Westfalia, Zona, Magaze: le recensioni dei singoli italiani

Westfalia
Foto di Daria Galli
Westfalia – D-End

I Westfalia continuano ad anticipare il loro prossimo disco con questo nuovo singolo intitolato D-End. Il sound è quello di un rock elettronico con bassi prominenti e synth sgargianti; i riferimenti, citati dalla band stessa, sono gruppi come Massive Attack e Nine Inch Nails; la proiezione è chiaramente sul mercato internazionale dove un brano come questo può fare benissimo, e non per nulla a novembre la band sarà in tour in giro per l’Europa prima di chiudere l’anno con alcune date italiane. Particolarmente tosto il finale con climax atmosferica e sonora.

XIII Blades – Blue Cream

Blue Cream è il nuovo singolo dei XIII Blades, un pezzo rock distorto e aggressivo, con potenti riff di chitarra che però non rinuncia a suonare accattivante e un cantato non banale, quasi da hard rock. Il testo è concepito come “un flusso di pensieri che parla del rapporto del proprio “Io” con gli Dei, come se fossimo stati maledetti da questi ultimi e costretti quindi ad una vita di continui conflitti interiori”.

Yasmina – Post punk

Come suona un brano che si chiama Post punk? Beh, tutto tranne che post-punk. O meglio, un accenno di post-punk lo sentiamo nella struttura ritmica del brano, ma Yasmina sembra voler giocare un po’ con il titolo per proporre un singolo che mette insieme una varietà di stili differenti. Del resto il pezzo è presentato proprio dicendo che l’artista “si fa portavoce di un’epoca in cui i confini tra i generi si assottigliano sempre di più e la musica diventa uno spazio di convergenza”. E così abbiamo un arrangiamento elettronico, chitarre che si avvicinano al dream pop e alla new wave e un cantato DIY che potrebbe ricordare certo bedroom pop degli ultimi anni. Il mix però funziona, e almeno a livello di underground ci sembra un brano che ha ottime potenzialità di ascolto.

Zona – In fondo al mondo

Secondo singolo del 2024 per gli Zona (dopo Asmodeo), che approfittano dell’uscita di In fondo al mondo anche per pubblicare finalmente tutta la propria discografia passata sulle piattaforme di streaming (parliamo di due album in studio e un live che hanno fatto la storia nel crossover italiano di fine anni ’90). Rispetto al precedente brano, il nuovo singolo è un pezzo un po’ meno metallico e maggiormente hardcore, con un cantato meno urlato e atmosfere meno cupe, sicuramente più immediatamente scatenato e ascoltabile.

AlberiNoi – Lo stronzo

Nuovo singolo per gli AlberiNoi, duo parmigiano che con Lo stronzo scrive “una lettera di scuse rivolta ad una persona con la quale pensavo di continuare una relazione, nonostante mi aspettasse una partenza per un lungo viaggio”. Il brano ha sonorità pop arricchite da una soffice chitarra in sottofondo che rende più suonato e vero il pezzo, cantato con un piglio a metà fra l’indie italiano e la canzone d’autore.

Alfiero – La paura

La paura “che emerge quando le responsabilità iniziano a essere maggiori”: è questa l’emozione che racconta Alfiero sul suo nuovo singolo, seconda proposta del 2024 e probabile estratto dal futuro album dell’artista, che ci dicono essere in fase di ultimazione. Quello de La paura è un rock alternativo morbido e melodico, leggermente malinconico sia nel cantato sia nei riff delle chitarre ma capace anche di assumere una carica di energia nel ritornello più pieno.

Magaze – Danny

Ho guardato svariate volte quel capolavoro di Shining, l’ultima delle quali almeno tredici anni fa, eppure faccio ancora gli incubi (a volte anche da sveglio) su certe scene di quel film. Il nuovo singolo dei Magaze mi riporta dritti nella testa tutti i traumi che Kubrick mi ha causato: si chiama Danny, parla di cose che brillano e potrebbe suonare un po’ come un brano scritto da Jack Torrance al culmine del suo isolamento all’Overlook Hotel, al posto dell’“all work and no play makes Jack a dull boy”, poco prima di sfondare la porta del bagno con un’ascia. Il sound è quello di un noise rock appesantito, la canzone procede a scatti e sembra cantata in un raptus di follia. Io ho paura di premere di nuovo play, ma se voi non avete i miei stessi traumi fatelo più volte, perché il brano merita molto.


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