Bambole di Pezza, Etta e Decrow al Malpaga Sounds – 31/07/2024: il live report

testo e foto di Marco Musi
Il live report del concerto di Bambole di Pezza, Etta e Decrow al Malpaga Sounds!
Sono andato al Malpaga Sounds Musicfest conscio che sarebbe stata una serata irrimediabilmente heavy. Sotto il caldo da allerta meteo di questi giorni infatti la scaletta prevedeva Decrow, Etta e Bambole di Pezza, un mix di suoni italiani con tanta freschezza, ma anche portatori di un indeclinabile invito a muoversi, cantare a pieni polmoni e all’occorrenza pogare.
Ad aprire le danze Decrow ha presentato un live ricco di riferimenti da diversi mondi, prevalentemente emo ma con influenze che vanno dal grunge al pop punk, mantenendo sempre un sound graffiato che ben accompagna i suoi testi molto emotivi e dai colori dark.
Lo show che presenta è un viaggio nei suoi umori e tra i suoi pensieri, che sa farti empatizzare e sfrutta un sound spesso artificiale per costruire nelle nostre teste il punto di vista alienato verso un mondo in cui è difficile sentirsi al proprio posto. La gravitas cresce su sé stessa e sui ritmi che tornano a incalzarti man mano che nasce il bisogno di sfogare i propri pensieri. Decrow non è qui per costruirci una finta felicità ma ci lascia la sensazione che sfogare i propri pensieri e provare ad accettare sé stessi faccia bene; magari si scopre di non essere sbagliati e di essere circondati da tanti altri come noi. Non tutta la malinconia vien per nuocere.

A seguire nella serata tocca a Etta, col suo mix di rock, nu metal, fino a punte del neologistico baddiecore, senza rinunciare a giochi di contrasti forti, attingendo principalmente -ma non solamente- dalla sfera rap. La sua musica e il suo show non guardano in faccia a nessuno e c’è tutta la voglia di farsi sentire che si manifesta con riff pesanti, drop micidiali e un cantato spinto come pochi. Ma c’è anche tanto che Etta tiene a dire, prendendo di petto temi sociali come la violenza di genere e la guerra, con testi diretti che vogliono scuotere via anche l’ignavia dei quasi innocenti senza paura di dare fastidio.
Per Etta enough is enough, e riesce con la sua sincerità e la sua carica inesauribile a coinvolgere tutto il pubblico nonostante le sue ambizioni poco accomodanti. Il risultato è ritrovarsi tutti quanti a rimanere senza filtri, pronti a goderci appieno la musica e a combattere battaglie sociali che prima non abbiamo sentito abbastanza nostre. Non manca neanche il wow effect, che sia per i cantati difficili e intensi o che sia per il sound massiccio e il graffio profondo dei momenti più pestati. Trovarsi davanti a uno show nu metal italiano che spacca per davvero non è quello che tutti si aspettano ma è quello che succede sotto al palco di Etta.

A chiudere col botto ci sono le Bambole di Pezza, la formazione punk interamente femminile rifondata di recente che sta crescendo rapidamente e guadagnando palchi molto importanti; lo sta facendo con testi impegnati che portano un messaggio femminista netto, che non lascia spazio sotto palco ai conservatori della cultura patriarcale e crea un ambiente che sa di mondo nuovo, in cui si mischiano felicemente tutte le età e le identità. Però occhio che qui si poga, il sound della corrente italiana del punk non si nasconde e tantomeno il relativo pubblico.
Bastano pochi brani per ritrovarsi la famigerata polvere nei polmoni classica dei teatri punk estivi e col sudore a permeare corpi e indumenti. Poco male perché non c’è nulla di meglio per scrollarsi di dosso gli archetipi sociali che ci opprimono e lasciarsi ai sensi, sensi che vengono pienamente appagati. Le Bambole di Pezza infatti presentano uno show ormai estremamente ben rifinito, con una produzione del live molto sul pezzo, che sa regolare il ritmo e l’intensità in maniera magistrale, per lasciare a ogni brano il suo spazio e il suo immaginario ben rappresentato. A ciò naturalmente si unisce la capacità di coinvolgere il pubblico, creare momenti e poi riportare di nuovo l’intensità alle stelle.

Personalmente, sono qui a potervi solamente scrivere, ma avrebbero raccontato tutto molto meglio la mia faccia e il mio sudore a fine serata. Credete nella musica italiana perché se lo merita e lei crede in voi, nella vostra capacità di essere ascoltatori attivi e corpi vivi. Alla prossima!
La galleria fotografica completa dell’evento è disponibile sulla nostra pagina Facebook.
