I WEL ci raccontano il loro primo album Vita, morte e miracoli / Intervista

Negli anni 2010 si sono affermati come il migliore e più solido progetto pop punk italiano; negli anni 2020 hanno ampliato le proprie sonorità e il bacino di aficionados, pur restando fedeli alle proprie radici sonore e territoriali. Nonostante decine di concerti in giro per l’Italia e l’Europa e numerosi singoli ed EP, il trio modenese è arrivato solo adesso -tredici anni dopo la nascita- a pubblicare il suo primo album full length Vita, morte e miracoli.
Come ci spiegano Enzo (voce), Ince (batteria) e Luca Bi (basso) dalla loro sala prove di Modena, i tre sono cresciuti con l’idea “che i dischi fossero tanto sforzo per poco appagamento, almeno ai nostri livelli”, e che fosse meglio concentrarsi sul proporre pochi pezzi ma estremamente validi invece che presentarsi con un disco di dieci tracce in cui quattro non sono al livello delle altre. “Sembra un discorso molto attuale, ma in realtà anche anni fa c’era già l’idea che la gente non ascoltasse i dischi per intero, se non proprio quelli delle band preferite”, ci dice Enzo. “Penso che il pubblico generale negli ultimi anni sia shiftato più verso l’ascolto del singolo all’interno di una playlist piuttosto che di dieci pezzi di fila di una singola band”, rincara Luca Bi.
E allora cos’è cambiato adesso per far prendere ai WEL la decisione di pubblicare un disco full length? “Abbiamo ricevuto da un’etichetta, Matrice17, la proposta di fare un album, e la proposta è arrivata in un momento perfetto perché allo stesso tempo ci è stato proposto un tour italiano: ci siamo detti che forse era il momento buono per cimentarci finalmente con un album. Anche dal punto di vista umano ci siamo sentiti pronti e maturi per questa sfida: ormai le persone appassionate del nostro genere e delle nostre sonorità ci conoscono, forse è arrivato il momento di provare a fare qualcosa di più”.
La connessione con Matrice17 -e con Alta Marea di cui Matrice17 è partner- è arrivata tramite Jack Out, il country boy della musica italiana che abbiamo già visto sui palchi con i WEL negli ultimi anni e anche nel gran singolo in collaborazione intitolato Direzione. La collaborazione è diventata presto un’amicizia, e anche un rapporto lavorativo: Jack Out è attualmente il manager della band, ed è lui che ha proposto ad Andrea “Ulio” Ulizio di Alta Marea il gruppo.
Il target di Alta Marea (che, ricordiamo, ha portato al successo il progetto italiano più divertente dell’ultimo decennio aka Sillyelly, ma anche artisti legati al mondo hyperpop come Peri, Narcolessia, Liltagliagole e la Incelclique) “è di solito un po’ diverso dal sound che abbiamo sviluppato come band, ma abbiamo convinto Ulio già dalla prima call: ci ha detto che era positivamente colpito dalla nostra realtà, e che non gli interessava tanto prendere un artista che fosse necessariamente nel suo range, ma che fosse valido“.
La scelta del resto rispecchia anche la continua evoluzione che i WEL hanno intrapreso nelle sonorità (Vita, morte e miracoli affianca le classiche sonorità punk e pop punk a pezzi con accennate influenze più emo, trap e pop) e nel pubblico. “Col tempo siamo riusciti a raggiungere tante persone nuove, che è una cosa molto figa perché uno ha sempre il timore di aver intercettato una generazione e poi essersi fermato lì. Mi sento fortunato a vedere che siamo riusciti a intercettare nuove e diverse generazioni e che il nostro pubblico non si è fossilizzato”, racconta Enzo. Mentre Luca Bi va ancora più nello specifico: “a me ultimamente capita spesso di fare un concerto e poi pensare ‘ma queste facce io non le ho mai viste prima’” (“sì, però tu hai anche problemi a riconoscere pure le persone che frequenti tutti i giorni”, scherza Ince).
L’apertura a nuove fasce di pubblico -per età e per gusti musicali- non significa però che i WEL abbiano tralasciato lo zoccolo duro di fan che si portano dietro da quasi quindici anni. Tutt’altro. “Dopo il nostro ultimo concerto al Magnolia di Milano, il promoter che ci segue da anni ci ha detto che forse non ci rendiamo neanche conto di quanto è preziosa la cosa che abbiamo creato: ai nostri concerti da anni vede le stesse persone che continuano a tornare a sentirci, magari con la maglia che vendevamo otto anni fa”. Le persone che seguono i WEL insomma si sono “fidelizzate” e affezionate, una cosa che sicuramente non è da tutte le band. “In effetti siamo riusciti inconsciamente a creare un legame con le persone, sia dal vivo suonando, sia dopo i concerti parlando con le persone, o sui social: la gente si è affezionata oltre la semplice musica”.
Tutto questo ci porta a parlare dello Slam Dunk Italy, arrivato alla sua terza edizione, di cui i WEL saranno protagonisti il 1° giugno 2026 al Circolo Magnolia di Segrate (MI). Chiunque abbia frequentato anche marginalmente la scena pop punk non può non conoscere il festival, vera mecca per tutti gli appassionati della musica alternative, e sostanzialmente unico evento in tutta Europa a riunire in un solo giorno il meglio che la scena propone da vent’anni a questa parte.
“È il mio festival preferito”, dice Ince. “All’edizione inglese sono andato quattro volte perché è il festival europeo più bello per il nostro genere. Puoi vedere qualcuno suonare in qualsiasi momento, non con il doppio palco ma proprio con sei palchi contemporanei, ognuno con un genere diverso, dal pop punk all’emo alle cose più cattive. Il giorno dello Slam Dunk ti fai un sacco di kilometri e resti tutto il tempo senza telefono perché non c’è campo, però è una figata atomica. Sono davvero contento che abbiano deciso di esportare il festival anche al di fuori del Regno Unito e che per una volta l’Italia sia stata pioniera in questo senso portando qui da noi la filosofia e le band di questo evento”.
Si percepisce nella voce dei ragazzi l’entusiasmo all’idea di suonare in un evento così importante per chi è cresciuto ascoltando la musica alternativa, oltre che su un grande palco come quello del Magnolia. Come si sta preparando la band per il suo set del 1° giugno? “Ci siamo solo detti di suonare forte e veloce; dobbiamo suonare e spaccare tutto. Essendo i primi della lineup, a metà pomeriggio, non possiamo dare le stesse vibe di intimità che di solito diamo al chiuso, per cui ci concentreremo sullo spaccare tutto e basta”. La setlist è quella che i WEL hanno appena finito di provare in saletta; senza voler spoilerare troppo, sarà un buon mix di pezzi classici che la gente vuole sempre sentire e brani nuovi tratti dal disco.
Lo Slam Dunk Italy si terrà lunedì 1° giugno (il 2 giugno è festa) al Circolo Magnolia di Segrate (MI), e oltre ai WEL vede in lineup Knocked Loose, Paleface Swiss, Gorilla Biscuits, Stand Atlantic, Hawthorne Heights, Holywatr, Shoreline, Raw Power e Fiks.
I biglietti sono disponibili su Ticketmaster.
