earthkeeper, fuori il 29 agosto, da cui abbiamo già ascoltato il singolo Vacant. Don’t Fight è un pezzo con strofe emo alla Run for Cover e un ritornello (per così dire) tutto in yelling da parte della voce Ashrita Kumar, che ricorda un po’ lo stile dei primi La Dispute; Reflection invece è un pezzo più lento e progressivo, quasi metal nelle influenze, compreso il lungo assolo di chitarra nel bridge, anche se il cantato ci ricorda vagamente i tempi gloriosi in cui c’erano ancora gli Adventures.

 

Kennyhoopla – Orphan// [Garbagehill Records; dance punk, funk]. La carriera di Kennyhoopla continua a vivere di drastici cambi di sound. Dopo aver sperimentato un po’ tutto, compresi il pop punk con la collaborazione di Travis Barker e lo shoegaze, per il suo nuovo EP Conditions of an Orphan (fuori il 19 settembre) l’artista ha lavorato insieme a Zac Farro, batterista dei Paramore, che ha conferito il suo tipico stile alla batteria erratico e imprevedibile al nuovo singolo Orphan, che sembra anche curiosamente pescare da un lato dalle sonorità di Halfnoise, ovvero proprio il progetto solista di Zac, e dall’altro da quelle di un gruppo come i Cobra Starship e della scena dance-punk MySpace di fine anni 2000. Curioso progetto, il sound è gradevole, anche se ci chiediamo quale possa essere il filo conduttore della carriera dell’artista.

 

Creeper – Blood Magick (It’s a Ritual) [Spinefarm Records; gothic rock]. Da quando pochi mesi fa ho letto Il mago di Somerset Maugham mi imbatto in riferimenti ad Aleister Crowley ovunque. Magari succedeva anche prima ma non lo sapevo, fatto sta che anche i Creeper fanno riferimento diretto al noto esoterista nel titolo del loro nuovo brano, ispirato al Magick di Crowley (e certo non è strano che una band che fa così spesso leva sui temi della magia nera e dell’occultismo parli di questo personaggio). La canzone è tratta da Sanguivore II: Mistress of Death, l’album in uscita ad Halloween, e riprende bene o male le sonorità e le atmosfere dell’ultimo disco Sanguivore, con un rock gotico cantato da Will Ghould con i suoi ormai consueti toni da cattivo di un film dell’orrore (lontanissimi i tempi in cui sfoggiava un’invidiabile estensione vocale nei primi lavori dei Creeper), effetti sonori da film spettrale e davvero pochissimo altro che catturi l’attenzione.

 

Die Spitz – Pop Punk Anthem (Sorry for the Delay) [Third Man Records; emo, post-grunge]. Molta ironia nel titolo del nuovo singolo dei Die Spitz, che si chiama Pop Punk Anthem ma di pop punk non ha letteralmente nulla, e che aggiunge “Sorry for the Delay” nel sottotitolo, alludendo al ritardo generico ma soprattutto al delay delle chitarre… e forse anche al ritardo specifico di questo pezzo, che ha evidenti influenze ’90s, in ritardo appunto di una trentina di anni. Per il resto si tratta di un brano che si muove fra alternative rock anni ’90, grunge ed emo, riuscendo a non suonare troppo dissimile dai migliori pezzi dei Brand New.

 

Nerves – Don’t Let Go [post-rock]. È raro che una band pubblichi come singolo la traccia finale di un disco o di un EP, anche perché molte volte si tratta di un pezzo “di chiusura”, magari più lungo o con una coda strumentale finale. È il caso anche di Don’t Let Go, ultimo brano nella tracklist di Iarmhaireacht, il nuovo EP dei Nerves in uscita il 15 agosto. Eppure il gruppo irlandese sceglie di farcelo ascoltare in anteprima, come singolo anticipatorio dell’EP. Il brano dura più di sei minuti, ha uno sviluppo molto progressivo e sonorità assimilabili al post-rock, con suoni atmosferici vagamente decadenti all’inizio e un sound full band più energico e distorto nella seconda parte, sempre con i vocals ridotti al minimo essenziale.

 

Long Fling – Flung [indie rock, pop sperimentale]. C’è un nuovo supergruppo in città (anche se la città in questo caso è Amsterdam). Si tratta dei Long Fling, ovvero il duo nato dall’unione di Pip Blom e Willem Smit. Il singolo di lancio si chiama -con un pizzico di ironia- Flung, ed è tratto dall’album d’esordio self-titled del gruppo, in arrivo il 3 ottobre. È un pezzo indie rock con influenze post-punk, dal sound sperimentale, anche per i vocals a tratti volutamente “stonati”, che cresce piano piano d’intensità fino al finale musicalmente più ricco e che acquisisce anche vibe elettroniche (c’è chi ha parlato di atmosfere krautrock).

 

Dust – Drawbacks [Kanine Records; post-punk, indie rock]. L’Australia non vuole essere da meno con l’ondata di ritorno del post-punk degli ultimi anni, e così ecco che si aggiungono alla nutrita schiera anche i Dust, giovane band da Newcastle. Il 10 ottobre uscirà il loro album d’esordio Sky Is Falling, anticipato dal singolo Drawbacks che è anche la traccia d’apertura del disco: un pezzo indubbiamente post-punk nel cantato un po’ alla Idles e nelle chitarre, ma che alleggerisce le atmosfere mescolandosi con tratti indie rock e alternative un po’ alla White Lies o Interpol.

 


Puoi leggere tutte le nostre pagelle ai singoli internazionali a questo link.

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